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“La maggioranza chiede al prefetto di sostituire il sindaco…”

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Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un prefetto è per sempre, titolava qualche anno fa Il Fatto quotidiano (in un bell’articolo che vi consiglio di leggere), un sindaco no come dimostrano i recenti fatti di Civita Castellana. Che però si arrivasse a chiedere il commissariamento di quello di Viterbo, in assenza delle sue dimissioni, da parte della sua stessa maggioranza, non ce lo saremmo mai aspettato.

Certo mai come in questi giorni il sindaco Arena è sicuramente in grande difficoltà e la sua amministrazione ha dato prova di grande confusione e scarsa lucidità su temi fondamentali come centro storico, rifiuti, piscina, frazioni, infiltrazioni mafiose in città e, da ultimo, sui provvedimenti urgenti post Covid-19 per il rilancio delle città (di cui non si vede nemmeno l’ombra) dopo il consiglio del 28 trasformato in farsa dalla sua maggioranza.

Ciò ha evidentemente creato anche un corto circuito istituzionale nel quale per risolvere tali incapacità ci si appella, erroneamente a mio avviso, non alla politica ma al prefetto perché trovi soluzioni per il governo della città. 

Ne è dimostrazione il fatto che il consigliere comunale della Lega, partito di maggioranza relativa a palazzo dei priori (con ben 10 consiglieri su 32 totali) Vittorio Galati chieda al prefetto, e non al suo sindaco e alla sua maggioranza, di “convocare un tavolo che coinvolga tutte le realtà provinciali (politiche, economiche, culturali, sociali, sindacali, militari e di ordine pubblico) al fine di delineare una programmazione da fornire al territorio, per superare il drammatico momento che tutta la popolazione sta affrontando, in conseguenza dell’emergenza relativa al Covid-19”. E ciò pochi giorni dopo appunto un consiglio comunale sul tema dove dove né lui né la sua maggioranza hanno proferito parola.

A ciò si aggiunga che anche il tema della secolare tradizione cittadina del trasporto della macchina di santa Rosa, patrimonio Unesco (anche se non se lo ricorda più nessuno), la cui organizzazione è demandata e pagata dal comune e dai viterbesi sembra essere lasciata alla prefettura, che formula proposte più o meno condivisibili in assenza di decisioni da parte del Comune… Ma tant’è.

Se a ciò si aggiunge che su temi sicuramente invece più strettamente di competenza della prefettura come lotta alla criminalità (anche di quella organizzata) nonché sulle misure di sicurezza per l’emergenza sanitaria, la politica comunale è pressoché assente, il quadro generale risulta abbastanza sconfortante.

C’è di fatto, e addirittura con una lettera, la esplicita richiesta di commissariare il sindaco e la giunta da parte della prefettura, una richiesta che, seppur istituzionalmente sgangherata, denota chiaramente un malessere da parte della stessa maggioranza per l’inconcludenza e l’incompetenza dimostrata da questa amministrazione.

Quando siamo già a metà mandato del sindaco e della sua giunta è ormai chiaro a tutti l’incapacità di dare risposte ai cittadini, una inadeguatezza per la verità da sempre denunciata dalle opposizioni e che oggi esplode con tutta la sua forza e si palesa attraverso la richiesta paradossale della stessa maggioranza di un intervento “sostitutivo” da parte del prefetto per uscire dalle secche in cui versa la città di Viterbo.

Pur non condividendo tale impostazione da un punto di vista costituzionale e politico, ritenendo che tali questioni siano di competenza delle autonomie locali e ribadendo il primato della politica e dei suoi organi democraticamente eletti dai viterbesi sindaco e consiglio comunale (non certo i prefetti funzionari pubblici nominati), ai quali solo spetta il governo della città, tuttavia riteniamo invece giuste le critiche nel merito a questa amministrazione.

A tal fine ci permettiamo di sottolineare come se questa è l’analisi condivisa anche dalla opposizione, gli strumenti per far intervenire il prefetto previsti dalla legge sono altri: le dimissioni del sindaco (Civita Castellana docet) oppure la mancata approvazione dell’imminente bilancio di previsione 2020 che porterebbero alla conseguente decadenza di Arena e la sua giunta, tertium non datur…

Solo così e non in altro modo potrà scendere in campo il prefetto di Viterbo, ovviamente per un periodo limitato dalla legge, cioè finché non saranno convocate nuove democratiche elezioni per dare la parola ai cittadini ed eleggere un nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale, circostanza a cui dall’opposizione ci faremo trovare pronti in ogni momento.

A voi la scelta amici della maggioranza. Tutto il resto è noia, cantava Califano, ma in città i problemi restano e sono gravi se non ve ne siete ancora accorti.

Giacomo Barelli
Capogruppo forza civica


Galati (Lega): “Il prefetto convochi un tavolo con le realtà provinciali per rilanciare il territorio”


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