Viterbo – Tre dipinti. Salvati, innanzitutto. E questo grazie al vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli, e a un sacerdote. Don Emanuele Germani, titolare della parrocchia dei Santi Ilario e Valentino a Villanova, Viterbo. Tre affreschi che tutti possono vedere, ammirare, oppure stare lì, semplicemente a guardare. Ieri sera l’inaugurazione, il benvenuto a tre capolavori che rischiavano di andare perduti. Per sempre. E che oggi si trovano invece all’interno della chiesa di don Germani. “Dobbiamo essere sempre cercatori di verità”, ha detto il vescovo Lino Fumagalli. Come Sant’Agostino.
Davanti al vescovo, una sala piena di fedeli. Con loro, e con don Germani e Fumagalli, c’erano anche il nuovo priore degli agostiniani del convento della Trinità, Padre Juraj Pigula, il sovrano militare ordine di Malta e i frati cappuccini.
Una serata accompagnata dal concerto dell’Unione musicale viterbese “Adriano Ceccarini” diretta, da circa 10 anni, da don Roberto Bracaccini, erede del maestro Vincenzo Rivoglia di Ischia di Castro.
Viterbo – Le opere dedicate a Sant’Agostino
“Abbiamo voluto rendere le tre opere visibili – ha detto il vescovo Lino Fumagalli – per poterle ammirare nella loro0 essenzialità. La prima è la terza opera sono di casa. La prima si svolge infatti sul litorale di Civitavecchia. Stava pensando alla trinità e mentre passeggiava sul lungo mare di Civitavecchia vide un bambino che stava lungo la spiaggia. La seconda è Sant’Agostino che ascolta Sant’Ambrogio. Sant’Agostino veste da orientale, perché all’epoca aderiva alla filosofia epicurea. Il terzo quadro ritrae infine un episodio avvenuto a Ostia. La morte di Santa Monica. Dove vuoi essere portata, gli chiese il figlio Sant’Agostino assieme al fratello. Mettete il mio corpo dove volete, la risposta, ma pregate per me durante la messa. Sono quadri eloquenti. La fatica del credere e la ricerca. Dobbiamo essere sempre cercatori di verità. Sono quadri che ispirano la riflessione”.
Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli
Quadri che oggi si trovano all’interno della chiesa di Villanova grazie anche alla soprintendenza di Margherita Eichber, che ha dato l’ok per l’allestimento all’interno di Sant’Ilario e Valentino, e all’impresa di Massimo Saggini che si è resa disponibile, gratuitamente, al trasporto e all’allestimento in chiesa delle tre opere.
Viterbo – Don Emanuele Germani
Gli affreschi, che ritraggono alcuni episodi della vita di Sant’Agostino, provengono tutti dall’antica chiesa di Santa Maria in Volturno distrutta nel dopoguerra, tra il 1948 e il 1949.
Viterbo – Le opere dedicate a Sant’Agostino
Dopo il minuzioso lavoro di restauro, i tre affreschi sono rimasti in esposizione presso la sala Gualterio di palazzo dei papi dal 27 dicembre 2018 nel 27 gennaio 2019, in mostra temporanea.
Viterbo – Le opere dedicate a Sant’Agostino
I tre capolavori pittorici risalgono alla prima metà del XVII secolo. Il putto che rivela a Sant’Agostino l’insondabilità del mistero trinitario, Sant’Agostino e Santa Monica che ascoltano la predica di Sant’Ambrogio e la morte di Santa Monica, tutti e tre di un anonimo pittore viterbese anche se, non si esclude, la partecipazione di altri artisti locali. Le raffigurazioni provengono dal monastero agostiniano di Santa Maria in Volturno, un pezzo di Viterbo che non esiste più. La chiesa venne demolita nel dopoguerra per rispondere alle esigenze dell’edilizia abitativa.
Viterbo – La chiesa dei Santi Ilario e Valentino
Una memoria rimasta solo nel titolo della via di Santa Maria in Volturno, che dalla piazza di Sant’Agostino scende in piazza dei martiri. Il portale della chiesa distrutta si trova agli Almadiani, un posso è collocato nel cortile della Santissima Trinità, un altro è stato acquisito da un privato. Di alcune opere non si conosce la collocazione ufficiale. Diverse sono andate distrutte.
Viterbo – Don Roberto Bracaccini
“Ringrazio il vescovo per questa bella intuizione di poter collocare le opere all’interno della chiesa – ha detto don Emanuele Germani -. Una scelta che ingentilisce la chiesa e, attraverso Sant’Agostino, vescovo, filosofo e uomo di chiesa, aiuta alla riflessione e ad avvicinarsi a Dio. Come Sant’Agostino, cercatore di dio”.
Daniele Camilli
Fotogallery: I tre dipinti dedicati a Sant’Agostino






