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“Quei funghi erano altamente tossici, abbiamo rischiato di morire”

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Carabinieri e 118

Carabinieri e 118

Ischia di Castro – “Quei funghi erano altamente tossici, abbiamo rischiato di morire”. Lo racconta la madre della famiglia di Ischia di Castro avvelenata. Un’odissea durata tre giorni. Per lei, il marito e i due figli di 14 e 19 anni. “Il peggio è passato – dice la signora -, ma ce la siamo vista brutta. Io ancora non mi sento bene, e per tornare alla normalità ci vorrà altro tempo”.

È domenica quando i quattro vanno a funghi sul monte Calvo, a Subiaco. “Come sempre – spiega la donna -, anche perché mio marito ha il tesserino. Quel giorno abbiamo raccolto una famigliola identica a quella che mangiamo di solito e lunedì sera l’ho cucinata. Mentre mio marito e i miei figli ne hanno consumati pochi, io me ne sono fatta un bel piatto”.

Dopo cena la signora inizia a star male. “Verso le 21 e 30 – ricorda – ho incominciato a vomitare. Mio marito, che era già a letto, si è svegliato e ha fatto il possibile per aiutarmi. Ma nonostante il tempo passasse, la situazione non migliorava. Inizialmente credevo fosse una forma influenzale, ma ho cominciato a pensare che fosse colpa dei funghi quando pure mia figlia non stava bene”.

A quel punto la telefonata al 118 è immediata. “È arrivata prima un’ambulanza, ma ne hanno dovuta chiamare subito un’altra perché anche mio marito e mio figlio iniziavano a star male – riepiloga la signora -. Ci hanno portati al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle e ci hanno fatto le lavande gastriche. Ci hanno tenuti in osservazione per quasi tre giorni e mercoledì pomeriggio ci hanno dimessi”.

La diagnosi dei medici è stata intossicazione da funghi. “I dottori – afferma la signora – hanno contattato il centro antiveleni di Pavia e, grazie ad alcune foto, hanno potuto vedere che quelli che avevamo mangiato erano dei funghi molto pericolosi. Si trattava di una famiglia rossa altamente tossica, che ci avrebbe potuto far morire. Ce la siamo vista brutta e abbiamo rischiato di morire. Ma adesso il peggio è passato. Mio marito e i miei figli hanno ripreso la vita di tutti i giorni, mentre io continuo non sentirmi in ottima forma. Ho dei dolori, ma passeranno. Per tornare alla normalità ci vorrà altro tempo, perché ho ancora le tossine in corpo. Reni e fegato hanno sofferto, ma fortunatamente i muscoli non hanno assimilato nulla”.

Lunedì sera la signora è arrivata all’ospedale di Viterbo in condizioni critiche: la più grave della famiglia. “Ma la tempestività dei soccorritori – rivela – è stata eccezionale. Grazie al 118 di Canino e di Montalto di Castro, al pronto soccorso di Belcolle e ai carabinieri di Ischia di Castro per averci salvato la vita. Sono stati grandi”.

Raffaele Strocchia


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