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“L’Efebo resta a palazzo Doebbing solo e soltanto per un mio atto autoritario”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

L'Efebo di Sutri

L’Efebo di Sutri

Sutri – “L’Efebo resta a Sutri grazie a Vittorio Sgarbi e a nessun altro”. Il sindaco di Sutri non ha nessuna intenzione di dividersi il merito con altri, men che meno con i consiglieri del gruppo misto del suo Comune.

L’Efebo, la statuetta di bronzo del I secolo d.C. scoperta da due contadini di Sutri nel 1912 e rimasta chiusa per anni nel caveau di Palazzo Massimo a Roma, è di nuovo a casa dal dicembre del 2016 grazie a un prestito temporaneo della soprintendenza per i beni culturali. Prestito che nei giorni scorsi è invece diventato definitivo. Il museo di Palazzo Doebbing lo custodirà per sempre.

Tutto questo grazie a chi? “Grazie a me, grazie solo e soltanto a me che con un atto autoritario e imperativo sono riuscito nell’impresa di arrivare a questo importantissimo traguardo per Sutri” ci tiene a sottolineare il sindaco Sgarbi.

Inutile che altri, come si suol dire, ci mettano il cappello. “Se Casini, Amori o chi so altro provino a dire che hanno avuto un ruolo in tutta questa vicenda – spiega Sgarbi – dice una stronzata. Non è vero niente. Perché la soprintendenza nella figura di Alfonsina Russo aveva chiesto la restituzione dell’opera concessa in prestito a Sutri, ma io a quel punto mi sono mosso per far sì che rimanesse a casa”.

Del resto chi meglio di Sgarbi, critico d’arte tra i più famosi e stimati d’Italia, poteva provare a risolvere una situazione del genere? E così fa. “Ho invitato a cena a casa mia Salvatore Nastasi (segretario generale del ministero dei beni culturali ndr) e il vicesindaco di Sutri Lillo Di Mauro e in quella sede ho chiesto esplicitamente che si facesse qualcosa affinché l’Efebo rimanesse a palazzo Doebbing. Io l’ho chiesto. Con un atto del tutto autoritario, senza mandare alcuna lettera, senza il lavoro di intermediari o di funzionari. L’ho chiesto io. Direttamente”.

Il giorno dopo quella fatidica cena la vicenda si sblocca. “Già la mattina successiva Nastasi mi ha richiamato – continua ancora Sgarbi – per dirmi che l’Efebo poteva essere inserito in un progetto per il quale una serie di opere archeologiche, circa un centinaio, tornassero nei musei delle città di appartenenza, invece che nei musei regionali maggiori. Ecco così è andata, senza che nessun altro ci abbia messo mano”.

Le dichiarazioni dei consiglieri del gruppo misto non solo Sgarbi non le condivide, ma non le tollera. “Se continuano a dire stronzate li querelo – conclude -. Il Comune non c’entra proprio niente con quello che è successo con l’Efebo. Mi verrebbe da dire che non è nemmeno merito del sindaco, perché io non ci sono riuscito in quanto primo cittadino, ma solo e soltanto in quanto Vittorio Sgarbi”.

Francesca Buzzi

Articoli: Il gruppo misto: “Sgarbi rivendica meriti non del tutto suoi” –  Sgarbi: “L’Efebo resta a Sutri, sarà per sempre la perla di palazzo Doebbing”


La nota del comune di Sutri

“La collocazione dell’Efebo, appena all’ingresso del palazzo Doebbing è ideale, e il fatto che Sutri possa avere quest’opera come fosse sua è una grande vittoria”, afferma Vittorio Sgarbi. Una vittoria dell’intera comunità sutrina che, per decenza, fintanto che ne esiste, non dovrebbe essere sottoposta a speculazioni o a polemiche.
Il prestito dell’Efebo, opera rappresentativa e preziosa per Sutri e per i suoi cittadini, da parte del Museo Nazionale Romano, prevedeva una scadenza, così come testimoniato dalla lettera firmata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il turismo – Museo Nazionale Romano, giunta a questa Amministrazione lo scorso febbraio. La comunità sutrina avrebbe potuto goderne, infatti, fino al 20 settembre 2019, dopo cui l’antica scultura sarebbe dovuta rientrare “con urgenza presso i locali del Museo Nazionale Romano”, così come si legge nella missiva, lontano dalla città di Sutri.

