Viterbo – “Sono stato costretto a mettere le transenne per isolare la loggia. Per un fatto di sicurezza”. Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena parla di “atto dovuto”. Quello che lo ha spinto a firmare l’ordinanza che mercoledì scorso ha portato all'”interdizione dell’area” attorno alla loggia medievale di Palazzo dei Papi. Simbolo della città e snodo fondamentale del turismo. Dunque dell’economia viterbese e dell’indotto che la caratterizza.
“In giornata – spiega Arena – ho appuntamento con l’ingegnere della curia Santino Tosini per fare un sopralluogo e valutare gli interventi da mettere in campo. Ho anche chiesto un appuntamento con il ministro per i beni culturali Dario Franceschini. Anche lui si è impegnato pubblicamente per salvare la loggia”.
Un atto dovuto che prende spunto dalla relazione del 19 dicembre scorso del Comando provinciale dei vigili del fuoco. “Il rapporto d’intervento del comando provinciale dei vigili del fuoco di Viterbo del 19 dicembre 2019 – sta scritto infatti nell’ordinanza firmata da Arena – per la verifica degli elementi costruttivi della loggia del palazzo papale, in cui si è valutato a vista lo stato degli elementi costruttivi della stessa riscontrando nel breve periodo la possibilità di distacchi e cadute di frammenti lapidei”.
Un atto che trae però origine da un altro documento. Firmato questa volta dal prefetto di Viterbo Giovanni Bruno e inviato al comune, alla diocesi, alla polizia locale, alla questura e ai comandi provinciali dei carabinieri e dei vigili del fuoco.
“In riferimento alla nota del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Viterbo del 19 dicembre 2019 – sta scritto nella lettera del prefetto Bruno – si chiede di conoscere le motivazioni per le quali non sono state applicate le misure precauzionali indicate e si dispone l’immediata esecuzione di tali misure necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità. Si resta in attesa – conclude il prefetto – di urgente riscontro”. Come dire, perché state facendo finta di niente? E sarebbe stata proprio questa lettera, dopo quasi un mese d’attesa rispetto alla relazione dei pompieri del 19 dicembre, a spingere il sindaco a firmare l’ordinanza.
“Adesso – spiega Arena – cercheremo di trovare le modalità giuste per poter prevedere nel prossimo bilancio comunali i finanziamenti per fare gli interventi immediati. Questo però deve avvenire nel rispetto delle norme. La volontà c’è. Bisogna vedere se dal punto di vista amministrativo è possibile. Farò comunque di tutto, perché palazzo dei papi e la loggia sono dei simboli importantissimi e fondamentali per la città di Viterbo”.
Tuttavia le difficoltà non mancano. Soprattutto quelle di carattere amministrativo. “C’è sempre il discorso – sottolinea Arena – che il palazzo non è di proprietà del comune. Per noi è proprietà del Vaticano e non possiamo intervenire su un bene che non è nostro. Penso però che sia possibile, perché, ripeto, si tratta del luogo più rappresentativo della città”.
Fondamentale però fare rete. Arena tira infatti in ballo il consigliere regionale Enrico Panunzi e il ministro Franceschini. “Dobbiamo affrontare l’emergenza. La cosa importante è questa. Dobbiamo però capire anche cosa intendono fare gli altri. Domani (oggi, ndr) incontrerò Tosini. A lui chiederò quanto serve. Quanto costa salvare la loggia. Ma è altrettanto necessario che sia la Regione, dovrò infatti sentire Panunzi, sia il ministero, ho chiesto un incontro con Franceschini, ci dicano quali sono i tempi e a quanto ammontano i finanziamenti che hanno pubblicamente annunciato. Il comune ha tutta la volontà di fare la sua parte. Ma va lasciato da solo”.
Daniele Camilli
– La lettera del prefetto Giovanni Bruno
Fotogallery: La loggia transennata – La loggia e il Palazzo dei papi
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