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Viterbo - Anna Fendi al concorso dedicato a Silvia Tabacchi, uccisa dall'ex fidanzato

“Siamo chiamati alla costruzione di una società rispettosa e aperta”

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Anna Fendi

Anna Fendi

Antonio Tabacchi

Antonio Tabacchi

Viterbo - La premiazione del concorso "A Silvia"

Viterbo – La premiazione del concorso “A Silvia”

Antonio Porro

Antonio Porro

Simonetta Pachella e Maria Elena Piferi

Simonetta Pachella e Maria Elena Piferi

Silvia Somigli

Silvia Somigli

Marco LazzariMarco Lazzari

Marco Lazzari

Viterbo - La premiazione del concorso "A Silvia"

Viterbo – La premiazione del concorso “A Silvia”

Prima classificata del concorso "A Silvia" Aurora Marzetti

Prima classificata del concorso “A Silvia” Aurora Marzetti

Le seconde classificate del concorso "A Silvia" Roberta Menegazzi e Arianna Mazzei

Le seconde classificate del concorso “A Silvia” Roberta Menegazzi e Arianna Mazzei

Terza classificata del concorso "A Silvia" Francesca Zucchini

Terza classificata del concorso “A Silvia” Francesca Zucchini

Viterbo – (ma.ma) – “Tutti siamo chiamati alla costruzione di una società rispettosa e aperta”. Con queste parole Anna Fendi è intervenuta alla premiazione del concorso, di poesie e racconti, “A Silvia”. L’iniziativa è alla sua terza edizione ed è intitolata alla memoria di Silvia Tabacchi, la giovane 28enne di Vasanello uccisa il 17 marzo 2017 dall’ex ragazzo. Una mattinata che ha visto la partecipazione di diversi istituti scolastici di Viterbo e provincia. Tanti gli studenti presenti all’auditorium del centro di Valle Faul. Per tutti i partecipanti al concorso la premiazione con un attestato. Il premio è organizzato e curato dall’associazione Donna Olimpia onlus, di cui Maria Elena Piferi è presidente.

Anna Fendi, madrina del concorso, nel suo intervento non si è soffermata tanto sul tema del femminicidio quanto su quello della responsabilità. E in particolare la “responsabilità della società di indirizzare i ragazzi nel rispetto verso se stessi e verso l’altro”.

“Tutti – ha affermato Fendi – siamo chiamati alla costruzione di una società aperta e rispettosa – ha detto Anna Fendi -. Ai ragazzi chiedo di approfondire il tema della condizione femminile, alle ragazze chiedo di vivere la loro femminilità contestando tutte quelle visioni che fanno delle donne uno strumento. Alla società chiedo invece di assumersi tutte le responsabilità, senza ulteriori giustificazioni, nel contrastare la violenza di genere. La colpa del singolo individuo che compie una barbarie verso la donna deve sempre essere inquadrata in contesto sociale. Tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a fare la nostra parte come politici, famigliari, insegnanti, imprenditori”.

Poi l’aneddoto. “Qualche anno fa ho incontrato Susanna Agnelli e in quell’occasione le chiesi: ‘Tuo fratello Gianni, che appare un uomo di così grande spessore, è nella vita qualcosa di più degli altri?’ Lei mi rispose: ‘è una persona come tutti, ma in più ha una grande educazione”.

Un racconto con il quale la stilista ha cercato di spiegare ai ragazzi quanto sia importante essere “educati e non solo nella forma, ma educati nel rispetto verso l’altro sia nella forma che nella sostanza”. 

L’incontro ha cercato di accendere i riflettori su una piaga del nostro tempo, quella del femminicidio. Una mattinata per mantenere sempre vivo il ricordo di Silvia Tabacchi, uccisa troppo presto per mano dell’ex fidanzato che a sua volta si è tolto la vita perché incapace di sopportare la fine della loro relazione.

