Viterbo – “Per le attività economiche della città sarà una bella mazzata. Tuttavia, le misure restrittive prese sono fondamentali per contenere il contagio. Certo, dovranno cambiare le abitudini delle persone”. Ivan Guerrini è titolare del Bar centrale in piazza del comune a Viterbo.
Snodo turistico e cittadino. Da lì ci passano tutti. Politici, istituzioni, turisti, gente comune. Un via vai continuo. E il peso di questi giorni si fa sentire. Sia a livello organizzativo all’interno degli spazi del locale, il decreto impone di mantenere la distanza di un metro gli uni dagli altri, sia per quanto riguarda la gestione del personale.
Viterbo – Coronavirus – Primo giorno del decreto del governo – Piazza del comune
“E’ importante – prosegue Guerrini – che il governo pensi anche ad un sostegno economico. Per far fronte a questi giorni di isolamento e soprattutto alle conseguenze economiche che ne deriveranno. Per ricominciare e tornare alla normalità, stringendo la cinghia”.
In giro, per le strade del centro storico, poche persone. Quasi nulla, invece, la presenza dei turisti. Ieri, qualcuno. Qua e là. Tra piazza San Pellegrino e Palazzo dei papi. Tutti russi. Tutto chiuso.
Viterbo – Ivan Guerrini
“Al bancone non si somministra più niente – spiega Ivan Guerrini -. Sono stati fatti tavoli da due sedie mettendole a distanza di almeno un metro. Per far fronte alla chiusura delle ore 18 abbiamo poi dovuto rifare tutti i turni. Due ragazzi a settimana resteranno in ferie. Perché un turno, ne avevamo tre, salta di sana pianta. Questo fino al 29 marzo. Sperando che il 3 aprile torni tutto alla normalità”.
Viterbo – Coronavirus – Primo giorno del decreto del governo
Le persone infatti, almeno ieri, quanto meno nel centro storico, sembra proprio si siano rintanate in casa. Rispettando pressoché il decreto del governo di Giuseppe Conte che estende le misure per contenere il virus, quella che veniva definita la zona rossa, a tutto il Paese.
Viterbo – Alberto Pichardo
Per Alberto Pichardo, archeologo, nulla di nuovo sotto il sole. “Nel corso della storia – commenta Pichardo – il rimedio per le epidemie è stato di fatto quello che sta adottando il governo Conte. L’isolamento e la quarantena. Soprattutto nel medioevo, con la possibilità di spostarsi in campagna”.
Viterbo – Il Bar centrale
Una vita quotidiana che cambia, radicalmente. “Cambieranno tutte le abitudini che avevamo – conclude Guerrini -, come quella di riunirci e stare insieme. Adesso dobbiamo passare del tempo da soli, cosa cui non siamo abituati. E se la riduzione delle libertà permette di risolvere la situazione e di salvare persone, va bene. Se il mio stare a casa può aiutare il prossimo, ben venga. Penso sia solo una questione di senso civico”.
Daniele Camilli
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