Viterbo – I buoni spesa a Rosina sono arrivati. Non quelli del comune.
La sua storia, raccontata a Tusciaweb, ha colpito molti, una imprenditrice in particolare.
Rosina ha 81 anni, vive sola, con una pensione di 500 euro e 192 euro di reddito di cittadinanza. Soldi che finiscono in fretta ogni mese, dovendo pagare, solo d’affitto, 400 euro.
Quei buoni, erogati dal comune, le avrebbero fatto parecchio comodo. Eppure, la domanda presentata ai primi di aprile e corredata d’altri documenti il 21, arrivati al 18 maggio, praticamente un mese dopo, è rimasta inevasa. Niente.
E dire che i primi a riceverli, così hanno sempre sostenuto a palazzo dei Priori, sarebbero stati quelli con maggiori necessità.
Rosina forse dalla parti di piazza del Plebiscito pensano che sia una benestante. Neppure degna di una risposta. Una spiegazione, per farle sapere come mai quell’aiuto a lei non sia mai arrivato.
Dopo l’intervista si sono moltiplicate le testimonianze di vicinanza alla signora, molto conosciuta a Viterbo. Tante. Tranne da chi avrebbe dovuto. Un’amministrazione sorda ai bisogni dei concittadini e pure muta.
Per fortuna Rosina non è rimasta sola. La catena di persone che da sempre l’aiutano ha continuato a starle vicino e la sua storia ha toccato il cuore di una imprenditrice.
La scorsa settimana, subito dopo l’intervista, ci aveva anticipato di volerla aiutare e ieri quei buoni sono arrivati. Via posta.
Si tratta di buoni spesa Lidl per 250 euro e quattro mascherine, accompagnata da una lettera.
“Ciao Rosina – scrive Maria – ho letto la tua intervista e mi ha molto colpita. Mi presento. Mi chiamo Maria e sono una imprenditrice. In questo periodo difficile per tutti, mi sono attivata con i miei collaboratori ad aiutare le persone in difficoltà.
Questa epidemia ci ha messo a dura prova e molte cose sono cambiate. Ti invio un piccolo e aiuto e a questi ce ne saranno altri nel tempo, con la promessa che il prossimo sarò io a consegnartelo di persona.
Ti abbraccio forte”.
Giuseppe Ferlicca



