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Campionato nazionale di nuoto, viterbesi preoccupati: “Atleti e genitori provenienti da zone a rischio”

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Viterbo - La piscina comunale

Viterbo – La piscina comunale

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Viterbo – La piscina comunale

Viterbo – L’emergenza coronavirus colpisce anche lo sport.

Tra manifestazioni a porte chiuse e partite sospese, a Viterbo tiene banco la questione relativa al campionato nazionale di nuoto sincronizzato in programma tra oggi e domenica alla piscina comunale.

Protagonisti quasi 300 atleti nati dal 2002 al 2007, provenienti da tutta Italia e che rimarranno nella Tuscia per l’intero weekend assieme a tecnici e accompagnatori. Le modalità di svolgimento del torneo rese note dalla Federnuoto sono quelle previste dal decreto del presidente del consiglio firmato dal premier Giuseppe Conte: porte chiuse con accesso consentito alle sole categorie autorizzate, più un massimo di tre tecnici e tre dirigenti accompagnatori per squadra.

Tutto nella norma, dunque. Ma nonostante questo alcuni viterbesi sono preoccupati per la presenza di ragazzi e famiglie provenienti dalle tre regioni più colpite dal contagio di coronavirus: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Tra le società presenti nella lista diramata ieri dalla Fin, infatti, alcune sono di Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Campodarsego, Padova, Seregno, Verona e Vicenza e tanto è bastato a sollevare perplessità in città.

“Vorrei capire le motivazioni della mancata sospensione della manifestazione – si chiede la lettrice Gabriella Foschini -. Quasi 300 ragazzi provenienti anche da regioni a rischio come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna più le provincie di Savona e di Pesaro-Urbino saranno a Viterbo per tre giorni. Non ci raccontassero che l’evento è a porte chiuse e che questo è sufficiente a garantire la salute delle atlete e dei cittadini di Viterbo, già alle prese con un possibile focolaio e che ha messo in quarantena gli studenti ospitati nella casa dello studente. Gli spogliatoi della piscina sono in grado di garantire la distanza minima prevista per legge agli atleti? E quando questi decideranno di fare una passeggiata in centro? Li terranno isolati in albergo?”.

Pensiero simile a quello della lettrice Catia Savi. “Sono basita che la Fin e il comune di Viterbo abbiano confermato le gare anche se a porte chiuse – ammette -. Il decreto prevede che la responsabilità di accertare la negatività al Covid di atleti e tecnici sia delle società ma davvero pensano che questo sia possibile? Il campionato prevede la partecipazione di 283 atleti, 24 squadre, almeno un a decina di tecnici e allenatori per squadra e almeno 25 giudici più tutto lo staff tecnico. La metà delle squadre tra l’altro viene dalle zone gialle. In più molti genitori soggiorneranno a Viterbo senza poter entrare in piscina: non possono essere considerati tifosi ma saranno comunque in giro e in qualche modo non rispetteranno il decreto che vieta le trasferte. Non sarebbe meglio rimandare tutto e attendere tempi migliori? Il governo ci sta chiedendo forte senso di responsabilità e compatezza di fronte a questa emergenza nazionale. Questo non mi sembra il comportamento civile e sociale corretto da mantenere”.

Samuele Sansonetti


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