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“Lo sterminio degli omosessuali è sempre stato un olocausto di serie B”

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Viterbo – “Lo sterminio degli omosessuali è sempre stato un olocausto di serie B”. E poi. “Mi chiamo Alfonso Antoniozzi, sono nato nel 1964 e sono omosessuale”. Antoniozzi è un cantante lirico. A livello internazionale. Consigliere comunale di Viterbo 2020. “Ma oggi – ha poi aggiunto (ieri ndr) – sono quello che sono. E sto qui. Sono Alfonso Antoniozzi. Omosessuale”.

L’iniziativa, disertata dalle istituzioni, è stata organizzata dall’Altro circolo-Centro culturale di iniziativa Omosessuale e dall’associazione fondazione Luciano Massimo Consoli. Per ricordare la Giornata della Memoria e lo sterminio degli omosessuali. Raccontato nelle installazioni fotografiche a Palazzo Anselmi in via Saffi a Viterbo. In sala, a spiegare a un gruppo di ragazzi lo sterminio degli omosessuali, Alba Montori della Fondazione Luciano Massimo Consoli, Peppe Sini del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani, Luca Di Sciullo del Centro Studi e Ricerche Idos e Alfonso Antoniozzi.


Viterbo - Alfonso Antoniozzi

Viterbo – Alfonso Antoniozzi


“Quando io ero ragazzo – ha raccontato Antoniozzi – ti facevano sentire sbagliato. Ti imponevano di nasconderti. Le persone che ti volevano più bene ti dicevano ‘sposati, trovati una moglie e poi fatti gli affari tuoi’. Io devo ringraziare per tutto il lavoro fatto da persone della mia età e da tutte quelle che si sono succedute. Perché hanno avuto il coraggio di dire ‘io sono quello che sono'”.


Viterbo - Il ricordo dello sterminio degli omosessuali - Palazzo Anselmi

Viterbo – Il ricordo dello sterminio degli omosessuali – Palazzo Anselmi


Una generazione, quella di Antoniozzi, che ha attraversato il lento e silenzioso sterminio dell’Aids durante tutti gli anni ottanta e novanta. Durante i quali gli omosessuali sono stati di fatto additati come veri e propri untori. Ma è stata anche la prima generazione che si è ribellata con forza a tutto questo. E lo ha fatto orgogliosamente. Alzando la testa. Lottando. Rivendicando diritti e conquistandone di nuovi. A vantaggio di tutti. 


Viterbo - Alfonso Antoniozzi

Viterbo – Alfonso Antoniozzi


“Forse queste parole vi suonano lontane, ma fate molta attenzione – ha detto Antoniozzi – perché quello che io ho vissuto quando ero ragazzo è figlio di questa mentalità qui. La mentalità dello sterminio. E se vi state dicendo che questo non potrà mai più accadere… ragazzi fate molta attenzione. Fate attenzione ai piccoli episodi di bullismo che ricevono col tempo la benedizione di una nazione e di chi ci governa. Io non ho un amico che non sia stato bullizzato perché omosessuale e disgraziatamente non ho un amico che non sia stato pestato. Voi siete il futuro di questa nazione, e dovete controllare questi piccoli episodi”. 


Viterbo - Il ricordo dello sterminio degli omosessuali - Palazzo Anselmi

Viterbo – Il ricordo dello sterminio degli omosessuali – Palazzo Anselmi


“Voi dovete scegliere in questo momento da che parte volete stare – ha concluso Alfonso Antoniozzi -. Perché una società più giusta per tutti noi dipende da voi. Lo sterminio degli omosessuali è sempre stato un olocausto di serie B. Per tanto tempo non se n’è parlato”.

Al netto delle differenze di idee politiche, al netto delle differenze religiose, al netto di tutto quello che voi pensate… combattete l’idea finché volete, ma non combattete mai gli omosessuali, le lesbiche, i transessuali, i comunisti. Perché ogni persona fa storia a sé. E in ogni gruppo ci sono persone degne della nostra stima o disistima, indipendentemente da quello che è il loro credo, colore, religione e orientamento sessuale. Potete costruire un futuro migliore. Ogni giorno. Nei piccoli gesti. Affinché quanto è stato non si ripeta più, dipende solo da voi. Solo da noi”.

Daniele Camilli


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