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Ritrova la memoria persa a causa di un incidente, revocata la sospensione del processo

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Viterbo - Anna Maghi

Anna Maghi – Presidente di Erinna

Vetralla – (sil.co.) – Ritrova la memoria persa a causa di un incidente, revocata la sospensione del processo.

Per la psichiatra il processo può riprendere. Due anni dopo la sospensione del processo, è stato dichiarato in grado di stare a giudizio un uomo di Vetralla imputato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti in famiglia.

Era stato denunciato nella primavera 2014 da una donna sposata con cui aveva avuto una relazione sentimentale di tre mesi e due anni dopo era finito in coma a causa di un incidente. Parti civili la ex e il centro antiviolenza Erinna, presieduto da Anna Maghi, cui la presunta vittima ha chiesto aiuto. 

Rinviato a giudizio il 27 ottobre 2016 dal gup Francesco Rigato, per lui il processo finora non è mai iniziato. E’ stato sospeso il 29 marzo 2018 in seguito alla perizia psichiatrica chiesta dal difensore Antonella Fiore Melacrinis e disposta dal collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, che aveva affidato la consulenza alla dottoressa Cristana Morera, secondo la quale le condizioni cliniche dell’imputato, incapace in quel momento di stare coscientemente a giudizio, erano da rivalutare.

Per la difesa, avendo un deficit di memoria a causa del grave trauma cranico riportato in un incidente avvenuto due anni dopo la denuncia per il quale era stato lungamente in coma apparentemente irreversibile, l’imputato non sarebbe in grado di ricordare e quindi di difendersi.

Ieri però la psichiatra ha dichiarato l’imputato “capace di seguire il processo”, parlando di “miglioramento certo”, nonostante nel corso delle visite sia emerso un “declino rispetto alla condizione precedente”. Il collegio ha quindi revocato la sospensione del processo fatta in via preliminare, procedendo dopo due anni dalla prima udienza all’ammissione delle prove e rinviando al 20 ottobre, al 17 novembre e al 15 dicembre per sentire i testimoni. 

Nonostante l’accusa di maltrattamenti in famiglia, la coppia non avrebbe convissuto un giorno. La relazione tra la vittima e l’imputato sarebbe cominciata poco prima di Natale del 2013. Parte offesa una donna sposata che per lui avrebbe mollato l’altro, trasferendosi dai suoi e iniziando a fare la spola tra la casa della madre e l’abitazione del neo-fidanzato. 

La donna lo ha denunciato due volte nell’arco di un mese nella primavera del 2014. La prima per lesioni, portando come prova delle fotografie dei lividi e delle escoriazioni che lui avrebbe provocato, ma nessun referto medico. La seconda denunciando due presunte violenze sessuali, una delle quali a storia appena iniziata, che però non le avrebbe impedito di continuare a frequentare la casa del picchiatore-violentatore per altri tre mesi, portando con sé il figlioletto in tenera età nato dalla precedente relazione.


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