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Cultura - Il narratore di comunità Antonello Ricci racconta la passeggiata del 3 luglio voluta da Tusciaweb e dedicata al grande regista - Partenza alle ore 21 dalla scuola Paolo Savi - FOTO E VIDEO

“Viterbo, una città che Fellini amò immensamente”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Lo psicanalista Jacques Lacan ha detto che “amare significa dare ciò che non si ha”. In tal caso vuol dire invece raccontare ciò che non c’è più.

Fellini 100, centenario della nascita di Federico Fellini. Festeggiato a Viterbo, “città che – come ha detto il narratore di comunità Antonello Ricci – il regista amò immensamente. Per tanto tempo”. 

Venerdì 3 luglio, partenza alle ore 21, una passeggiata-racconto. Un evento, un racconto critico itinerante. Un’idea di Tusciaweb. Nello specifico del direttore Carlo Galeotti. Con lui, anche Mauro Morucci col suo Tuscia Film Fest e l’associazione Comunità narranti. Partenza dall’istituto superiore Paolo Savi. A Viterbo, viale Raniero Capocci, il cardinale che sconfisse Federico II di Svevia senza, probabilmente, rendersi conto del danno che avrebbe fatto. Dopo il Savi, seguiranno piazza delle Erbe e Santa Maria Nuova. I set di Federico Fellini raccontati da Antonello Ricci.


 

Viterbo - Federico Fellini

Viterbo – Federico Fellini


“Una presenza massiccia quella di Fellini a Viterbo –  ribadisce più volte Ricci – tanto da lasciarci testimonianze importanti della città in Otto e mezzo, i Vitelloni ed Amarcord“. Capolavori, con la città dei papi per protagonista. Almeno in parte. Per quanto riguarda, almeno, le location scelte da uno dei registi che hanno segnato per sempre la storia del cinema. “Un’opera collettiva”, come più volte ha ribadito Ricci.


Viterbo - Antonello Ricci

Viterbo – Antonello Ricci


Raccontare per restituire. La narrazione di comunità. Per ridare a quest’ultima ciò che le appartiene. Quantomeno la sua storia. “Il rapporto di Fellini – sottolinea Ricci – con la città. E i luoghi che muoiono viterbesi per diventare universali”.



Assieme a Ricci e Galeotti, ci saranno anche Enrico Magrelli, uno dei padri di Hollywood party, programma di Rai tre, e Marco Muller, critico, produttore cinematografico e direttore artistico. “Un bel conversare”, ha aggiunto Ricci. E al tempo stesso, la scelta di ripartire. “Il coraggio di fare – spiega Antonello Ricci – dopo tutto quello che è accaduto con il Coronavirus”.


Viterbo - L'istituto superiore Paolo Savi

Viterbo – L’istituto superiore Paolo Savi


Un racconto nel racconto. Il video che accompagna il servizio. Antonello Ricci parla della passeggiata. Quella del 3 luglio. Alle sue spalle Viterbo. Viale Trieste e il liberty che lo caratterizza. Così come l’architettura razionalista della stazione ferroviaria Roma nord. Un unicum a livello nazionale. Semplicemente dimenticato. Ville straordinarie che da sole meriterebbero una camminata. Diretti verso la Quercia. Partendo da pratogiardino Lucio Battisti che di viale Trieste è solo l’inizio. Con i suoi continui richiami al risorgimento e a Mazzini, il primo busto che si vede, quello voluto dal circolo operaio di Viterbo nel 1891. Con il cappello giacobino e l’alloro repubblicano.


Viterbo - Piazza della Rocca

Viterbo – Piazza della Rocca


Alle spalle di Ricci, su viale Trieste, Viterbo invasa da macchine e rumori. Sparati a volumi importanti. Come i ragazzini delle medie. Difficile sentirsi e avere un dialogo sereno. Una città profondamente diversa rispetto a quella dei film di Fellini. Assiderata e saccheggiata, caratterizzata da rimozioni sfrontate e ritardi prudentissimi. Quella stessa città che Ricci e l’iniziativa di Tusciaweb racconteranno da una prospettiva differente rispetto al vissuto del quotidiano. Che piacque a Fellini perché gli ricordava Rimini, rasa al suolo dai bombardamenti alleati. Come del resto lo è stata Viterbo. Proprio per questo, medaglia d’argento al valore civili. Per suoi mille e più passa morti che ha avuto nel 1944.


Viterbo - Viale Trieste - La villa dei Vitelloni

Viterbo – Viale Trieste – La villa dei Vitelloni


“Tra gli anni ’30 e ’50 – commenta Ricci – grandi romanzieri e cineasti riconoscevano in provincia un passo più lento. Una sorta di magico doppio passo. Da Roma a Viterbo non significava soltanto coprire 80 chilometri spaziali, ma significava compiere un viaggio indietro nel tempo”.


Viterbo - Antonello Ricci sul set di Federico Fellini a piazza delle erbe

Viterbo – Antonello Ricci sul set di Federico Fellini a piazza delle erbe


Viterbo porta dell’antico. Una città con tutte le ferite della modernità occidentale. E col rischio futuro di diventare un caseggiato anonimo e qualunque. Come un concerto con una scaletta brutta.


Viterbo - Piazza delle erbe

Viterbo – Piazza delle erbe


Viterbo verso la capitale. Con la prima che ha ciò che la seconda ha distrutto. Il medioevo. Da piazza Venezia ai fori imperiali fino a Borgo. Disintegrato per aprire via della Conciliazione e celebrare i patti lateranensi del 1929. Subito dopo la guerra, poi, nel cinema, il neorealismo. Un paese da ricostruire da capo a piedi. Con rovine da lasciare e macerie da rimuovere. Dai Vitelloni alla Città delle donne. Raccontati magnificamente. Fellini intuì l’addio a un paese che è stato e che non lo sarebbe mai più stato. Quel paese che Pier Paolo Pasolini, in un suo celebre passo, definì “meraviglioso”, perché “la vita era come la si era conosciuta da bambini. Con quelle apparenze dotate del dono dell’eternità. Dove a dare coraggio e forza era la certezza che le città e gli uomini nel loro aspetto profondo e bello non sarebbero mai mutate, migliorando soltanto le condizioni economiche e culturali delle persone”.


Viterbo - La stazione Roma Nord

Viterbo – La stazione Roma Nord


Viterbo ha fatto parte di questo percorso che Ricci e Galeotti racconteranno il 3 luglio. Alle 21 di sera. “Una provincia – conclude Ricci riferendosi sempre a Fellini – che conservava il passato di una nazione, i suoi modi di dire, di fare e di essere”.


Viterbo - Il pulpito della chiesa di Santa Maria Nuova

Viterbo – Il pulpito della chiesa di Santa Maria Nuova


Una città altra rispetto al passato. Talvolta inutilmente bella. Una città zitella.

Daniele Camilli


 Multimedia: Fotogallery: Sul set di Fellini – Video: Federico Fellini raccontato da Antonello Ricci

Il centenario di Federico Fellini


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27 giugno, 2020

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