Viterbo – “Non siamo eroi, vogliamo solo i nostri diritti”. Anche gli infermieri scendono in piazza.
Questa mattina, 36 mila in tutta Italia.
Anche a Viterbo, in piazza dei caduti.
Un flash mob, dopo la fase più dura dell’emergenza Covid. Una sessantina di infermeri della Tuscia immobili tra la chiesa degli almadiani e il monumento ai caduti di tutte le guerre.
“Ci hanno definito eroi – ha detto Stefano Severini, rappresentante viterbese del movimento nazionale infermieri – ci hanno applaudito dai balconi e ne siamo stati grati, ma noi siamo semplicemente infermieri e questo è ciò che facciamo ogni giorno, 365 giorni l’anno.
Ma in Italia, la nostra professione è ancora molto sottovalutata, per non dire svilita, dopo questa emergenza è forte il timore di essere rimessi nel dimenticatoio, e ritornare alla solita routine, fatta di turni estenuanti per mancanza di personale e figure di supporto, di esposizione a rischi infettivi o infortuni, di aggressioni e insulti.
Tutto questo a fronte di una retribuzione economica tra le più basse d’Europa”.
Tra le richieste più importanti del movimento, un contratto di lavoro nazionale a parte per gli infermieri, la libera professione, l’aumento dello stipendio e la convocazione al tavoli ministeriali, vale a dire il riconoscimento politico.
Daniele Camilli
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