Vicenza – Sintomatico e con la febbre, è rimasto per alcuni giorni tra la gente, ignorando le normative antiCovid. Sarebbe partito da qui il nuovo focolaio in Veneto: 90 persone circa attualmente in isolamento e la persona che ha trascurato i sintomi ora ricoverata in rianimazione.
Si tratta di un dirigente di un’azienda che produce acciaio, con sede a Pojana Maggiore (Vicenza). Si sarebbe infettato in Serbia, durante una trasferta di lavoro che ha fatto non appena sono state riaperte le frontiere. È partito il 18 giugno; pare si sia messo alla guida di un furgone con un dipendente. In Serbia avrebbe incontrato un settantenne con sintomi di Covid, ora in ospedale, in terapia intensiva. Sarebbe rientrato il 20 giugno e ripartito il 23 per Medjugorie, con un paio di dipendenti, tornando in Italia il 25. Il 28 il ricovero all’ospedale di Vicenza.
Il Corriere della Sera riporta che è rimasto cinque giorni tra la gente e che si è accorto di avere la febbre a 38 quando è rientrato, facendo evidentemente riferimento al ritorno dal primo viaggio. Dal 23 al 28 giugno, insomma, giorno in cui è andato in ospedale perché iniziava ad avere problemi respiratori, ha continuato ad avere contatti con altre persone, partecipando anche a un funerale e a una festa. Il che è stato riconosciuto anche dall’azienda che dirige, che sul suo sito ha pubblicato un messaggio per spiegare la situazione.
“Un dirigente – si legge sul sito della ditta – ha avuto diversi contatti sociali durante l’ultimo weekend di giugno (ha partecipato a un funerale e a una festa); poi si è sentito e male e, colpito da sintomi respiratori, il 28 giugno è andato a farsi visitare in ospedale. Lì è stato sottoposto a tampone, risultato positivo. Il manager però non solo si è rifiutato di farsi ricoverare ma ha anche omesso di rispettare l’isolamento obbligatorio: ha continuato ad avere incontri di lavoro, finché, dopo un peggioramento, è stato ricoverato all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Oggi è in rianimazione”.
Ha rifiutato un primo ricovero e ha ceduto solo dopo molte insistenze di operatori e conoscenti. Almeno cinque le persone che il dirigente avrebbe contagiato; 89 quelle messe in isolamento fiduciario precauzionale per aver avuto contatti con lui. Una ventina i contatti che avrebbe avuto. Una trentina quelli di uno dei dipendenti andati in trasferta con lui.
E così il Veneto, la regione che tanto aveva faticato per scrollarsi di dosso l’emergenza, è ripiombato nell’incubo, con il governatore Luca Zaia che minaccia ricoveri coatti con trattamento sanitario obbligatorio (tso). Misure più restrittive, ha annunciato Zaia, arriveranno da lunedì.
