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“Troppo pericoloso”, uno dei 36 detenuti sarà processato in videoconferenza

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – (sil.co.) – Troppo pericoloso per portarlo in aula. Maxirissa di capodanno a Mammagialla, sarà celebrato il prossimo 11 febbraio nel carcere viterbese in videoconferenza il processo a uno dei 36 detenuti coinvolti. Per gli altri 35, invece, i primi testimoni saranno sentiti al palagiustizia del Riello il 7 luglio.

Erano circa le due del pomeriggio del primo gennaio 2014, quando a Mammagialla scoppiarono i disordini, a colpi di arma bianca, esplosi tra una banda composta da una ventina di romeni e una decina di italiani nell’area di socializzazione del reparto penale D2. Poteva finire in tragedia.

Il bilancio fu di 12 feriti a coltellate, tra i quali uno degli agenti intervenuti, trasferiti a Belcolle a scaglioni, a bordo di altrettante ambulanze, il cui passaggio a sirene spiegate tra la Teverina e la Sammartinese non passò inosservato.

Il grosso delle vittime se la cavò con una medicazione da parte dei sanitari del pronto soccorso. In sei furono dimessi subito. I tre feriti più gravi, invece, furono ricoverati in ospedale in codice rosso. Alla fine il bilancio furono prognosi tra i dieci e i venti giorni.

“Troppo pericoloso”. Si tratta di Ferdinando “Pupetto” Di Silvio, che ieri, udienza di ammissione prove, ha fatto sapere di voler essere presente al processo.

“Troppo pericoloso per essere trasportato dall’istituto di pena dove si trova ora a Viterbo, per lui il processo sarà in videoconferenza”, ha però disposto il giudice Gaetano Mautone alla luce dello spessore criminale del soggetto. A spostarsi sarà il tribunale.

È stata quindi stralciata la posizione dell’imputato, che sarà così l’unico giudicato a parte, l’11 febbraio, quando il processo si terrà a Mammagialla, attrezzato, a differenza del palazzo di giustizia, affinchè il detenuto possa assistere, come suo diritto, in collegamento video.

Tra gli altri 35 imputati, il grosso dei quali ha rinunciato a presenziare, c’è anche il fratello, Giuseppe Pasquale Di Silvio. Entrambi appartengono alla malavita pontina.


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