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Viterbo - Andrea Morucci dei Cobas in sciopero davanti agli uffici di via Ascenzi contro il recapito a giorni alterni di Poste italiane - FOTO

“Nel 2019, quindicimila raccomandate ferme solo nella città dei papi”

di Daniele Camilli
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Viterbo – E’ la rivolta dei portalettere di Poste italiane. Una quindicina di loro questa mattina erano davanti agli uffici centrali di via Ascenzi a Viterbo. In sciopero. Organizzato da Cobas Poste. Per protestare contro la riorganizzazione del recapito postale a giorni alterni. “Incredibilmente fallimentare”, come lo ha definito Andrea Morucci, portalettere e sindacalista Cobas”.

“La riorganizzazione del recapito di Poste italiane – ha spiegato Morucci – è incredibilmente fallimentare. Raddoppia il lavoro dei portalettere. Si chiama ‘a giorni alterni’. Ma ciò significa solo che abbiamo il lavoro raddoppiato. Hai la posta del giorno prima e quella del giorno dopo. E se salti la consegna una volta le lettere rischiano di arrivare 10 giorni dopo. Spesso porti anche bollette scadute. Sono state anche consegnate cartoline di auguri di Natale a fine gennaio”.


Viterbo - Lo sciopero dei portalettere Cobas

Viterbo – Lo sciopero dei portalettere Cobas


Non solo, ma “nel 2019 a Viterbo – ha detto Morucci – ci sono state 15 mila raccomandate giacenti, ferme. Un viterbese su 4 aveva una raccomandata ferma all’ufficio postale.

Davanti agli uffici di via Ascenzi, imbracati dalle impalcature, striscioni, cartelli e postini. Vestiti in divisa gialla, quella con cui consegnano ogni mattina lettere, raccomandate e pacchi.

Un anno e mezzo fa l’avvio del recapito a giorni alterni anche nella Tuscia. Una cinquantina i comuni coinvolti. A partire dalla fine del 2017 e dall’ottobre dell’anno successivo.


Viterbo - Andrea Morucci

Viterbo – Andrea Morucci


“In un’ottica di ottimizzazione dei processi di lavorazione della corrispondenza – riporta il sito internet di Poste italiane – a partire dal mese di febbraio 2017 sarà progressivamente implementato in ulteriori aree del territorio il nuovo modello di recapito a giorni alterni. Nello specifico, la consegna degli invii postali verrà effettuata a giorni lavorativi alterni, dal lunedì al venerdì su base bisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana – martedì e giovedì in quella successiva). La raccolta degli invii dalle cassette di impostazione sarà effettuata con la medesima frequenza sopra indicata, mentre restano invariate le attività di raccolta presso gli uffici postali. Il nuovo modello di recapito non avrà impatto sugli obiettivi di consegna dei prodotti universali ad eccezione della posta prioritaria”. 


Viterbo - Lo sciopero dei portalettere Cobas

Viterbo – Lo sciopero dei portalettere Cobas


“Nel 2019 a Viterbo – sottolinea Morucci – ci sono state 15 mila raccomandate giacenti, ferme. Un viterbese su 4 aveva una raccomandata ferma all’ufficio postale. A noi hanno aumentato del 50% la consegna delle raccomandate. Avevano calcolato 3 minuti per la consegna. Invece quando arriviamo, suoniamo, la persona c’è, non c’è, aspetta. Alla fine i minuti che passano sono una quarantina. Ed è lavoro in più”.

Davanti alle poste di via Ascenzi, i portalettere in sciopero distribuiscono volantini. “La riorganizzazione del recapito di Poste italiane – sta scritto sul volantino – fa acqua da tutte le parti ma non si può dire. Quando trovate decine di lettere, tutte insieme, nelle vostre cassette non è colpa dei postini. Quando trovate in cassetta bollette scadute non è colpa dei postini. Quando trovate gli auguri di Natale a fine gennaio non è colpa dei postini”.


Viterbo - Lo sciopero dei portalettere Cobas

Viterbo – Lo sciopero dei portalettere Cobas


“Hanno massacrato – prosegue il volantino dei Cobas – la consegna della corrispondenza, è stato immolato al profitto il diritto di tutti i cittadini di ricevere la corrispondenza tutti i giorni. Hanno mantenuto il recapito giornaliero solo in tre città creando cittadini di serie A e di serie B. E’ stato permesso ad un’azienda che è a tutti gli effetti pubblica di trasformare il servizio postale pubblico in un miraggio e vengono privilegiate solo le tipologie di corrispondenza più remunerative. Hanno raddoppiato il nostro lavoro pensando che non cambiasse niente. E, infine, stanno cancellando la professionalità che avevamo rendendo sempre più flessibile e precario il nostro lavoro”.


Viterbo - Lo sciopero dei portalettere Cobas

Viterbo – Lo sciopero dei portalettere Cobas


Cobas ha scritto anche alla responsabile regionale di Poste italiane, chiedendo un incontro. “Abbiamo scritto alla responsabile regionale dicendole che era esagerato l’aumento delle raccomandate – ha dichiarato Morucci -. E’ venuta, ha portato dei dati sbagliati. C’ha detto che ci saremmo rivisti. Ma è sparita”. 

Insomma, “sembra quasi che non ci resti che piangere – conclude Andrea Morucci -. Preferiamo però impegnarci e lottare. Per i diritti dei cittadini e dei lavoratori”.

Daniele Camilli


Fotocronaca: Lo sciopero dei portalettere


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28 febbraio, 2020

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