Capodimonte – In tempo di Coronavirus la processione della Madonna delle Grazie potrebbe costare più di mille trecento euro al parroco di Capodimonte e a due suoi collaboratori. Dopo la cerimonia del 26 aprile, durante la quale la Vergine è stata portata per il paese su un camioncino, i tre sono stati multati dai carabinieri. Per “violazione delle misure di contenimento Covid-19”, si legge nel verbale. Il prezzo più alto dovrà pagarlo, potenzialmente, don Fedoro Spadavecchia della parrocchia Santa Maria Assunta in Cielo: 533 euro e 33 centesimi. Una “sanzione aumentata di un terzo” rispetto alle altre due di 400 euro perché la “violazione” sarebbe stata “commessa con l’utilizzo di un veicolo”.
Nella contravvenzione del sacerdote i militari della stazione di Capodimonte scrivono: “Ha svolto una cerimonia religiosa itinerante per le vie del paese. All’atto del controllo è stato notato scendere dal furgone in piazza della Rocca, e gli è stato intimato di fare rientro immediato nella propria abitazione”. Contattato da Tusciaweb, don Fedoro sostiene: “Quest’ultima frase è un falso, e lo affermo con molta tranquillità. Nessuno me l’ha detto, sennò sarei tornato subito a casa”. Il parroco però quel verbale l’ha firmato, il che vuol dire che l’ha letto, confermato e sottoscritto.
“Durante la processione – ricorda il sacerdote – per circa cinque minuti i carabinieri hanno anche seguito il camioncino, ma non hanno detto nulla. Una volta finita, sono intervenuti per prendere le generalità”. Tra le persone identificate c’era pure il sindaco Antonio De Rossi. “Hanno identificato anche me – dice il primo cittadino di Capodimonte -, ma non mi è arrivata nessuna multa. E neppure il comune è stato interessato. Però di ciò che è successo a don Fedoro non ne so nulla”.
Ma il parroco spiega: “Mi contestano di aver fatto una processione non autorizzata e di essere sceso dal furgoncino. Eppure dal sindaco ai carabinieri, seppur informalmente, tutti sapevano tutto ed io ero tranquillo e sereno. Durante la cerimonia non ho notato cose strane: le persone erano fuori casa e all’interno dei 200 metri consentiti, avevano le mascherine e non si sono formati assembramenti. Si è svolto tutto come a Viterbo per la Madonna della Quercia. E poi processioni simili, se non uguali, sono state fatte anche in altri paesi della Tuscia e d’Italia. Ma lì non è successo nulla, mentre a Capodimonte è capitato questo. A me è stata notificata una multa di oltre 500 euro, mentre ai due che erano nel camioncino di 400. Ora stiamo valutando di fare ricorso per l’annullamento, ma se dovesse essere alla fine la pagheremo. Però sia chiara una cosa: ciò non è stato fatto dalla caserma ma da un solo carabiniere che, secondo lui, ha fatto il suo dovere secondo la legge”.
Saputo della contravvenzione, Capodimonte ha fatto scudo intorno a don Fedoro. I cittadini si sono detti pronti a pagare le multe, o comunque a dare un contributo. “Li devo ringraziare – sottolinea il sacerdote – perché ho ricevuto attestati di riconoscenza, vicinanza e solidarietà. Ma per adesso gli devo chiedere di aspettare”. Il parroco non ha dubbi: “Questo episodio non ha scalfito la mia gioia e non toglierà a nessuno ciò che abbiamo vissuto. È stata la popolazione a spronarmi nel fare la processione, che in questo momento così particolare ha portato un po’ di tranquillità e serenità. Hanno addobbato le strade e i balconi, erano felici ed emozionati. Soprattutto quelle persone, come i malati, che da vent’anni non vedevano la Madonna delle Grazie perché normalmente segue sempre lo stesso itinerario. Ho fatto tutto in buona fede e con i miei collaboratori mi sono detto che, nonostante tutto, siamo pronti a rifare la stessa cosa altre cento volte. A costo di prendere altre cento multe”.
Raffaele Strocchia



