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Viterbo - Per lo psichiatra "non può stare in spazi chiusi" - E' a Mammagialla dal 13 aprile per aver aggredito una coppia

Il rapinatore armato di coltello di porta della Verità è “incompatibile con il carcere “

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Michele Adragna

Il pm Michele Adragna

Lo psichiatra Alessandro Giuliani

Lo psichiatra Alessandro Giuliani

Viterbo – (sil.co.) – Incompatibile con il carcere. E’ il pregiudicato 49enne viterbese difeso dall’avvocato Giuseppe Puri finito per l’ennesima volta a Mammagialla lo scorso 13 aprile per avere tentato di rapinare, armato di coltello, una coppia a porta della Verità.

L’uomo, L.B., che per via degli innumerevoli precedenti, si trova tuttora in carcere, è comparso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Giacomo Mautone, che il 19 novembre aveva disposto una perizia psichiatrica sull’imputato.Una delle tante cui è stato sottoposto negli ultimi anni a causa dei suoi continui guai giudiziari. 

“Il paziente ha lesioni organiche permanenti e un danno cerebrale irreversibile. E’ socialmente pericoloso e le sue condizioni sono incompatibili col carcere. Al momento dei fatti era affetto da totale vizio di mente e al momento non è in grado di stare a giudizio. Va curato e deve sottoporsi a riabilitazione, ma non in spazi chiusi”, ha concluso il professor Alessandro Giuliani, lo psichiatra di Terni incaricato della consulenza. 

Il perito aveva il compito di stabilire se il 49enne soffrisse di patologie croniche che influiscono sulla lucidità e la pericolosità sociale, a causa della sua dipendenza cronica da alcol e droga.

Il 6 luglio 2018 era stato dichiarato “non imputabile” per avere accoltellato il precedente 28 marzo una barista e minacciato gli avventori con uno storditore, facendo irruzione due volte in due mesi in un locale di viale Trieste. L’uomo, liberato dopo la convalida dell’arresto per l’accoltellamento, era poi finito ai domiciliari all’inizio di maggio perché continuava a minacciare la vittima, ottenendo poche settimane dopo la libertà. La barista, per fermarlo, era dovuta ricorrere a una bomboletta di spray al peperoncino.

Su richiesta del pubblico ministero Michele Adragna e del difensore Puri, lo psichiatra ha riferito anche sul tipo di intervento, il percorso terapeutico e le misure di sicurezza idonee al caso, per contenere l’eventuale pericolosità sociale dell’imputato. 

Il 49enne, alla luce della consulenza non imputabile, potrebbe essere sottoposto a libertà vigilata con delle prescrizioni oppure essere affidato al Serd e contemporaneamente al Dipartimento di salute mentale della Asl. Il 19 febbraio il pm e la difesa illustreranno le rispettive conclusioni, dopo di che spetterà al collegio l’ultima parola. Nel frattempo è stato riaccompagnato dalla penitenziaria a Mammagialla al termine dell’udienza.


Articoli: “Rapina coppia a porta della Verità, se l’imputato è alcolista e tossicodipendente va curato” – Rapina coppia a porta della Verità, disposta la quarta perizia psichiatrica


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23 gennaio, 2020

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