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Tribunale - La ex lo ha denunciato dopo una relazione di appena quattro mesi - Perizia psichiatrica d'ufficio per l'imputato

A processo per maltrattamenti in famiglia senza un giorno di convivenza…

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

Anna Maghi, dell'associazione Erinna

Anna Maghi, presidente dell’associazione Erinna

Vetralla – Finisce a processo per violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti in famiglia per una relazione durata appena quattro mesi con una donna sposata con cui non avrebbe convissuto un giorno.

Nei giorni scorsi la prima udienza, col difensore Antonella Fiore Melacrinis che ha ottenuto dal collegio che l’imputato venga sottoposto a perizia psichiatrica per capire se sia in grado di stare in giudizio. Così, prima che il procedimento entri nel vivo, il giovane sarà visitato dalla psichiatra Cristiana Morera. 

Protagonista della vicenda un uomo di Vetralla, residente nella frazione di Tre Croci, che poco prima di Natale del 2013 ha allacciato una relazione sentimentale con una giovane che per lui avrebbe mollato l’altro, trasferendosi dai suoi e iniziando a fare la spola tra la casa della madre e l’abitazione del neo-fidanzato.

Una storia finita male per il presunto nuovo amore, da oltre tre anni in attesa di conoscere il suo destino giudiziario. La donna lo ha denunciato nella primavera del 2014 e lo scorso 27 ottobre il gup Francesco Rigato lo ha rinviato a giudizio con le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza sessuale.

Parti civili la presunta vittima e il centro antiviolenza Erinna. La relazione è durata dal dicembre 2013 al marzo 2014, quando lei lo ha denunciato due volte nell’arco di un mese.

La prima per lesioni, portando come prova delle fotografie dei lividi e delle escoriazioni che lui avrebbe provocato, ma nessun referto medico. La seconda denunciando due presunte violenze sessuali, una delle quali a storia appena iniziata, che però non le avrebbe impedito di continuare a frequentare la casa del picchiatore-violentatore per altri tre mesi, portando con sé il figlioletto in tenera età nato dalla precedente relazione.

“Nessuna convivenza, nessun rapporto stabile e duraturo – per il difensore Antonella Fiore Melacrinis, promettendo battaglia – quindi manca l’elemento fondamentale del reato di maltrattamenti in famiglia”. E il processo promette già scintille.


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11 giugno, 2017

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