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Un po’ romana, un po’ maremmana… e pure un po’ toscana

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Viterbo – Tirrenica, appenninica, maremmana, toscana e romana. E’ l’immagine della Tuscia che viene fuori dalla classificazione dei comuni secondo le ecoregioni d’Italia pubblicata dall’Istat, l’istituto nazionale di statistica. Un punto di riferimento scientifico per un territorio, come quello della provincia di Viterbo, dove sono stati fatti, o stanno per esserlo, diversi investimenti in impianti fotovoltaici, eolico e geotermico. E dove, a sud, sta per essere completata la trasversale Orte-Civitavecchia e l’espansione dell’area metropolitana romana avanza anno dopo anno.

“Le ecoregioni, o regioni ecologiche – spiega l’Istat – sono porzioni più o meno ampie di territorio ecologicamente omogenee nelle quali specie e comunità naturali interagiscono in modo discreto con i caratteri fisici dell’ambiente. Rappresentano quindi zone con simili potenzialità ecosistemiche e costituiscono un quadro di riferimento territoriale e geografico ottimale per l’interpretazione dei processi ecologici, dei regimi di disturbo, della distribuzione spaziale della vegetazione e delle diverse tipologie di paesaggio”.


Tuscania - Maremma

Tuscania – Maremma


Le ecoregioni d’Italia sono state così organizzate in quattro diversi livelli. Due divisioni, 7 province, 11 sezioni e 33 sottosezioni). “I diversi livelli gerarchici – prosegue l’istituto di statistica – consentono di rappresentare e interpretare in chiave ecosistemica, con diverso grado di dettaglio e a diverse scale, la complessa articolazione di caratteri ambientali e usi del suolo che caratterizza il Paese, ponendosi come chiave di lettura complementare a quella basata sui tradizionali limiti amministrativi”.

La Tuscia si trova a cavallo tra le divisioni mediterranea e temperata, e fa parte sia della provincia tirrenica, sezione tirrenica centro-settentrionale, sottosezioni maremmana e romana, sia di quella appenninica, sezione appenninica centrale, sottosezione bacino toscano. Il comune di Viterbo rientra nella sottosezione del bacino Toscano.


Istat - Le ecoregioni d'Italia

Istat – Le ecoregioni d’Italia


“La divisione temperata – spiega il ministero dell’ambiente sul suo sito internet – presenta una vegetazione naturale prevalentemente forestale. Le aree naturali e semi-naturali rappresentano la tipologia di copertura più estesa (47,1%) insieme alle aree agricole (46,6%). Le superfici artificiali interessano il 4,7%, mentre zone umide e corpi idrici coprono rispettivamente lo 0,2% e 0,6% della divisione”.


Istat - Le ecoregioni d'Italia

Istat – Le ecoregioni d’Italia


La divisione mediterranea ha una vegetazione anch’essa prevalentemente forestale “con boschi – continua il ministero – di querce sempreverdi miste a caducifoglie grazie ad aridità estive non troppo pronunciate. Boschi e arbusteti esclusivamente dominati da specie sclerofille sempreverdi che caratterizzano solo una sottile fascia costiera lungo la penisola e penetrano significativamente all’interno solo in Sardegna e nel plateau pugliese. Le superfici agricole sono più estese delle aree naturali e semi-naturali (il 61,5% contro il 32,9%). Le superfici artificiali e le zone umide hanno la stessa importanza presentata nella divisione temperata, coprendo rispettivamente il 4,7% e lo 0,2%, mentre i corpi idrici sono relativamente più rappresentati con l’1,3%”.


Tuscania - Maremma

Maremma in Tuscia


Scendendo infine nel dettaglio delle sottosezioni, quella maremmana conta in tutta Italia 78 comuni, oltre 7 mila chilometri quadrati di superficie e una popolazione che supera il milione e 200 mila abitanti. La sottosezione toscana riguarda invece 291 comuni, 20.619 chilometri quadrati e tre milioni di persone. La sottosezione romana ha al suo interno 70 comuni, 4631 chilometri quadrati e una popolazione di 4 milioni e 300 mila abitanti.

Per maggiori informazioni, e vedere anche in quale sottosezione ricade il proprio comune, basta consultare il sito dell’Istat.

Daniele Camilli


Fotogallery: La maremma in Tuscia


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