Tarquinia – “Coronavirus, bloccati sulla Costa Smeralda per ore quasi senza informazioni”. E’ Tamara Luccioli a parlare. Lei e suo marito, Claudio Cocomazzi, sono due dei 6 mila passeggeri bloccati ieri sulla nave Costa Smeralda a Civitavecchia per un possibile caso di coronavirus a bordo. L’allarme è rientrato ufficilemente in serata con un annuncio da parte del comandante. A destare preoccupazione erano state le condizioni di una coppia, marito e moglie, proveniente da Macao. In particolare la donna presentava febbre e problemi respiratori.
“Stiamo bene – rassicura Tamara Luccioli al telefono –. Ovviamente siamo un po’ scossi. E’ stata una brutta esperienza. Ieri sera quando siamo arrivati a casa io e mio marito ci siamo guardati e poi abbracciati. Ci siamo detti ‘ok è andata anche questa. Domani è un altro giorno e vediamo come proseguire”.
Tamara Luccioli ora è a casa, a Tarquinia. Lei e suo marito sono scesi dalla nave Costa Smeralda ieri sera, dopo l’ok dato dal comandante. Non sembra preoccupata, ma non esclude di fare un controllo nei prossimi giorni. Sa di essere stata in contatto con tante persone nella settimana passata a bordo della nave. Lei e suo marito sono partiti giovedì scorso da Civitavecchia. Una vacanza che ha fatto tappa a La Spezia, Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma e poi di nuovo Civitavecchia. Il viaggio sarebbe comunque dovuto terminare il 30 gennaio, ma sicuramente con un altro spirito.
“Anche se siamo tranquilli – ha spiegato –. Io e mio marito vogliamo informarci e magari fare un controllo. Giusto per stare più sereni. Se esiste un modo per stare più tranquilli perchè non approfittarne? E’ anche una responsabilità per le persone con cui entro in contatto. Questo anche perché a bordo i controlli sono stati fatti solo alla coppia che presentava malessere. Nessun controllo per le altre persone”.
Sulla Costa Smeralada c’erano circa 6mila e 350 ospiti. Poi l’equipaggio composto da circa 1700 persone. Questa mattina le operazioni di sbarco sono proseguite. L’allarme è rientrato e la situzione è sotto controllo, ma ieri sono state ore di tensione.
“La cosa che mi ha lasciato amareggiata – spiega Tamara – è il fatto che il comandante non dava annunci. In totale ha fatto solo quattro annunci. Io personalmente sono anche andata dagli animatori per chiedere di darci ulteriori informazioni. Ci sono stati silenzi assordanti e con circa 7mila persone a bordo non è possibile. La gente voleva essere tranquillizzata. C’erano anziani e anche una donna incinta. Serviva essere tranquillizzati. Noi le notizie le ricevevamo da fuori. Sono stata costantemente al cellulare e da fuori, tramite internet o telefonate di parenti, venivo a conoscenza dello svolgimento della situazione. C’era l’assistenza fisica del personale, ma sono mancati gli annunci”.
Oltre ai mancati annunci anche la decisione, non condivisa da tutti, di non potere stare nelle proprie cabine. “Ci hanno detto di poter rientrare in cabina solo alle 18 – spiega -. Una decisione che ho trovato poco logica. Eravamo tutti insieme negli spazi comuni. Nervosi e tesi. Non avevamo le mascherine. Soltanto i cinesi le indossavano ma perché erano le loro”.
E ancora: “Inoltre non sapevamo se la coppia fosse nell’infermeria di bordo o in ospedale. Poi ho un unico dubbio. Tutte le persone di origine cinese che sono sulla nave che faranno? Gli faranno dei controlli?”.
Tamara ripercorre poi la giornata di ieri. “L’allarme di un possibile contagio a bordo è stato comunicato all’incirca alle 10. Noi, e tante altre persone, eravamo già pronti per sbarcare. Appena è arrivato l’annuncio, abbiamo dovuto sostenere le persone che avevamo vicino perché ci sono stati dei momenti di panico – spiega Tamara -. Io e mio marito, insieme a una coppia che abbiamo conosciuto durante la crocera, abbiamo fatto un po’ da animatori. Anche perché c’era chi piangeva, chi sveniva, chi aveva la tachicardia. Immagina 7 mila persone che sulla nave apprendono la notizia. E’ normale che si possa creare tensione. Poi è arrivato il secondo annuncio del comandante che ci ha detto che stavano aspettando i medici per fare i test e la situazione si è un po’ normalizzata. Abbiamo aspettato l’esito degli esami. Un po’ nei punti di raccolta, un po’ nelle sale comuni sui divani e poi in camera”.
E ancora: “Prima di pranzo è arrivato il secondo annuncio con la comunicazione che il personale stava aspettando le risposte dei tamponi dallo Spallanzani. Alle 14,30 i primi risultati dei tamponi, tutti negativi. Verso le 20,30 la comunicazione che anche il secondo test era negativo. Alle 11, mentre eravamo al ristorante per il secondo turno della cena, la notizia che l’allarme era rientrato. In sala è partito un applauso liberatorio. Un signore si è anche commosso e ha provato a scusarsi dicendo ‘E’ la prima volta che mi succede’. Tutti eravamo emozionati. Impossibile non esserlo, non sono cose che succedono tutti i giorni“.
Tamara e suo marito, una volta rientrato l’allarme, hanno deciso di scendere immediatamente e tornare a casa ieri in serata. “Appena il comandante ha dato l’ok alcuni di noi hanno deciso di sbarcare – racconta -. In tutto siamo stati in 6 o 7 a scendere. Lo stress era stato talmente alto che non vedevamo l’ora di tornare a casa. Tanti sono rimasti perché comunque ormai avevano perso coincidenze di navi o aerei e prenotazioni varie e quindi sono rimasti sulla nave per riorganizzarsi. Su questo devo dire che l’organizzazione della Costa Smeralda è stata fin da subito operativa. Questa mattina ho sentito alcune persone che ho conosciuto a bordo e mi hanno detto che in molti stanno scendendo. Verranno fatte imbarcare anche le persone che sarebbero dovute salire a bordo ieri per iniziare la loro vacanza. Poi la nave dovrebbe ripartire alle 18”.
La giornata di ieri Tamara non la dimenticherà facilmente. Ma è già pronta a ricominciare. “E’ stata una brutta esperienza. Oggi però è un altro giorno e dobbiamo andare avanti”.
Maurizia Marcoaldi
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