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Viterbo - Lutto in città per il costruttore di "Ali di luce" e altre indimenticabili Macchine di santa Rosa - FOTO

È morto Contaldo Cesarini

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Contaldo Cesarini

Contaldo Cesarini

Viterbo – È morto Contaldo Cesarini. 

L’imprenditore e costruttore di “Ali di Luce”, “Fiore del cielo” e “Una Rosa per il 2000” se n’è andato oggi, all’età di 77 anni. Un lutto per l’intera città. Scompare una delle figure più legate al trasporto della Macchina di santa Rosa. 

Era ricoverato all’ospedale Belcolle. 

Di origini umbre, si sentiva “viterbese dentro”. Era innamorato della Macchina di santa Rosa. E si vedeva. Guardare la Macchina lo faceva commuovere. Era lui il primo a riconoscerlo. “Sono emozionato come sempre – diceva dopo il Trasporto del 2012, suo tredicesimo anno da costruttore –. Sono contento di quanto fatto. Lo rifarei tanto volentieri. Sono 13 anni che mi sopportate e avete pazienza. Grazie ai collaboratori ne al Sodalizio, brave persone disposte a tutto”. 

L’emozione raddoppiava in condizioni particolari, come quando, nel 2007, “Ali di luce” crollò sul campanile di San Sisto, dopo una tromba d’aria. Lo ricordò il 10 settembre 2015, sul sagrato di Santa Rosa, all’incontro organizzato per ricordare i vecchi Trasporti che hanno fatto la storia. Inevitabilmente gli si inumidirono gli occhi. 

Anche dopo aver smesso di costruirla era rimasto sempre vicino alla Macchina (fotogallery: Contaldo e la sua santa Rosa), presente ogni 3 settembre, tranne l’anno scorso per motivi di salute che glielo hanno impedito. 

I funerali sono fissati per lunedì alle 14,30 al santuario di santa Rosa. 

Cesarini lascia la moglie Liana e i figli Andrea, Deborah e Manuela. 

“Una persona splendida – diceva di lui a Tusciaweb Arturo Vittori, l’ideatore di Fiore del cielo, la Macchina trasportata dal 2009 al 2014 – è stato un piacere tornare sotto la macchina anche per la sua presenza. Scendendo da San Sisto, a un certo punto mi ha preso a braccetto portandomi dentro il cordone e dicendomi di guardare Fiore del cielo, era il mio momento e mi dovevo divertire. Passando incitava il pubblico che rispondeva. Mi ha trasmesso la sua passione, che è enorme. Personaggi come lui rappresentano la storia e la tradizione. Sono contento d’averlo conosciuto”.


Riceviamo e pubblichiamo – Santa Rosa lo ha voluto accanto a lei. Mi piace pensarlo vicino alla sua Rosina, il nostro Contaldo. Sono sicuro che un po’ tutti noi lo stiamo pensando.

Gran parte della città ha imparato ad amarlo vedendolo nel ruolo di costruttore di alcune Macchine di santa Rosa. Ma Contaldo non era solo il costruttore. Era un po’ il padre di quelle creature.

Nel suo lavoro metteva il cuore e l’anima. Era orgoglioso e fiero di costruire la Macchina di santa Rosa. Era felice del suo lavoro, quello della sua famiglia, quello dei suoi operai, quello della sua azienda.

La sua emozione davanti alle telecamere la sera del 3 settembre ci ha fatto commuovere più di una volta. Ricordo quando ero assessore nel 2007. Con la forza di volontà del vero leone viterbese, insieme alla sua squadra, a suo figlio Andrea, insieme all’ideatore Raffaele Ascenzi, ha rimesso in piedi in pochi giorni Ali di Luce, colpita da quella tromba d’aria che tutti noi ricordiamo. Ci ricorderemo del suo sorriso sincero e del suo sguardo schietto.

Viterbo ha perso una brava persona. Un vero viterbese. A nome della città di Viterbo, le più sentite condoglianze a tutta la famiglia.

Giovanni Maria Arena
Sindaco di Viterbo


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23 novembre, 2019

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