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“Istituirò un tavolo tecnico di coordinamento sulla fauna”

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Viterbo - Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo - La prefettura con la bandiera della Croce rossa

Viterbo – La prefettura con la bandiera della Croce rossa

Viterbo - Famiglia di cinghiali in via Monte Cervino

Viterbo – Famiglia di cinghiali in via Monte Cervino

Viterbo – “Istituirò un tavolo tecnico di coordinamento sulla fauna”. Il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno prende di petto il problema della presenza dei cinghiali nella Tuscia, e dei danni alle coltivazioni che causano, portando il confronto sul territorio dopo che la Regione Lazio, l’altro ieri in videoconferenza, ha fatto sapere tramite l’assessora all’agricoltura Enrica Onorati, che non ci sarò nessun intervento da parte di via Cristoforo Colombo a Roma contro l’emergenza cinghiali. Come chiedevano invece a gran voce i sindaci della Tuscia.

“L’obiettivo del tavolo – ha detto il prefetto – è quello di coordinare ed essere fattivi nel contenere i cinghiali sul territorio. Il tutto applicando norme e disposizioni vigenti. E, non da ultimo, mettere in sinergia Atc ed enti locali”.

I sindaci, in particolare modo quelli dell’area dei Cimini, l’altro giorno in video conferenza con l’assessora regionale avevano chiesto provvedimenti e interventi più incisivi. Tra questi anche l’estensione della stagione venatoria, dato che il numero di prelievi previsto dalla caccia di selezione non sarebbe sufficiente a risolvere il problema dei cinghiali. 

La regione si limiterà invece solo alla proroga dei vecchi piani di abbattimento, appunto selettivi, in attesa che vengano approvati i nuovi.

Nel frattempo, il periodo di emergenza Covid pare abbia visto un ulteriore sviluppo del numero dei cinghiali. Diverse sono state le segnalazioni. Anche in contesti urbani dove da anni i cinghiali hanno fatto più volte capolino, causando pure incidenti automobilistici.

Buone notizie infine sul fronte dei risarcimenti per i danni all’agricoltura. Entro il 2020 verrà pagato tutto il periodo che va dal 2016 al 2019. 

Daniele Camilli


“Cinghiali, bisognerà prevedere un abbattimento che non può essere limitato a soli 400 capi”

 


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