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L’accusa chiede un anno e 4 mesi per il presunto ladro della Golf nera, ma viene assolto

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Viterbo - Tribunale - Carabinieri

Viterbo – Tribunale – Carabinieri

Acquapendente – (sil.co.) – L’accusa chiede un anno e 4 mesi, ma viene assolto il presunto ladro della banda della Golf nera che quattro anni fa avrebbe imperversato nell’Alta Tuscia.

Nonostante pochi giorni prima fosse stato sorpreso a rubare a Bolsena e pochi giorni dopo sia stato sorpreso a spiare col binocolo le abitazioni di Proceno, con il macchina il kit del pefetto scassinatore, ieri il giudice Elisabetta Massini lo ha assolto per non avere commesso il fatto, in quanto non è stato beccato in flagranza di reato e nessun testimone lo ha riconosciuto con certezza. 

Sul banco degli imputati un uomo di nazionalità romena, che la mattina di sabato 3 maggio 2014, assieme a due complici, avrebbe tentato un furto a casa di una donna di Acquapendente la quale, presente  nell’abitazione con la figlioletta al piano superiore, ha allertato i familiari e i carabinieri, raccontando di una Golf nera con tre individui sospetti a bordo e poi sporgendo denuncia per il tentato furto con danneggiamento. 


– Salutano il padre e vanno a rubare a casa della figlia…


Dopo avere suonato inutilmente il campanello, secondo la presunta vittima, gli aspiranti ladri avrebbero buttato giù la porta d’ingresso dell’abitazione.

Il terzetto avrebbe cominciato a fare avanti e indietro di buonora davanti a una serie di villette in una zona residenziale di Acquapendente, viaggiando a velocità ridotta a bordo della stessa vettura avvistata pochi giorni prima a Bolsena e poi a Proceno

A Bolsena l’imputato era stato arrestato dai carabinieri e ha successivamente patteggiato, mentre a Proceno si è preso una denuncia a piede libero, anche in questo caso fermato dai militari della stazione di Acquapendente che hanno indagato sul caso.

Nessun dubbio, per la procura, che si trattasse della stessa persona, tanto che il pm ha chiesto una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. 

Ma nessuno lo ha riconosciuto durante il processo. Tra i testimoni anche un vicino di casa della mamma, che pure ha visto l’auto coi tre figuri. Nessuno, però, pur riconoscendo i passeggeri della Golf, avrebbe visto chi materialmente ha buttato giù la porta di casa, tentando il furto.

Al giudice non è rimasto che assolvere l’imputato. 


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