Graffignano – Riceviamo e pubblichiamo – Giorni or sono è stata pubblicata su questo giornale una mia segnalazione riguardante i problemi che gli abitanti di Graffignano stanno affrontando ormai da anni, riguardanti la fornitura delle utenze elettrica e telefonica.
Questo articolo, mio malgrado, ha purtroppo creato dei fraintendimenti che hanno scosso la suscettibilità dei miei concittadini e che io, garantisco in perfetta buona fede, non avrei davvero voluto creare.
Ricordo questo paese più di quarant’anni fa, quando presso la sala parrocchiale era stato allestito un piccolo cinema e, insieme ad altri ragazzi del paese, avevo anch’io partecipato all‘organizzazione di una discoteca che avevamo chiamato “Il gatto nero”. Da allora sono spesso tornata, di tanto in tanto e sempre con immensa gioia fino a quando, circa otto anni fa, mi sono trasferita in pianta stabile, abbandonando Roma dove a mio parere era diventato già impossibile vivere tranquillamente.
Resto molto in casa perché amo la buona lettura e ascoltare musica ma quando esco mi piace socializzare con le persone e devo dire che a Graffignano gli abitanti sono tutti simpaticamente cordiali e accoglienti: mi piace vivere qui.
Mi servo regolarmente presso tutti gli esercizi commerciali del paese e sono soddisfatta del rapporto che si è instaurato con i gestori: fare la spesa per me è diventato anche un piacevole diversivo perché mi offre occasione di scambiare due chiacchiere prima di tornare a casa dove purtroppo, dopo la perdita di due persone care, ora vivo da sola.
Adoro questo paese e mi piacerebbe che tutto funzionasse come si deve, non solo per me ma per tutte le persone che sento continuamente lamentarsi per avere avuto il telefono isolato per settimane o per aver subito danni da uno sbalzo della tensione elettrica (io tre settimane fa ho dovuto spendere 490 euro perché un picco di corrente ha fulminato la scheda della mia caldaia).
Quando ho scritto quelle quattro righe riferendomi alla mancanza, qui in paese, di negozi specializzati e di manovalanza esperta alludevo a tutti quei servizi che nei piccoli paesi come questo è normale non ci siano.
Con negozi specializzati intendevo attrezzature sportive, autoricambi, informatica, elettronica specializzata solo per fare degli esempi, non mi riferivo certo ai negozi di alimentari, al distributore di benzina o alla farmacia! Con manovalanza esperta pensavo a riparatori specializzati di elettrodomestici, installatori di attrezzature professionali… tutte cose che in genere si trovano solo nei grandi centri, non mi riferivo certo agli elettricisti o agli idraulici.
E proprio per questo mi riallacciavo al servizio di trasporti pubblici: se una persona non dispone di un mezzo proprio di trasporto e deve recarsi ad esempio a Viterbo per acquistare qualcosa di particolare, deve armarsi di santa pazienza e perdere quasi l’intera giornata perché gli orari dei pullman sono talmente distanziati nel tempo da rischiare di partire la mattina e tornare nel pomeriggio inoltrato.
Se queste considerazioni rappresentano un’onta per il paese, bene, allora mi dichiaro colpevole. Fatto è che, partendo da un evidente equivoco, si è scatenata su Facebook una catena di commenti che usando un eufemismo definirei “poco gentili”. Proprio dalle persone con cui avevo tanto desiderato venire a convivere mi sono vista accusare di aver denigrato i negozi locali, gli artigiani e tutti gli abitanti del paese e, tra un commento e l’altro, ho letto più volte che avrei fatto meglio ad andarmene e tornare da dove sono venuta.
Premetto che tutto questo mi ha creato non poco dispiacere perché l’unico mio intento era richiamare l’attenzione sulle ditte fornitrici delle utenze che, ormai da troppi anni, restano sorde alle nostre richieste di assistenza.
Addirittura ho scoperto sul profilo del comune di Graffignano una precisazione, a me rivolta, che definiva il mio articolo “di cattivo gusto”, e alla quale è seguita, anche qui, una breve ma tagliente e poco rispettosa serie di commenti sul mio conto, compreso il consiglio rivolto al comune di rendere pubblica la mia insolenza a mezzo stampa.
Tutto questo si è verificato quindi su due profili nei quali io non mi sarei mai sognata di andare a curiosare in quanto non uso “frequentare” i social, con i commenti rivolti personalmente alla sottoscritta che, ignara di quello che stava accadendo, si è trovata ieri mattina in piazza con tutti gli sguardi biechi dei presenti piantati addosso, senza conoscerne il motivo.
E non l’avrei mai saputo se un’anima pietosa non mi avesse consigliato di andare a leggere questi profili. Forse optare per un chiarimento civile avrebbe evitato tutta la valanga di insulti che mi sono stati rivolti e che, parola d’onore, non ritengo di aver meritato.
Scrivo queste righe, nonostante non abbia compreso in che modo possa essere sorto tutto questo malinteso, per precisare una volta per tutte che se non mi fosse piaciuto vivere a Graffignano non avrei aspettato consigli di sorta e mi sarei già trasferita altrove e, quindi, lungi da me l’intento di ferire la dignità degli abitanti con cui (a questo punto non so più se ricambiata o no) mi trovo davvero tanto bene.
Che dire di più? A voi l’ardua sentenza.
Tiziana Mariottini
