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“La sala regia non può ospitare iniziative di chi mira a dare una visione distorta sull’accoglienza”

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Viterbo - Emanuela Benedetti

Viterbo – Emanuela Benedetti

Viterbo –  Riceviamo e pubblichiamo – Apprendiamo con stupore che il 13 dicembre l’amministrazione comunale di Viterbo ha concesso a Casapound, movimento formato da chi si definisce “fascista del terzo millennio” e responsabile della diffusione di un clima di odio e di intolleranza, nonché di fatti gravi di violenza di un non lontano passato, l’importante sala regia del palazzo comunale.

La sala è luogo simbolo delle istituzioni e espressione dell’ente pubblico che deve rappresentare la propria comunità tutelandone i valori che sono alla base della nostra Repubblica.

Luogo che non dovrebbe prestarsi a ospitare iniziative di chi mira a dare una visione distorta di un tema tanto delicato quanto quello dell’accoglienza.

I progetti Sprar, di cui i militanti di Casapound intendono pretestuosamente “snocciolare numeri e costi” sono tra l’altro servizi di accoglienza istituzionale a cui lo stesso Comune di Viterbo prende parte.

La nostra città ha bisogno di momenti di confronto costruttivo, di azioni che stimolino ciò che la nostra comunità è sicuramente in grado di esprimere: solidarietà, rispetto, integrazione, coesione, aspetti tutti che identificano l’umanità come valore universale.

Chiediamo quindi al sindaco di Viterbo di ripensarci e di ritirare al più presto la concessione data a Casapound.

Non possiamo consentire che un luogo istituzionale diventi casa di chi ogni giorno mira a far sgretolare i valori antifascisti di solidarietà e uguaglianza su cui si basa la nostra Costituzione.

Patrizia Prosperi, coordinatrice circolo Pd Viterbo
Manuela Benedetti, candidata Segretaria provinciale Pd Viterbo


Articoli: Elisa Bianchini (Usb): “Il comune parla di antiviolenza, poi concede legittimità a un gruppetto di neofascisti” – Serra, Ricci, Frittelli e Delle Monache: “Inopportuno, sbagliato, superficiale e provocatorio concedere la sala Regia per iniziative di partito”


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