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Orte - Il geniale regista Paolo Genovese alla consegna del premio intitolato al pioniere del cinema: "Incredibile che un personaggio del genere non sia conosciuto" - FOTO

“Filoteo Alberini merita un premio anche al festival di Venezia”

di Alessandro Castellani
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Paolo Genovese

Paolo Genovese

Orte - Paolo Genovese riceve il premio Filoteo Alberini

Orte – Paolo Genovese riceve il premio Filoteo Alberini

Orte – Un premio per Filoteo Alberini “anche al festival del cinema di Venezia, o magari anche al David di Donatello”. Lo propone il regista Paolo Genovese, giunto ieri a Orte per ritirare il premio Alberini all’eccellenza cinematografica, assegnato nell’ambito del festival intitolato al pioniere del cinema nato a Orte.

A consegnare la statuetta a Genovese, nella sala delle Bandiere di palazzo Nuzzi, il sindaco Angelo Giuliani, la consigliera delegata alla Cultura Valeria D’Ubaldo e gli organizzatori del festival, Antonio e Maria Rita Pantaleoni. 

Il regista, che nella sua carriera ha firmato pellicole di grande successo come Perfetti sconosciuti e Immaturi e ha vinto 2 David di Donatello, 2 Ciak d’oro e un Nastro d’argento, parla di Alberini come di un “personaggio ingiustamente poco conosciuto. Mi ha sorpreso scoprire che è stato lui a inventare il cinema prima dei fratelli Lumière, ma i Lumière sono famosi in tutto il mondo e il nostro Alberini no. Voglio contribuire alla conoscenza di questo personaggio”.

“È stato un pioniere del cinema a tutto tondo, perché oltre a inventare il macchinario per la proiezione delle immagini, ha anche aperto la prima sala cinematografica di Roma – aggiunge Genovese -. E in un momento in cui le sale sono in flessione, ricordare la sua figura può essere un segnale importante”.

Da qui la proposta: “Voi ortani vi state già impegnando molto per valorizzare la figura di Alberini – dice il regista – ma vi suggerisco di proporre un premio in suo onore anche nei grandi festival del cinema. Se posso aiutarvi, lo faccio volentieri. Un personaggio del genere è un vero orgoglio italiano, ha inventato il lavoro che tutti noi stiamo facendo”.

Il sindaco Giuliani coglie la palla al balzo: “Lavoreremo in questa direzione – annuncia -. Per noi il cinema e Alberini sono un patrimonio. Stiamo ristrutturando la nostra sala, crediamo molto nel festival e abbiamo anche cercato dei contatti con l’amministrazione di Besancon, la città natale dei fratelli Lumière, purtroppo senza esito”.

Genovese parla anche del suo possibile successore nel premio Alberini. “Dev’essere un personaggio che avvicini il pubblico alla sala cinematografica – spiega -. Un regista, un attore o un produttore che lavori sulla qualità e spinga la gente a venire a godersi lo spettacolo in sala, non davanti alla televisione”.

Alessandro Castellani

 


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22 dicembre, 2019

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