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Il prefetto Giovanni Bruno: “Dobbiamo difendere il territorio dalle infiltrazioni mafiose”

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Viterbo – “Un tavolo tecnico permanente per il monitoraggio delle attività commerciali e aziendali. L’obiettivo? Proteggere il territorio dalle infiltrazioni mafiose”. Il tavolo lo ha istituito il prefetto Giovanni Bruno e questa mattina, nella sala Coronas del palazzo del governo in piazza del plebiscito a Viterbo, la prima riunione per riscaldare i motori e mettere sul tavolo le problematiche da cui partire per sviluppare le prime strategie di contrasto.

Le riunioni saranno periodiche. Del tavolo, oltre al prefetto, alla questura e alle forze dell’ordine, parteciperanno anche la camera di commercio e le organizzazioni professionali e di categoria.


Viterbo - L'istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose

Viterbo – L’istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose


La preoccupazione? Le conseguenze economiche dell’emergenza Covid. Tra queste, anche la possibilità di infiltrazione delle aziende da parte delle organizzazioni criminali. Una presenza sul territorio, quella di mafia, ‘ndragheta e camorra, compresa una presunta organizzazione mafiosa locale, più volte segnalata nel corso del tempo. A confermalo, inchieste, evidenze, magistratura, associazioni, istituzioni, report, dossier e atti giudiziari.



“Con la riunione di oggi – ha spiegato il prefetto durante l’incontro di ieri in sala Coronas – vogliamo creare una squadra contro le infiltrazioni mafiose sulle reti commerciali e aziendali. Tutte le prefetture si sono attivate su indicazione del ministero interno. Qui a Viterbo abbiamo già messo in piedi un tavolo permanente per poter monitorare le aziende commerciali e agricole. Il nostro è infatti un territorio rurale che merita attenzione anche in questa direzione. Un tavolo che abbiamo allargato alle organizzazioni professionali e alla camera di commercio per coinvolgere direttamente e sentire il punto di vista delle realtà produttive e dei loro rappresentanti”.

Al tavolo parteciperanno anche il tribunale e la procura di Viterbo. 


Viterbo - Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Il prefetto Giovanni Bruno


Diverse le problematiche in campo, evidenziate dal capo di gabinetto Fabio Vincenzo Geraci. La prima, sottolineata anche dal ministero dell’interno in una prima direttiva datata 10 aprile. Il rischio da parte delle aziende di avere difficoltà a ricorrere a finanziamenti e agevolazioni previste. Cosa che potrebbe spingerle tra le braccia dell’usura. Le imprese adesso hanno bisogno di liquidità. Per andare avanti, tornare ad essere competitive e non licenziare.


Viterbo - L'istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose

Viterbo – L’istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose


Aspetti rilevanti, anche quello occupazionale, in un paese dove in questo momento, come ha fatto notare il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle sue considerazioni finali, quasi la metà della forza lavoro del settore privato è in cassa integrazione. Se le aziende, e il mondo delle commercio, dopo tre mesi di chiusura, non riprendono fiato, aziende e commercianti trasformeranno le casse integrazioni in licenziamenti. Cosa che potrebbe da un lato sviluppare la conflittualità sociale sul territorio, dall’altro spingere le persone licenziate a cercare fonti di reddito nel mondo della criminalità. Questo perché si tratterebbe di licenziamenti legati ad una crisi economica di natura strutturale. Valle a dire, chi perde il lavoro difficilmente lo ritroverà a breve. Quanto meno su un mercato caratterizzato da regole e legalità.


Viterbo - Giovanni Bruno e Massimo Macera

Viterbo – Giovanni Bruno e Massimo Macera


Sul fronte imprenditoriale, invece, l’usura potrebbe essere un modo da parte delle organizzazioni criminali di acquisire il controllo delle aziende. In sintesi, l’imprenditore che chiede un prestito alle mafie, perché non può fare altro, e non riesce a restituire quanto ottenuto con tassi usurai, per ripagare il debito magari decide, costretto, di cedere direttamente l’azienda. Con tutti i rapporti e i network che nel frattempo, e negli anni, ha creato sul territorio.

E a volte, a seconda delle dimensioni e dell’importanza di un’impresa, acquisire un’azienda potrebbe voler dire avere sotto controllo un intero indotto economico. E la possibilità di rappresentare e far valere la propria posizione anche sui piani politico e istituzionale.


Viterbo - Mauro Pacifici della Coldiretti

Viterbo – Mauro Pacifici della Coldiretti


Va detto poi che una delle caratteristiche che rendono forti le mafie è proprio quella di avere liquidità, pure abbondante, a disposizione. Soprattutto in periodi di crisi quando le aziende che agiscono legamenti non ce l’hanno. Liquidità dovuta a traffici illegali, ad esempio armi e droga, i cui proventi in questo modo, grazie alla conquista di aziende che hanno sempre agito alla luce del sole, possono essere riciclati senza troppe difficoltà.

Diventa quindi strategico, assieme a un welfare dell’emergenza rivolto al mondo del lavoro dipendente, garantire alle aziende la possibilità di accedere ai finanziamenti previsti dai decreti del governo cercando di superare le difficoltà dovute alle garanzie richieste alle aziende dagli istituti bancari.


Viterbo - Il comandante provinciale della guardia di finanza Andrea Pecorari

Viterbo – Il comandante provinciale della guardia di finanza Andrea Pecorari


Tra gli altri obiettivi del tavolo della prefettura, c’è anche il monitoraggio degli appalti pubblici. Sempre per evitare che diventino preda delle organizzazioni criminali.


Viterbo - L'istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose

Viterbo – L’istituzione del tavolo contro le infiltrazioni mafiose


Diventa pertanto importante collaborare con le associazioni professionali e di categoria. Il mondo imprenditoriale della Tuscia. Dalle aziende agricole a quelle artigianali. Dai campi alle periferie, ai centri storici. Un intero tessuto urbano è tirato in ballo. Così come tutta la Tuscia che le organizzazioni di categoria conoscono attraverso le realtà aziendali che difendono e rappresentano. Un territorio che nel corso degli ultimi trent’anni ha subito profonde trasformazioni e visto scarsi segnali di sviluppo. Con i cantieri sostanzialmente fermi e una situazione economica, in crisi già da tempo, diventata con gli anni stagnante.

Un contesto su cui, negli ultimi 100 giorni, s’è avventata la bufera Covid. Tanto improvvisa quanto devastante. 

Daniele Camilli


 Fotogallery: Il tavolo tecnico contro le infiltrazioni mafiose

“Un tavolo tecnico contro le infiltrazioni mafiose sul territorio”


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