Viterbo – Spacciava ai minori vicino al kebabbaro, Alì è stato condannato a tre anni e all’espulsione.
Un pusher estremamente intraprendente secondo la procura. Avrebbe avvicinavato i giovani e, senza presentarsi, offerto loro mezzo grammo di marijuana oppure di hashish per uno spinello di prova. Quindi, dopo aver consegnato lo stupefacente, avrebbe lasciato loro il numero di cellulare invitandoli a chiamarlo se avessero voglia di fumare.
E’ il 23enne d’origine pakistana arrestato l’8 febbraio dell’anno scorso su richiesta del pubblico ministero Paola Conti che dall’estate precedente stava indagando su un presunto giro di spaccio di hashish e marijuana in centro, anche a ragazzini minorenni, che sarebbero stati intercettati da un tal “Alì” tra pratogiardino Lucio Battisti, il Sacrario, San Faustino e via Marconi.
Una sessantina le cessioni accertate. Piccoli quantitativi di hashish o marijuana al costo di 10-20 euro. Un negozio di kebab tra piazza della Rocca e piazza del Teatro, in particolare, sarebbe diventato in breve un punto di riferimento per chi si riforniva di “fumo” dal pusher conosciuto da tutti come Alì e spesso registrato con questo nome anche sui telefoni cellulari. Il 23enne, dall’indole molto social, sarebbe stato tradito dalla foto del suo profilo Facebook, che anche avrebbe utilizzato per i suoi contatti con i clienti.
Il processo, iniziato lo scorso 11 settembre davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, nonostante alcune reticenze da parte dei giovanissimi testimoni, si è chiuso ieri con la condanna dell’imputato a tre anni, un mese e 25 giorni di reclusione, 7500 euro di multa e l’espulsione dall’Italia una volta scontata la condanna, contro la quale nel frattempo il 23enne può ricorrere, trattandosi del primo grado.
Il tribunale si è rivelato più severo della pm Conti che, pur sottolineando “la condotta spregiudicata e altamente pericolosa dell’imputato, che non si faceva scrupolo ad adescare i minori”, aveva chiesto una pena di due anni e mezzo e tremila euro di multa per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante della cessione a minori.
Nel corso del processo il difensore Remigio Sicilia ha insistito sullo scambio di persona, in quanto di Alì spacciatori, in centro, secondo quanto emerso in aula, ce ne sarebbero almeno un paio, tra i quali uno nigeriano e uno sudamericano.
Silvana Cortignani
Articoli: Accusato di spacciare ai minorenni, si difende puntando sullo scambio di persona… – Spaccio di hashish e marijuana anche a minorenni, un arresto

