Viterbo – La profezia di Marx a Foro Cassio s’è avverata. Qui, nel bel mezzo del comune di Vetralla, lo stato si infatti è estinto.
L’altro ieri un pezzo del costone, di lato al tracciato che porta sulla Cassia, si è staccato ed venuto giù. Per fortuna senza danni alle persone. Anni fa, la stessa cosa, sempre sulla sponda destra di strada Foro Cassio. E se non bastasse, l’intera via è piena di buche e del sito archeologico d’epoca romana, che avrebbe potuto caratterizzarlo, non v’è più traccia.
La pioggia in questi giorni ha fatto la sua parte. Ma la strada è abbandonata a se stessa da anni. Più di dieci anni, quando, nel 2008, l’unica cosa che l’amministrazione seppe fare fu quella di invitare gl automobilisti a non superare i 30 chilometri orari. Perché? Perché la strada era devastata dalle buche. E, a distanza di 11 anni, continua ad esserlo.
Vetralla – Il crollo di una parete a Foro Cassio
Una strada di collegamento importante. Tant’è vero che, nonostante ieri sia stata chiusa a metà percorso, da capo e da piedi, con transenne e nastro bianco-rosso, la gente continua a passarci. Non a piedi, ma con le macchine. Tirando via un pezzo di nastro, contribuendo così ad aumentare i rischi. Per se stessi e quelli che si portano in macchina. Perché altri pezzi di costone potrebbero venire giù nelle prossime ore. Basta guardarsi attorno per rendersene conto.
Vetralla – Il crollo di una parete a Foro Cassio
Foro Cassio, località del comune di Vetralla a pochi passi da Tre Croci, è uno scempio. Scempio per come sono ridotte le strade. Scempio per come sono abbandonati a se stessi operatori economici, in zona ci sono B&B e agriturismo. Scempio per come chi ci abita è costretto a cavarsela da solo. Tra buche e improvvisi torrenti d’acqua quando piove.
Vetralla – Strada Foro Cassio
Scempio infine perché Foro Cassio, l’antica Forum Cassii romana, è un sito archeologico ancora tutto da scoprire. Ma, nel frattempo, saccheggiato, devastato e lasciato lì a morire. Sotto gli occhi di tutti. Fa eccezione la chiesa, risalente all’XI secolo. In tal caso, però, il merito non è delle amministrazioni che si sono susseguite, ma di gruppi e comitati che negli anni hanno dato battaglia per salvare l’intero complesso architettonico mettendolo infine in sicurezza. Una chiesa che sta riservando anche notevoli sorprese artistiche di inestimabile valore. E tutto questo, oltre ai comitati, grazie pure all’università degli studi della Tuscia, ai professori Enrico Guidoni ed Elisabetta De Minicis, al museo della città e del territorio e all’editore Davide Ghaleb. Fondamentali per salvare la chiesa di Foro Cassio e per ridare dignità a una zona che, purtroppo e non per colpa sua, l’ha ormai persa da diverso tempo.
Vetralla – La chiesa di Foro Cassio
Anni di battaglie che però non hanno impedito che la chiesa subisse diversi furti e il tetto crollasse sotto il peso della neve. Nella seconda metà degli anni novanta. Sempre meglio del suo vecchio proprietario che nel 1965 ne chiedeva l’abbattimento. Per fortuna genio civile e soprintendenza dissero no. La chiesa era infatti proprietà privata, prima ancora era dei cavalieri di Malta. Il comune di Vetralla ci mise mano solo all’inizio degli anni 2000. Acquistando alcuni terreni e ricevendo in donazione, dal proprietario, l’intero complesso architettonico.
Vetralla – Un affresco della chiesa di Foro Cassio
Una zona abbandonata. Qui non ci passano né treni né Cotral. Tutt’attorno l’antica Forum Cassii romana con le sue tracce sparse per la campagna. Resti di abitazioni e lastricato della Cassia che attraversava un pezzo dell’impero. Ma nessuno sembra ormai farci caso. Però gli studi, così come i recenti scavi dell’Unitus attorno alla chiesa, parlano di case, terme e, forse, addirittura un teatro. C’è anche chi, tra gli agricoltori della zona, favoleggia l’esistenza di un mitreo.
Da queste parti ci passa anche la via Francigena dirigendosi poi, con i suoi pellegrini che ogni giorno l’attraversano, verso Vetralla.
Vetralla – Strada Foro Cassio
Qui, una volta, c’era pure una delle prime radio libere d’Italia. Radio Mediterraneo Trasmissioni, che resistette persino alla legge Mammì all’inizio dei ’90 del secolo scorso. Per trasferirsi successivamente a Viterbo ed essere venduta dai suoi proprietari.
Vetralla – Il crollo di una parete a Foro Cassio
Unica nota positiva, l’opera d’arte collocata a Fossato callo dall’Arci, grazie a un finanziamento della Regione Lazio, la scorsa estate. Un intervento integrato di sistemazione naturalistica dell’area firmato da Elena Mazzi. Trecentomila anni in 344 centimetri, una scultura realizzata con Regula Zwicky. Una lastra di peperino elevata tramite un piedistallo. Una sorta di mappa geologica del territorio vetrallese.
Vetralla – Un muro fatto con i lastroni della Cassia a Foro Cassio
Sfogliando poi tra i documenti dell’archivio comunale di Viterbo, in piazza del teatro, viene fuori infine un libro di un certo don Luigi Serafini del 1648 in cui si parla di Foro Cassio come una specie di Pompei. Impianti termali, abitazioni, necropoli, statue, strade. E la magnifica chiesa. All’interno della quale due dipinti, Crocifissione e Madonna in trono con bambino, sono stati attribuiti da Guidoni a Masaccio. Quello che descriveva Serafini era tutto visibile, all’aria aperta. Tutto oramai saccheggiato, distrutto e derubato. E nessuno, salvo appunto pochi, ha fatto nulla.
Vetralla – Strada Foro Cassio
Un patrimonio andato perduto che, assieme alla chiesa e al bosco di Montefogliano lì di fronte, avrebbe potuto segnare un fondamentale momento di rilancio economico e turistico di una zona oggi depressa e in crisi profonda.
Vetralla – Le macchine continuano a passare nonostante strada Foro Cassio sia chiusa
Il crollo del costone, dovuto alla pioggia e a interventi fatti su quel lato nel corso dei decenni, sono solo lo specchio di un abbandono generale. La sintesi di un’assenza e di una prospettiva a guida istituzionale che, da queste parti, c’è stata poco e niente
Daniele Camilli
Fotogallery: Il costone crollato e strada Foro Cassio – Gli affreschi della chiesa di Santa Maria









