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Tribunale - Dopo avere suonato inutilmente il campanello, hanno buttato giù la porta d'ingresso dell'abitazione - Le urla della vittima e il pianto della bambina hanno fatto scattare l'allarme

Salutano il padre e vanno a rubare a casa della figlia…

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Acquapendente – (sil.co.) – Salutano il padre e vanno a rubare a casa della figlia. Dopo avere suonato inutilmente il campanello, hanno buttato giù la porta d’ingresso dell’abitazione. Le urla della vittima e il pianto della bambina hanno fatto scattare l’allarme.

Sono i tre banditi di nazionalità romena che la mattina del 3 maggio 2014, un sabato, hanno cominciato a fare avanti e indietro di buonora davanti a una serie di villette in una zona residenziale, viaggiando a velocità ridotta a bordo di una Golf nera o comunque di colore scuro.

Che fossero malintenzionati lo ha scoperto una mamma quarantenne, in casa da sola con la figlioletta di quattro anni.

“Ho visto transitare più volte la Golf nera con tre uomini a bordo dalla finestra del primo piano, pensando che fossero quelli del ‘folletto’, per cui, quando mi hanno suonato insistentemente, due-tre volte, non ho aperto. Uno, allora è rimasto sotto casa, mentre gli altri due se ne sono andati in auto”, ha raccontato in aula.

“A un certo punto il silenzio di casa è stato rotto dal rumore di vetri infranti, quando è stata forzata e buttata giù la porta d’ingresso al pianoterra. Io ho urlato, la bimba è scoppiata a piangere per lo spavento e i ladri sono scappati. Ma li avevo visti in faccia, per cui quando i carabinieri li hanno fermati, li ho riconosciuti dalle foto”, ha spiegato la vittima al giudice Elisabetta Massini.

In aula anche il padre della donna, richiamato dalle urla della figlia e dal pianto disperato della nipotina.

“Io abito nella casa subito dopo e anche io avevo visto la Golf scura fare avanti e indietro a bassa velocità, fermarsi e ripartire. Il passeggero, quando mi hanno visto, mi ha fatto anche un cenno di saluto, tant’è che l’ho guardato chiedendomi chi fosse, visto che non lo conoscevo”, ha proseguito il pensionato.

Tra i testimoni anche un vicino di casa, che pure ha visto l’auto coi tre figuri. Nessuno, però, pur riconoscendo i passeggeri della Golf, avrebbe visto chi materialmente ha buttato giù la porta di casa, tentando il furto.

Si torna in aula il 16 settembre per completare l’istruttoria e la sentenza. 


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16 aprile, 2019

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