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Viterbo - Gli studenti dell'università della Tuscia dopo la notizia della chiusura dell'ateneo per casi di positività al Coronavirus: "Reazioni molto composte, nessuno ha perso la calma" - FOTO e VIDEO

“Niente panico, anzi, siamo dispiaciuti di saltare le lezioni”

di Alessandro Castellani
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Viterbo - Studenti fuori dall'università chiusa per il coronavirus

Viterbo – Studenti fuori dall’università chiusa per il coronavirus

Viterbo - L'università chiude per il coronavirus

Viterbo – L’università chiude per il coronavirus

Viterbo - L'università chiude per il coronavirus

Viterbo – L’università chiude per il coronavirus

Viterbo - L'università chiude per il coronavirus

Viterbo – L’università chiude per il coronavirus – Lo studente Simone Bruno

Viterbo – Si esce alla spicciolata, senza fretta. Molti addirittura restano davanti ai cancelli a chiacchierare. Dopo l’annuncio della sospensione delle attività didattiche di tutto l’ateneo fino al 15 marzo a causa della scoperta di due casi di positività al Coronavirus (una studentessa e un docente), alla facoltà di Agraria dell’università della Tuscia sembra un giorno come gli altri.

“Quando abbiamo saputo della chiusura dell’università – racconta un gruppo di studenti – era mezzogiorno ed eravamo in aula, ma non c’è stata nessuna scena di panico. Abbiamo continuato regolarmente a fare lezione per un’altra ora e poi siamo usciti con tranquillità”.

Sulle condizioni del professore della facoltà positivo al primo tampone vige un comprensibile riserbo. “Non sappiamo ancora nulla del docente – racconta lo studente Simone Bruno -. Quando è arrivata la notizia della sospensione delle attività perché un professore ha il coronavirus, all’inizio c’è stata un po’ di paura. Ma per fortuna siamo tutte persone abbastanza informate e siamo abituati, per l’ambiente che frequentiamo, a ragionare in maniera scientifica. Forse è anche per questo che non ci siamo fatti sopraffare dal panico”.

Anche Daniele Schiavi conferma la versione del suo collega: “C’è stata una reazione molto composta, si è vista la maturità degli studenti e del personale dell’università nell’affrontare una situazione del genere. Credo che un po’ tutti ce l’aspettassimo, prima o poi”.

“La decisione di sospendere le lezioni è stata accettata di buon grado e forse è anche meglio così, per la sicurezza di tutti – continua Schiavi -. Niente panico, né isteria: sono situazioni che vanno affrontate con intelligenza. Speriamo solo che non ci siano ripercussioni sull’attività didattica”.

I cancelli dell’università rimangono aperti fino a ben oltre le 14, orario fissato per lo stop alle lezioni. E qualcuno approfitta dell’inatteso cambio di programma per restare in relax sulle panchine dell’atrio per buona parte del pomeriggio.   

Tra gli studenti c’è addirittura chi si rammarica per la sospensione delle lezioni. Come Francesco Peri, che commenta: “Sono iscritto al primo anno e non ho voglia di perdere tempo. Capisco la preoccupazione per il coronavirus, ma sono anche dispiaciuto perché saltiamo 15 giorni di lezione”.

Alessandro Castellani


 


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5 marzo, 2020

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