Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Ben trentasei gli imputati per i disordini esplosi il primo gennaio 2014 tra detenuti italiani e stranieri

Maxirissa di Capodanno a Mammagialla, ennesimo stop al processo

Condividi la notizia:

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Maxirissa di Capodanno a Mammagialla, ennesimo stop al processo.

Sono ben trentasei gli imputati per la maxirissa esplosa all’interno del carcere di Viterbo a capodanno di cinque anni fa quando, dietro le sbarre, detenuti italiani e romeni si sono azzuffati a colpi di coltello. 

L’udienza di ammissione prove, in programma ieri davanti al giudice Gaetano Mautone, è slittata per la mancata traduzione di imputati tuttora detenuti. Il processo era già stato rinviato altre volte per svariati motivi, dal legittimo impedimento di un difensore al cambio del giudice, dall’astensione dei penalisti a vizi di notifica.

Stavolta è slittato di ulteriori sette mesi, al 4 ottobre 2019. Il decreto di citazione a giudizio risale al 2015.

I 36 imputati, a vario titolo, sono accusati di rissa e lesioni aggravate in concorso per l’inaudita esplosione di violenza avvenuta verso le ore 14 del primo gennaio 2014 all’interno della casa circondariale di Viterbo. 

I disordini sono scoppiati nell’area riservata alla socializzazione del reparto penale D2. Dove solo grazie al pronto intervento della polizia penitenziaria la maxirissa non è finita in tragedia. 

Il bilancio di quello che fin dal primo momento apparve come uno scontro tra bande rivali – una di italiani, l’altra di romeni – fu di 12 feriti a coltellate, tra i quali uno degli agenti intervenuti, trasferiti a Belcolle a scaglioni, a bordo di altrettante ambulanze, il cui passaggio a sirene spiegate tra la Teverina e la Sammartinese non passò inosservato. 

Il grosso delle vittime se la cavò con una medicazione da parte dei sanitari del pronto soccorso. In sei furono dimessi subito. I tre feriti più gravi, invece, furono ricoverati in ospedale in codice rosso. Alla fine il bilancio furono prognosi tra i dieci e i venti giorni. 

All’interno del carcere di Mammagialla si sarebbero fronteggiati una decina di italiani e una ventina di romeni. Un episodio che fece insorgere i sindacati degli agenti, i quali chiesero l’intervento del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. 

Sui motivi, l’ipotesi più accreditata, sarebbe quella del regolamento di conti tra due diversi gruppi di detenuti. Ma gli interrogatori degli indagati non hanno chiarito granché. Un episodio di difficile ricostruzione non solo per la scarsa collaborazione con gli inquirenti, ma anche per la cronica carenza di polizia penitenziaria. Gli agenti, quel giorno, il giorno di Capodanno, erano presenti a ranghi ancor più ridotti del solito: per bloccare i detenuti fu necessario chiudere la sala e aspettare i rinforzi. Gli unici testimoni del fatto sono i partecipanti alla rissa.

Silvana Cortignani

 


Condividi la notizia:
9 marzo, 2019

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR