Corchiano – (sil.co.) – Ultraottantenne arrestato per maltrattamenti in famiglia e percosse alla moglie dopo 45 anni di matrimonio, è stato assolto grazie alla figlia. La donna, una quarantenne, ha testimoniato in aula che la madre replicava con veemenza alle aggressioni del padre. Anche scagliandogli contro piatti, pentole e padelle.
La stessa accusa ha riqualificato il reato da maltrattamenti in famiglia a minacce, chiedendo l’assoluzione. E il non luogo a procedere per le lesioni, dal momento che la moglie nel frattempo ha ritirato la querela.
Per totale vizio di mente, l’uomo è stato invece dichiarato non punibile per l’altra accusa, quella di evasione, per cui il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a dieci mesi. Mentre era ai domiciliari, accudito dalla moglie, che non ha mai smesso di cucinare e stirare per lui seppure a debita distanza, si è fatto fermare dai carabinieri solo perché era voluto uscire a tutti i costi per andarsi a prendere un caffè al bar sotto casa.
Il giudice Silvia Mattei, pur assolvendo l’imputato, alla luce della perizia psichiatrica cui è stato sottoposto durante il processo, lo ha comunque condannato a due anni di libertà vigilata, con l’obbligo a sottoporsi cure presso la Asl competente e il divieto di vivere sotto lo stesso tetto con la vittima. A distanza di otto mesi, inoltre, il giudice ha disposto la revoca del divieto di avvicinamento, cui era ancora sottoposto dopo che la moglie, alla prima udienza, lo scorso maggio, aveva dato parere favorevole alla revoca dei domiciliari, specificando “purché non torni a vivere con me”.
Già colpito a luglio 2018 da un primo divieto di avvicinamento, l’ultraottantenne, difeso dall’avvocato Valerio Panichelli, è stato arrestato a gennaio 2019 perché continuava a tormentare la moglie di 85 anni che lo aveva denunciato l’estate precedente dopo che le aveva messo le mani addosso.
I fatti a Corchiano. La coppia, che ha avuto una sola figlia, si è sposata nel 1973. Dal 2009 i coniugi hanno smesso di dormire insieme. Dal 2013 la situazione sarebbe precipitata, fino a diventare insostenibile dal 2017, a causa di un’escalation di aggressività da parte dell’anziano nei confronti della moglie. Le condizioni dell’ultraottantenne si sarebbero aggravate a causa di una grave patologia diagnosticata un paio di anni prima della denuncia, che lui non voleva curare, rifiutando di prendere le medicine.
La moglie: “Buttava le medicine nel secchio”
“Buttava le medicine nel secchio della carta in cantina”, ha spiegato al giudice la presunta vittima. “Ti ammazzo, comando io, la casa è mia, te ne devi andare via”, sarebbero state le minacce all’ordine del giorno del “marito-padrone”, come lo ha definito la donna. “Non mi dava un soldo, la casa andava avanti con i 500 euro della mia pensioncina. Lui avrebbe dovuto pagare le bollette, ma ho scoperto che non lo faceva”, ha aggiunto.
A gennaio dell’anno scorso è stato arrestato perché ha tentato di buttare giù la porta di casa della moglie per entrare. Un vicino lo ha convinto ad andare in piazza, mentre i carabinieri soccorrevano la poveretta.
E’ finito ai domiciliari al piano di sotto, dove la moglie 85enne ha continuato ad accudirlo. “Gli preparo pranzo e cena, glieli lascio sulla porta senza vederlo, lui vorrebbe anche la colazione, ma io non ce la faccio ad alzarmi presto come vorrebbe lui”, ha detto, spiegando di parlarci ancora, ma solo per telefono. L’uomo, incontenibile, si è fatto arrestare per evasione solo perché ha voluto andarsi a prendere un caffè al bar sotto casa.
La figlia: “Mamma gli tirava piatti e padelle”
“Non ho visto mio padre picchiare la mamma, ma ho visto lei tirargli piatti e padelle”, ha detto invece la figlia, scagionando il padre dall’accusa di maltrattamenti in famiglia. “Discutevano sempre, papà era aggressivo, autoritario, credo anche per via del suo lavoro, era un militare, per cui era inquadrato. Si doveva fare come diceva lui. Colazione e cena dovevano essere a orari prestabiliti. Il letto andava rifatto. E se la mamma non rispettava le consegne erano scenate. Bastava un niente e poteva succedere il putiferio. Le discussioni erano molto pesanti, ma non ricordo minacce di morte, né di avere visto lividi su mia madre, tranne lo scorso luglio, quando lei mi ha chiamato dalla caserma dei carabinieri”, ha proseguito la donna, che a quel punto ha accolto il padre a casa propria dove vive tuttora.
Articoli: “Mio padre faceva il putiferio, ma mia madre gli tirava piatti e padelle” – Ultraottantenne ai domiciliari per maltrattamenti dopo 45 anni di matrimonio
