Viterbo – Sarebbe riduttivo e storicamente opinabile voler “fare di Viterbo la città di Fellini”, ma opportuno, anzi economicamente necessario allo sviluppo di una terra fertile per la cultura, l’ambiente, il turismo, valersi di quello che il direttore Galeotti ha definito il “vantaggio mondiale” di far conoscere al mondo che sono qui da noi, nella Tuscia, le locations scelte dal maestro di Rimini per dar forma e vita alla genialità unica dei Vitelloni, La strada, La dolce vita.
Grande si può immaginare l’emozione di chi ha ripercorso, toccandoli e vivendoli, i luoghi che a Viterbo resero visibile l’ispirazione artistica di quei capolavori universali in un pellegrinaggio da non classificare semplicemente tra gli itinerari della memoria, ma tra le testimonianze di impegno attuale per il territorio di quella che Galeotti, promotore dell’evento, chiama “rappresentanza della Viterbo civile “ la quale è” maggioritaria”. Scia in controcorrente, segno e simbolo di volontà di riscatto.
Ma il pessimismo innegabilmente giustificato non sarà sconfitto dall’“iniezione di ottimismo di una sera” o dalla presenza di rito del sindaco pro tempore e ne avrà infatti ancora tanti da narrare Antonello Ricci, aedo instancabile della bellezza delle terre di Tuscia, di personaggi nati o stregati da questi luoghi, come Fellini sì, ma anche, Blasetti, Lattuada, Rossellini, Zampa, Festa Campanile, Welles, Antonioni, Monicelli, Liliana Cavani o Totò, Alberto Sordi, Sergio Citti, Gassmann e Tognazzi, Proietti, Banfi, fino al quasi concittadino Pier Paolo Pasolini e al cittadino onorario Franco Capitani. Tanto per farne alcuni dei nomi di chi in Tuscia si è trasformato in creatore di figure che tutto il mondo conosce, mentre i luoghi che quella trasformazione hanno favorito restano, quando va bene, in veloci titoli di coda.
Un patrimonio di immagini in centinaia di film, un cast da premi oscar testimonials di quanto di buono questa terra può offrire ed ha offerto da quando la settima arte è nata. Come ha scritto Mauro Morucci “territorio scenario del cinema girato qui dagli anni 10 del secolo scorso dai fratelli Lumière (o meglio, da Filoteo Alberini) ai giorni nostri”.
E veicolo di promozione turistica, culturale, quindi anche economica che l’iniziativa felliniana di Tusciaweb dovrebbe rammentare alla nostra classe politica ed alle istituzioni, perché a poco prezzo esse hanno la possibilità di far parlare bene di Viterbo e degli altri cinquantanove comuni della Tuscia. Solo che profittino, avvalendosi delle location più note, per costruire un piano di approfondimenti tematici legati ai films e al territorio.
Ci sarebbe da domandarsi, in proposito, quali relazioni – stabili non sporadiche, organiche non a domanda, di proposta continuativa, insomma di offerta – sono in essere con la Roma Lazio Film Commission, la fondazione della Regione, istituita nel 2007 anche dalla allora provincia di Viterbo, per incentivare la produzione cinematografica e audiovisiva nel territorio?
Tra tanti assessori e consiglieri delegati, qualcuno potrà essere incaricato di ringraziare coi fatti Federico Fellini per averci scelto?
Renzo Trappolini
Multimedia: Fotogallery: La passeggiata dedicata a Fellini – Video: La città di Federico Fellini
Articoli: “Facciamo diventare Viterbo la città di Federico Fellini” – Un fiume di cittadini per ricordare il grande Fellini di Carlo Galeotti – “Viterbo, una città che Fellini amò immensamente”
