Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Il giornale di mezzanotte - Corpus Domini a Bolsena - Festeggiamenti a ranghi ridotti, ma comunque sentiti - Uno solo "quadro" all'ingresso della chiesa di santa Cristina

Dall’ostia, sangue e… petali

Condividi la notizia:

Bolsena – Un’ostia che gronda sangue. Le gocce, cadendo, diventano petali a comporre un disegno, come i quadri di fiori che Bolsena prepara ogni anno per il Corpus Domini. 

È il tema dell’infiorata di 2020, l’unica all’ingresso della chiesa di santa Cristina, a riprodurre il miracolo che rende famosa nel mondo la città del lago. L’ha realizzata l’associazione degli infioratori. I bolsenesi non sono abituati: passeggiano sempre tra chilometri di petali, di questi tempi; le strade colorate come tele. Ma non stavolta. 

Il Coronavirus ha imposto festeggiamenti più modesti. Un’infiorata sola, anziché tante. La messa per duecento posti al massimo, con distanziamento e in diretta streaming. Una mini-processione all’aperto, giusto per non rompere la tradizione: dal dopoguerra non era mai accaduto che la sacra pietra – dove cadde il sangue che grondò dall’ostia più di 700 anni fa – non uscisse tra la gente. Quest’anno ha percorso solo pochi metri, subito dopo la messa. 

Bolsena - La festa del Corpus Domini 2020 - L'infiorata

Il Corpus Domini, qui, è la festa. Per i cattolici è la solennità del corpo di Cristo. A Bolsena, riporta immediatamente al miracolo eucaristico del 1263, quando la fede del sacerdote boemo Pietro di Praga vacillò. Ebbe dei dubbi sulla presenza di Gesù nell’ostia e nel vino consacrati. Celebrando messa a Bolsena, nella cattedrale di santa Cristina, di ritorno da una pellegrinaggio a Roma, l’ostia cominciò a sanguinare al momento della consacrazione. Alcune gocce di sangue caddero sul marmo del pavimento e sui gradini dell’altare. 

Bolsena - La festa del Corpus Domini 2020 - La messa

Corpus Domini, a Bolsena, sono anche i quadri di fiori sul selciato della strade. Sono come un anticipo d’estate. Inizio di stagione un po’ diverso, quest’anno in cui tutto il mondo ha dovuto rallentare a causa del Coronavirus. 

Non tutto il male vien per nuocere. Ci si è adeguati. È nata perfino qualche iniziativa nuova. Per esempio, l’Opera dei Fiori di Bolsena, associazione culturale per le arti e le tradizioni, non potendo quest’anno realizzare il proprio quadro per l’infiorata, ha invitato i ragazzi della propria squadra a partecipare alla festa con un gesto simbolico. L’invito a realizzare “Il fiore della speranza”, un’infiorata da fare a casa, in famiglia, con fiori e materiali vari, è stato poi esteso a chiunque volesse partecipare. La richiesta dei disegni ha superato ogni previsione. Sempre l’Opera dei Fiori ha portato in chiesa un quadro con materiali naturali, dal titolo “Omaggio all’infiorata”, dedicato a tutti coloro che hanno sofferto durante la pandemia.

“Un appello ai sindaci e alle autorità per lavorare per il bene del territorio – ha detto il cardinale Francesco Monterisi, prima della messa -. La pandemia è minacciosa e ci sono molte persone che hanno sofferto e molte ancora che soffrono, in Sudamerica per esempio. La nostra preghiera, da Bolsena, possa arrivare in tutto il mondo”. 

Bolsena - La festa del Corpus Domini 2020 - L'infiorata

La messa, inizialmente prevista all’esterno della basilica di santa Cristina, si è tenuta in chiesa: il cielo minacciava pioggia. Dall’altare, l’invito del cardinale Monterisi ad ascoltare papa Francesco, che chiede ai fedeli di cercare Cristo anche in quel tabernacolo che sono gli ultimi, le persone povere e sole.

“Prendete la comunione – l’appello del cardinale, durante l’omelia -. È la nostra unione vitale con Gesù. Che dice: ‘Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue abita in me e io in lui’. La vita divina che riceveremo sarà come un prolungamento di quella terrena. Dobbiamo farci mangiare dall’amore per gli altri. Diamo ai nostri fratelli aiuto, compassione, amore, amicizia. Questo è il frutto della nostra eucaristia”. 


Condividi la notizia:
15 giugno, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/