Solo il recente intervento del sindaco Sgarbi, che ha agito direttamente, ha permesso che l’Efebo potesse rimanere, d’ora in avanti, stabilmente nella nostra città, godendo di una valorizzazione altrimenti impensabile, ovvero all’interno del museo di Palazzo Doebbing, nato per volontà del primo cittadino, capace di attrarre migliaia di visitatori da numerosi luoghi del mondo, oltreché da tutte le regioni italiane, persino da Usa, Germania, Finlandia, Svezia, Argentina, Messico, Brasile e Australia, come testimoniano i dati sugli afflussi alle esposizioni in possesso del Comune di Sutri. 

“Nel corso di una cena, svoltasi a casa mia, con Lillo Di Mauro, il Presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto e il dott.Salvatore Nastasi, ho posto la questione del rientro dell’Efebo a Sutri, chiedendo una proroga alla data di scadenza del prestito imposta dal Museo Nazionale Romano, comunicatami con una lettera, del febbraio scorso, a firma di Alfonsina Romano, direttore ad interim del Mnr”, afferma il sindaco Sgarbi, “Nastasi mi ha garantito che se ne sarebbe occupato. Il giorno dopo mi ha telefonato comunicandomi che il nostro Efebo sarebbe rientrato in un progetto del ministero che prevede il rientro di cento opere che, pur appartenendo ai musei nazionali, vengono delocate ed esposte nei luoghi di ritrovamento. Un’operazione interamente svolta a casa mia e che ho condotto, anzitutto, come Vittorio Sgarbi”.

Ogni altro tentativo di rendere stabile la presenza dell’Efebo a Sutri, per quanto apprezzabile, era, finora, risultata vana. Pertanto, il merito presunto di precedenti amministrazioni rispetto alla permanenza effettiva dell’Efebo a Sutri, così come vagheggiato dall’opposizione in un articolo, non può esistere, se non per estrema propaganda che immediatamente scade nel ridicolo per la forza con cui si dimena nel tentativo disperato di trovare un modo per attaccare la maggioranza. In merito all’apertura degli altri siti archeologici cittadini, questa Amministrazione specifica che è ancora in attesa delle direttive della Soprintendenza per la corretta riapertura, in seguito alle normative del governo in materia di contrasto al coronavirus. 

È impensabile che l’azione del sindaco Vittorio Sgarbi, e della sua amministrazione, si riveli superficiale proprio nel settore turistico e culturale. Un pensiero che sfiora la malafede e che verrà puntualmente disatteso con la nuova stagione di mostre di Palazzo Doebbing, interamente finanziata dalla Banca Intesa San Paolo, che aprirà nelle prossime settimane. Una nuova prestigiosa esposizione che arricchirà il panorama dei maestri ospitati nelle antiche stanze del museo sutrino – tra cui ricordiamo Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Francis Bacon, Tiziano, Fausto Pirandello, Scipione Pulzone, Wilhelm Von Gloeden – con un’opera di Giotto e di altri grandi artisti internazionali. Un nuovo atto che porterà Sutri, ancora una volta, al centro delle cronache nazionali, estenderà ancor più il nome e l’immagine della nostra splendida città, conferendo la giusta dignità alla sua bellezza che supera i piccoli screzi e le basse polemiche. Contro chi non vuol vedere non ci sarà mai azione utile e grandiosa per far rinascere, nel tempo, una città; per fortuna i cittadini di Sutri, la cui maturità e correttezza durante il peggior momento dell’emergenza coronavirus si è dimostrata preziosa e molto apprezzata dall’amministrazione , ci vedono benissimo. Agli altri non resta che il tentato martirio a scopo di sopravvivenza.
 
Comune di Sutri

 


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