Bassano in Teverina – “Una splendida pagina di dignità culturale”. L’ha definita bene Antonello Ricci. Alla fine del percorso. Davanti a quella chiesetta rupestre in mezzo al bosco di Bassano in Teverina. Così la chiamano ancora, al paese. In realtà un insediamento longobardo ancora tutto da scoprire.
La dignità culturale di un luogo, una passeggiata, un concorso fotografico. Gli ultimi due dedicati a Pier Paolo Pasolini, l’intellettuale più importante e grande della letteratura italiana del Nnovecento. La passeggiata è di Antonello Ricci. Con lui, il sindaco di Bassano Alessandro Romoli, Urbano e Isabella Rosati, Simonetta Celli e Pietro Benedetti. Una comunità narrante che, ieri mattina, ha raccontato e restituito la bellezza di ciò che aveva attorno. Davanti a decine e decine di persone che di buon ora si sono alzate e fatte più di cinque chilometri a piedi lungo uno splendido sentiero del Cai, il club alpino italiano.
Bassano in Teverina – La passeggiata dedicata a Pier Paolo Pasolini
Passeggiata e concorso. Entrambi ispirati allo sguardo di Pasolini. Ai paesaggi dell’alto Lazio. Tra Bassano, Civita di Bagnoregio, Chia, Viterbo, Orte. La poetica dell’ultimo Pasolini. Oggi scadono i termini per partecipare al concorso. Voluto da Tusciaweb. In collaborazione con il comune di Bassano in Teverina e l’associazione Click!
Bassano in Teverina – Antonello Ricci
Il concorso fotografico, “Pier Paolo Pasolini, la forma della città”, ha lo scopo di valorizzare sei luoghi della Tuscia “nello spirito – come sta scritto nel bando – che ha guidato Pasolini nel suo rapporto con il Viterbese. Un territorio, che nonostante tutto, ha mantenuto integra, almeno in parte, la forma originaria dei suoi borghi. I paesi da fotografare sono: Bassano in Teverina, Viterbo, Caprarola, Civita di Bagnoregio, Soriano e Orte”.
Bassano in Teverina – La passeggiata dedicata a Pier Paolo Pasolini
Ad accompagnare, e promuovere il concorso, la passeggiata racconto di ieri. Organizzata da Tusciaweb, il comune di Bassano e il gruppo archeologico bassanese. Partenza con colazione dal borgo. Poi un circuito fatto di emergenze. Una fornace rinascimentale, un manufatto di età classica, i resti di un insediamento di età antica, la chiesa e la rupe di Pietramara e un’opera di regimazione delle acque con muro poligonale. Ritorno di nuovo a Bassano, con aperitivo alla fine.
Bassano in Teverina – La chiesa nel bosco
Un percorso accompagnato dalla lettura di brani tratti dai capolavori di Pasolini. Il Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e uccellini, le poesie. Senza, inoltre, dimenticare le difficoltà incontrate. Tra sabato e ieri stesso. Prima la pioggia, poi il fango del giorno dopo. Infine la caccia al cinghiale, programmata proprio per domenica. La mattina della passeggiata. E anche i cacciatori hanno smesso di sparare e si sono fermati ad ascoltare. A parlare con chi gli chiedeva.
Bassano in Teverina – La passeggiata dedicata a Pier Paolo Pasolini
“Siamo stati una quinta essenza di paesaggio italiano – ha commentato Antonello Ricci – che non capiamo di più e meglio se siamo dei fini letterati o dei profondi archeologi. Che capiamo però, più e meglio, con l’incanto e la tenerezza che Pasolini ha saputo restituire. Con quel rigore che era libero dalla servitù del conformismo. Soli, in una solitudine scelta come un bene. Oggi, abbiamo vissuto una splendida pagina di dignità culturale”.
La solitudine, ha ricordato Ricci citando Pasolini, “dove non si ha nulla da perdere e quindi si può parlare di tutto. La solitudine, dove non si ha nulla da guadagnare. Pertanto si può dire tutto a maggior ragione”.
