Graffignano – Riceviamo e pubblichiamo – Bisognerebbe segnalare Graffignano come la località dove chi ha perso la fede possa riacquistarla.
Infatti gli abitanti, dopo innumerevoli, disperati e vani tentativi di segnalare continui disservizi a Telecom Italia, in preda a una triste e ingiusta rassegnazione si trovano costretti loro malgrado a recitare un devoto rosario prima di prendere in mano il telefono o di accendere pc, smartphone e tablet.
In questo paese è diventato più facile vincere un terno al lotto che telefonare e/o navigare in Internet.
Da anni ormai non ci si stupisce più di trovare la banca chiusa in pieno giorno lavorativo per “terminali bloccati”, di recarsi presso l’ufficio postale per un pagamento urgente e tornarsene a casa con il bollettino intatto per “connessione mancante” oppure ancora non poter ricaricare il cellulare o giocare al lotto presso la tabaccheria perché “non c’è linea”… una vera “roulette russa”.
C’è chi è rimasto settimane senza linea telefonica, pur ricorrendo a continue esortazioni per avere riparato il guasto e, per tutti, riuscire a disporre di una connessione quando occorre è diventato un lusso purtroppo molto raro.
Ci si deve ritenere fortunati anche solo riuscendo a navigare come vent’anni fa, quando esisteva solo la velocità di 56k; pagine che si bloccano per interi minuti, clessidre di attesa che roteano attraverso lo schermo, avvisi di “One or more Errors occurred”, programmi di posta bloccati, stampanti in rete che non rispondono ai comandi e così avanti per ore e ore, nel corso di attese sfiancanti al ritmo alternato di religiose preghiere e imprecazioni di ogni tipo.
Può succedere di rimanere tagliati fuori dal mondo (e vivendo a Graffignano è proprio il caso di dirlo) per interi giorni, senza poter leggere un notiziario, acquistare qualcosa online o più semplicemente andare a curiosare su un social perché nel settanta per cento dei casi le uniche parole che ci è concesso leggere sullo schermo sono
“Tempo per la connessione esaurito. Si è verificato un errore durante la connessione a …” e bla bla tutti i consigli per il controllo dell’indirizzo digitato, dell’impostazione di rete del computer o ancora sui permessi per accedere al web.
Per non parlare poi di chi con Internet ci lavora!
Danni, disagi e disservizi reiterati e totalmente, sfacciatamente inascoltati da Telecom, la cui precisione e puntualità professionale si riscontrano solo nell’emissione puntuale delle fatture e nella riscossione delle stesse, che non tengono mai assolutamente conto di quanto sopra e nel caso vengano pagate con ritardo per l’intero importo diventano oggetto di snervanti e poco diplomatici solleciti.
Stesso discorso vale per Enel: continui picchi di tensione, corrente ballerina che va e viene anche per pochi secondi, soprattutto quando piove e quando ci si trova immersi nell’immancabile, caratteristica coltre di nebbia graffignanese hanno provocato ingenti guasti a caldaie, impianti di allarme e quant’altro.
Anche qui identica procedura: le bollette arrivano puntuali, senza tener conto dei prevedibili danni causati e, paradossalmente, comprensive di svariati addebiti per “Perdite di rete”!
Non è possibile che alle soglie del 2020 esista un paese ridotto in questo stato, dove sembra di essere tornati indietro nel tempo, soprattutto se si considera la quasi assoluta mancanza di mezzi di trasporto pubblici, di negozi specializzati, di manovalanza esperta e via dicendo.
Se a chi vive qui togliamo anche la certezza di poter contare sul regolare funzionamento del telefono e/o di una connessione Internet decente, se costringiamo chi vive qui a correre continuamente il rischio di dover riacquistare il frigorifero o la caldaia perché fulminati da un picco di tensione elettrica, allora siamo davvero alla frutta.
Forse, se il Comune intimasse un serio e autorevole ultimatum alle due ditte fornitrici dei fatiscenti servizi, avvisandole che in caso non venisse preso un definitivo provvedimento inviterà i cittadini a non pagare più le bollette, se chi di dovere imparasse una volta per tutte cos’è la dignità e quanto questa vada rispettata… forse qualcosa si muoverebbe e tutta questa ingiustizia avrebbe finalmente fine.
Forse, a volerlo, basterebbe davvero poco.
Tiziana Mariottini
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