Viterbo – (a.c.) – A 101 anni dalla fine della prima guerra mondiale, la città di Viterbo si unisce per ricordare il sacrificio dei caduti nella festa dell’Unità nazionale e delle forze armate.
Dopo due giorni di pioggia intensa, le nubi vengono squarciate da un sole convinto, che scende a riscaldare i numerosi presenti al Sacrario di piazza dei Caduti.
Il sindaco Giovanni Arena, il presidente della provincia Pietro Nocchi, il senatore Umberto Fusco, il deputato Mauro Rotelli, l’assessora regionale Alessandra Troncarelli, tutte le principali autorità militari e altri rappresentanti del mondo istituzionale accolgono i labari cittadini e quelli delle associazioni combattentistiche e d’arma, a cui fa seguito l’ingresso del prefetto Giovanni Bruno, che passa in rassegna il picchetto militare interforze.
Si passa alla lettura dei messaggi del ministro della Difesa Lorenzo Guerini e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Dopo la consueta cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione della corona ai caduti, spazio agli studenti delle scuole, che leggono una riflessione sul valore del ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la patria e due poesie di Giuseppe Ungaretti.
La preghiera del cappellano militare chiude una cerimonia breve, durata poco più di mezz’ora, ma molto sentita sia dalle autorità che dai cittadini, scesi in gran numero in piazza a sfidare il rischio di un nuovo acquazzone.
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