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Economia - Sandra Paolucci, amministratore delegato, e Raffaele Friggi, responsabile produzione, raccontano l'azienda che è oggi leader in Italia nella stampa digitale - FOTO

“Gescom segue il cliente, sviluppa l’idea e la realizza…”

di Maurizia Marcoaldi
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Sandra Paolucci,

Sandra Paolucci,

Raffaele Friggi

Raffaele Friggi

Viterbo - L'azienda Gescom

Viterbo – L’azienda Gescom

Viterbo - L'azienda Gescom

Viterbo – L’azienda Gescom

Viterbo - L'azienda Gescom

Viterbo – L’azienda Gescom

Viterbo - L'azienda Gescom

Viterbo – L’azienda Gescom

Viterbo - L'azienda Gescom

Viterbo – L’azienda Gescom

Viterbo - Lo staff dell'azienda Gescom

Viterbo – Lo staff dell’azienda Gescom

Viterbo - L'azienda Gescom

Viterbo – L’azienda Gescom

Viterbo - L'azienda Gescom

Viterbo – L’azienda Gescom

Viterbo - L'azienda GescomViterbo - L'azienda Gescom

Viterbo – L’azienda Gescom

Viterbo – Tutto ha inizio nel 1983 quando Sandra Paolucci, allora dipendente dei grandi magazzini La Standa, si dimette dal proprio lavoro e decide di affiancare il marito nella produzione del settimanale locale Sottovoce. Sandra Paolucci e Ettore Segatori danno così vita all’azienda conosciuta oggi con il nome di Gescom.

In via Pian di Giorgio in località Acquarossa si trova l’attività. 15 mila metri quadrati per due capannoni, con circa 80 dipendenti. Gescom è oggi leader in Italia nel settore della stampa digitale. In una fase storica in cui sempre più il pubblico si affida a internet per ordinare i propri prodotti, da Gescom il personale segue il cliente in tutte le fasi dello sviluppo di un’eventuale idea, dalla sua progettazione alla stampa. A raccontare Gescom è Sandra Paolucci, amministratore delegato dell’azienda. 

Signora Paolucci quale è la storia di Gescom?
“Gescom è nata negli anni ottanta come realtà completamente diversa rispetto a ciò che è oggi. All’inizio era la casa editrice di un settimanale locale Sottovoce. Mio marito, Ettore, si occupava della parte redazionale ed era direttore responsabile, mentre io mi occupavo della pubblicità ed ero amministratore unico. Intorno agli anni novanta l’esperienza di Sottovoce è andata via via scomparendo perché man mano cresceva sempre più la richiesta di produzioni e lavori completamente diversi. L’azienda si è evoluta con la stampa offset e infine con il digitale. Un lungo cammino, considerando che siamo nati come azienda famigliare. E nel tempo anche le nostre sedi sono cambiate e si sono ampliate. All’inizio io e mio marito avevamo aperto l’attività in via Monte Cervino, poi in via Rosmini dove il locale era di 250 metri quadrati. La terza sede era sulla Cassia Nord, un capannone di 750 metri quadrati che si è poi ampliato in 3350 metri quadrati.

Il lavoro però aumentava e serviva anche più spazio per i nuovi macchinari e così ci siamo definitivamente stabiliti all’Acquarossa. Siamo stati tra i primi a costruire qui. Abbiamo due stabili per un totale di 15mila metri quadrati. Prima della crisi contavamo più di 100 persone, ora siamo circa 80 persone. All’interno dei capannoni abbiamo macchinari all’avanguardia. In passato venivano anche persone dall’America per visitare l’azienda e vedere queste macchine in funzione. Alcune tecnologie che sono state usate qui erano una novità a livello mondiale”.

Negli anni tante le esperienze di produzione e sponsorizzazione: la rivista Applicando, la squadra di basket femminile Gescom, i rapporti con il consolato alle Seychelles…
“Sì, è vero negli anni sono state tante le esperienze di lavoro. Per la rivista Applicando, che principalmente parlava di Mac, curavamo la pubblicità e siamo arrivati a stampare fino a 6 o 8 pagine di pubblicità. Poi per diversi anni abbiamo sponsorizzato la squadra femminile di basket chiamata per l’appunto Gescom. Con loro la collaborazione è durata fino al 2007/2008. Da diversi anni inoltre lavoriamo con il consolato delle Seychelles e per loro stampiamo la guida turistica, curandola anche nella grafica.

Nel tempo sono tanti i libri che abbiamo stampato, di qualsiasi genere. Oggi poi ci occupiamo molto di prodotti pubblicitari e anche di copertura dei palazzi. Tra i lavori più importanti ricordo la copertura del palazzo delle poste a Cagliari che doveva essere ristrutturato. Tra l’altro siamo fornitori ufficiale di Ikea”.

