Viterbo – (sil.co.) – Un anno di libertà vigilata al rapinatore armato di coltello che ha aggredito una coppia a porta della Verità. E’ il 49enne viterbese arrestato lo scorso 13 aprile. Assolto per totale vizio di mente all’epoca dei fatti, dovrà curarsi. E’ stato affidato al Serd e contemporaneamente al Dipartimento di salute mentale della Asl.
“In questo momento è a casa, ma segue quotidianamente la terapia presso il Serd della Asl, anche col supporto di uno psichiatra. Abbiamo chiesto se ci fosse disponibilità di un posto alla comunità San Crispino, ma al momento sono pieni. Non abbiamo chiesto altrove, perché non può allontanarsi da Viterbo, altrimenti la madre avrebbe difficoltà a raggiungerlo”, ha spiegato il difensore Giuseppe Puri al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, davanti al quale doveva rispondere di tentata rapina aggravata.
Lo stesso pubblico ministero Michele Adragna ha chiesto l’assoluzione per difetto di imputabilità, abbinata alle misure di sicurezza. Il collegio ha disposto un anno di libertà vigilata.
L’uomo, L.B., rimasto in carcere nove mesi, è stato rimesso in libertà dopo l’udienza dello scorso 22 gennaio quando è stato sentito il professor Alessandro Giuliani al quale il collegio aveva affidato, il 19 novembre, la perizia psichiatrica chiesta dalla difesa, una delle tante cui è stato sottoposto negli ultimi anni a causa dei suoi continui guai giudiziari.
Giuliani, che aveva il compito di stabilire se il 49enne soffrisse di patologie croniche che influiscono sulla lucidità e la pericolosità sociale a causa della sua dipendenza cronica da alcol e droga, ha stabilito che al momento dei fatti non era capace di intendere e di volere.
“Va curato e deve sottoporsi a riabilitazione, ma non in spazi chiusi, perché è incompatibile con il carcere”, aveva concluso.
Su richiesta del pm Adragna e del difensore Puri, lo psichiatra ha riferito anche sul tipo di intervento, il percorso terapeutico e le misure di sicurezza idonee al caso, per contenere l’eventuale pericolosità sociale dell’imputato.
Il 49enne, alla luce della consulenza non imputabile, è stato quindi sottoposto a libertà vigilata, affidato al Serd e contemporaneamente al Dipartimento di salute mentale della Asl.
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