Bassano in Teverina – Una tomba nel bosco
La dignità culturale. La capacità di saper guardare la bellezza umile e vera dei paesaggi. La loro continuità. Umile e proletaria. Bella e bracciantile. “Dalla parte giusta del lato sbagliato”, direbbe un altro grande, grandissimo della letteratura italiana. Beppe Fenoglio. Manufatti, muri, chiese. Prodotto e figli di una sapienza artigiana, anonima e contadina. Funzionale a un dover essere che ha saputo farsi essere nel tempo. Alla faccia di chi per secoli questo mondo l’ha oppresso fino ad estinguerlo. Intreccio e mimesis di luoghi che Pasolini ha reso “incantati”. Il “canto del capro”. Tragedia. Senza catarsi. Un linciaggio sacrificale. Il suo, di Pasolini. E quello di un cosmo, paesaggio e orizzonte culturale al tempo stesso, libero solo dal conformismo. Non dalla schiavitù. Stordito, svuotato, malinconico, sotterraneamente arrabbiato. Ironico. Attenzione, però. Ha perso la battaglia, non la guerra. Tutt’intorno, sparsa, un’ultima emorragia di parole. Per metabolizzare il bluff di un paese mancato. E smontare scene e bandiere. Senza sapere, oggi, chi mai sia stato. Dove sia stato. E che razza di film abbia mai vissuto. Ma tant’è.
Bassano in Teverina – La passeggiata dedicata a Pier Paolo Pasolini
Ieri mattina, Antonello Ricci, e la passeggiata, ne hanno in qualche modo ricaptato e riscattato energie, desideri, fantasie, entusiasmi, slanci. L’eco delle parole e dell’eccitazione. Le cose da dire e da fare. La stanchezza, dopo un giro di frullatore. Da oggi in poi, tocca al concorso fotografico. “Pier Paolo Pasolini, la forma della città”.
Bassano in Teverina – La passeggiata dedicata a Pier Paolo Pasolini
Infine. Un’ultima cosa. Parole che diventano cose. La dignità culturale di un intellettuale. Antonello Ricci. La “tenerezza”, come Pasolini, che ha saputo “restituire”. Con tutto il suo rigore. Libero, lui sì, dalla “servitù del conformismo”.
“Io so – scrive Pier Paolo Pasolini – perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari… , che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere”.
Daniele Camilli
Multimedia – Fotogallery: La passeggiata pasoliniana – Il borgo di Bassano in Teverina – Video: La passeggiata raccontata da Antonello Ricci – Il percorso nel bosco
Articoli: “Una passeggiata e un concorso fotografico… per accendere la scintilla pasoliniana”
Concorso fotografico Pier Paolo Pasolini, la forma della città
“Pier Paolo Pasolini, la forma della città”, prima edizione del concorso fotografico indetto da Piattaforma 2.0, in collaborazione con Tusciaweb e l’Associazione Click! e il comune di Bassano in Teverina, aperto a fotografi professionisti ed amatori.
Il concorso ha lo scopo di valorizzare sei luoghi della Tuscia nello spirito che ha guidato Pasolini nel suo rapporto con il Viterbese. Un territorio, che nonostante tutto, ha mantenuto integra, almeno in parte, la forma originaria dei suoi borghi. I paesi da fotografare sono: Bassano in Teverina, Viterbo, Caprarola, Civita di Bagnoregio, Soriano e Orte. Per poter partecipare dovranno essere inviate foto di almeno 3 di questi borghi, tra i quali obbligatoriamente Bassano in Teverina e Civita di Bagnoregio. Pena l’esclusione dal concorso.
I partecipanti al concorso dovranno mandare una foto dei vari paesi in formato JPG ad alta risoluzione, tramite WeTransfer o altro tipo di trasmissione di file pesanti via email. Non ci sono limiti compositivi né artistici, verranno quindi accettate anche foto post-prodotte.
La partecipazione è gratuita.
Le foto dovranno essere inviate all’indirizzo e-mail: laformadellacitta@tusciaweb.it entro le ore 23 del 20 gennaio 2020. Nell’email vanno inseriti: i titoli delle opere, i dati dell’autore e un riferimento telefonico.
La premiazione si svolgerà a febbraio/marzo 2020 nel borgo di Bassano in Teverina.
Verranno premiate le 3 migliori foto in assoluto, più menzioni speciali per ogni singolo luogo. Le foto verranno valutate dall’insindacabile giudizio dell’équipe di Tusciaweb.
Tutte le foto partecipanti potranno essere utilizzate da Piattaforma 2.0 Tusciaweb, dall’Associazione Click!e dal comune di Bassano in Teverina a scopo pubblicitario, per pubblicazioni, mostre o qualsiasi altro scopo.