Quale è il clima di lavoro a Gescom?
“La maggiorparte dei nostri competitor usa internet per ricevere l’ordine e basta. Noi invece ci occupiamo del cliente dall’arrivo dell’ordine fino alla consegna. C’è la cura del contatto umano e su questo noi abbiamo sempre puntato. Ad esempio nel periodo delle fiere, quando andavano ancora bene, le nostre ragazze non organizzavano semplicemente gli stand ma ritrovavano il cliente con cui avevano avuto un primo contatto telefonico e sviluppavano insieme l’idea dialogando dal vivo. Inoltre puntiamo molto su un ambiente familiare e su un clima di cordialità. Tra i nostri ragazzi c’è un rapporto di collaborazione.

E’ il personale che manda avanti l’azienda e se il personale è scontento l’azienda non produce. In generale preferiamo assumere persone giovani e inesperte. In questo modo è possibile formarsi e crescere insieme, creare un gruppo compatto. Tante persone che lavorano da noi hanno iniziato che avevano solo 20 anni. Tra l’altro siamo anche un’azienda multietnica. Ci sono diversi romeni e ragazzi che provengono dall’Africa. Siamo riusciti anche a fare una ricongiunzione familiare di una persone che lavora qui da noi”.

Progetti futuri?
“Il nostro è un settore in continua evoluzione. Abbiamo sempre gli occhi puntati sullo sviluppo e la nascita di nuove tecnologie. Nel nostro campo bastano pochi mesi per restare indietro da un punto di vista tecnologico. Non ci vogliamo fermare”.

Tra i collaboratori di fiducia di Sandra Paolucci c’è Raffaele Friggi, responsabile produzione.

Raffaele di cosa si occupa Gescom oggi?
“Gescom nasce negli anni ottanta come azienda famigliare grazie a Sandra, che oggi è amministratore delegato, e Ettore, oggi direttore generale. Da metà anni novanta l’azienda però si evolve: il discorso della parte editoriale non viene completamente abbandonato, ma alla stampa offset tradizionale e si affianca quella digitale. Il digitale è oggi il core business dell’azienda.

Nel 2001 abbiamo acquistato il primo plotter per stampa su pvc, che era una novità per l’Italia. Nel 2003 le prime macchine su stampa per pannello rigido. Da lì è stato via via un crescendo. Oggi abbiamo un capannone di 15 mila metri quadri, più di 9mila clienti in tutta Italia e poi il nostro mercato si espande in Francia, Spagna, Regno Unito. In Italia siamo un’azienda leader in questo settore. Ogni giorno abbiamo mediamente 400/500 spedizioni effettuate con i corrieri. Viterbo incide poco sul nostro fatturato attuale. Siamo azienda radicata molto sul territorio, ma lavoriamo anche molto fuori. Oggi le prime di regioni in cui fatturiamo di più sono Lombardia e Veneto”.

Quale è la forza di Gescom? 
“Il nostro punto di forza è il fatto che noi vendiamo prodotti direttamente da qui, non abbiamo agenti che girano per l’Italia per sponsorizzare il prodotto. Noi abbiamo un ufficio commerciale dove i nostri ragazzi hanno contatti quotidiani con il cliente. Altro punto di forza di Gescom è l’aver visto in anteprima l’avvento del digitale e l’esserci dotati delle migliori tecnologie emergenti in questo ambito. Per anni siamo stati la prima azienda in Europa, e qualche volta al mondo, a provare nuove tecnologie: abbiamo fatto da partner a costruttori israeliani e statunitensi che costruivano queste macchine e poi avevano bisogno di aziende come noi per testarle sul campo”.

Quali i reparti dell’azienda?
“Abbiamo diversi reparti. Quello della stampa offset dove produciamo ad esempio biglietti da visita, volantini, cataloghi. Poi c’è la stampa digitale su materiale flessibili con prodotti come striscioni pubblicitari e le mega affissioni per ponteggi, stampa su pvc adesivo. Infine il reparto è della stampa digitale su materiale rigidi e gli espositori”.

Quali i prodotti?
“Portiamo sempre avanti il discorso della stampa offset tradizionale. Ma accanto c’è il digitale con la cura pubblicitaria di aziende e negozi, con gli striscioni, le coperture dei palazzi. Oggi siamo un’azienda leader nel mercato della stampa digitale. Siamo un po’ il riferimento in Italia sia per il cliente professionale, come studi grafici, che non. Sempre di più il cliente si affida a noi da un punto di vista progettuale. Un tempo il cliente ci mandava il prodotto finito e noi dovevamo solo stamparlo. Oggi sempre più si affida a noi per lo sviluppo dell’intero progetto. Curiamo l’idea del cliente fino alla realizzazione del prototipo e alla tiratura di cui ha bisogno. Spesso riusciamo a dare la soluzione vincente al cliente anche perché conosciamo bene i materiali e questo ci rende competitivi anche nei confronti di internet”.

In che senso?
“Oggi con un click puoi ordinare e stampare anche attraverso il web. Ma noi offriamo qualcosa in più. Noi non diamo il semplice prodotto, ma offriamo un servizio completo, compreso il trasporto, la logistica. E poi possiamo anche fornire il servizio magazzino e spedire noi nel punto vendita. Abbiamo comunque una fetta di clienti che compra sul sito. Ma da noi puoi scegliere”. 

Maurizia Marcoaldi


Gallery: L’azienda Gescom


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11 novembre, 2019

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