A intervenire in sala anche il papà di Silvia, Antonio Tabacchi, che si è rivolto ai ragazzi per spiegare loro l’importanza della letteratura. “Ho scelto due autori a me molto cari – ha detto Antonio Tabacchi – per raccontarvi come la letteratura possa aiutare nella vita. Le lezioni americane di Calvino e la poesia di Shakespeare sono le due letture che mi accompagnano in molti momenti. Calvino educa a capire la complementarità nelle opposizioni, ossia il fatto che nel diverso possiamo trovare sempre un elemento di vicinanza. Stessa cosa con Shakespeare che in tante sue opere si sofferma sul tema dell’inganno praticato dal potere. Quell’inganno che riduce l’uomo a un livello defraudato. E nei suoi versi ci sono quei personaggi, come Edgar in Re Lear, che si assumono le proprie responsabilità e cercano di rimettere le cose nel giusto ordine. Con questo voglio dirvi che la letteratura aiuta nella vita, aiuta a maturare e quindi è un’ottima compagna di viaggio. Leggere aiuta a essere cittadino più responsabile”.

Al concorso hanno partecipato gli studenti delle III classi delle scuole secondarie di I grado e tutte le classi delle scuole di II grado della provincia di Viterbo. Primo classificato di questa terza edizione è stato il racconto “Stavolta non resto” di Aurora Marzetti del liceo artistico Ulderico Midossi di Vignanello. Seconde classificate Roberta Menegazzi e Arianna Mazzei, studentesse del liceo artistico Francesco Orioli, con la commedia “Una nuova vita”. Terza la poesia “Mancanza” di Francesca Zucchini del liceo economico e sociale Antonio Meucci di Bassano Romano. A leggere i testi l’attrice Vera Anelli (che ha letto il racconto che ha vinto il primo premio), l’attore Pietro Benedetti e la scrittrice Maria Grazie Fontana (che hanno interpretato il testo che si è classificato secondo) e la poetessa Lorena Paris (che ha letto la poesia che si è classificata terza). 

A comporre un componimento anche il papà di Silvia. Maria Elena Piferi, dopo i saluti e ringraziamenti, ha parlato del testo di Antonio Tabacchi “ricco di amore e sentimento”. “Parole – ha sottolineato Piferi – che fanno capire come un sentimento d’amore possa maturare attraverso la poesia”. A partecipare all’evento anche il presidente di fondazione Carivit, il sindaco di Vasanello Antonio Porri, la segretario generale Uil scuola Viterbo Silvia Somigli, la professoressa Gabriella Ciampi dell’università della Tuscia, la dirigente dell’istituto scolastico Francesco Orioli Simonetta Pachella, tra le prime sostenitrici del concorso. 

Il ringraziamento di Maria Elena Piferi in particolare al sindaco di Vasanello per aver sostenuto il bando fin dalla sua prima edizione. Simonetta Pachella è poi intervenuta per parlare di amore come “dono” e come “capacità di saper accettare un eventuale rifiuto”.

“Viviamo in una società – ha chiarito Pachella – dove la persona è importante più per quello che ha che per quello che è. Da questo vizio di fondo nasce il modo sbagliato di interpretare l’amore. L’amore non può essere possesso, ma dono che noi facciamo all’altro. E non c’è più grande dono che la libertà di donare l’amore ma anche la libertà di non voler più dare quel dono”.

Poi rivolta ai ragazzi in sala. “Ricordatevi, e mi rivolgo ai ragazzi perché purtroppo spesso la violenza è verso le donne, – ha concluso Pachella –  che state al mondo perché una donna vi ha partorito e continuerete a rimanere nel mondo attraverso i figli che una donna ha generato. Solo per questo di fronte a una donna abbassate la testa, ma non in segno di sottomissione ma di rispetto”.

Al termine la consegna degli attestati ai ragazzi e i saluti dei presidi Bonelli e Francocci. 


Aticoli: Concorso letterario “A Silvia”, tra i premiati anche gli studenti di Vasanello – Gallery: Premiazione dei partecipanti al concorso “A Silvia”


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28 ottobre, 2019

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