Orvieto – Orvieto, domenica pomeriggio, ad appena una ventina di chilometri dal confine della provincia di Viterbo. Punto di riferimento dei flussi turistici che attraversano il nord della Tuscia per visitare poi Civita di Bagnoregio e i paesi attorno. Lubriano, valle dei calanchi. Giù fino a Celleno, il borgo fantasma, e Sant’Angelo, il paese delle fiabe, con i murales sulle case.
Anche da queste parti, ad Orvieto, la situazione successiva alla fase più dura dell’emergenza Covid è tragica. E le conseguenze economiche drammatiche. Ma la città punta lo stesso a rinascere e risollevarsi con un cartellone di eventi che copre tutta la seconda metà di luglio e il mese di agosto.
Orvieto – Il cartellone degli eventi estivi
L’iniziativa si chiama Orvieto notti d’estate. Cinema, cultura, musica. Dal 13 luglio al 28 agosto. Trentatré eventi in tutto. Concerti, film e incontri. Tra questi anche uno di Stefano Scatena, psicologo viterbese, il 12 agosto, e il giorno successivo un altro dedicato questa volta a Federico Fellini, regista che ha girato diversi film anche a Viterbo, a 100 anni dalla nascita. Il tutto organizzato, tra gli altri, anche dal comune.
Una città che vuole rinascere, un esempio da seguire.
In giro i turisti sono pochi. “Tutti italiani – dice il barista che lavora di fronte al duomo della città -, c’è anche qualche tedesco. Ma dall’esterno, rispetto allo scorso anno, non sta venendo più nessuno. Il colpo più duro, i turisti americani. Durante l’estate rappresentano l’80% dei turisti. Quest’anno non c’è nessuno. I turisti vengono dalle regioni qui attorno, soprattutto, e un po’ da tutto il paese. Però la situazione è veramente dura. Prima gli italiani venivano in primavera, soprattutto durante i ponti. Poi nei mesi estivi venivano sostituiti dagli americani. Quest’anno la situazione si è rovesciata”.
Orvieto
Il fascino della città è rimasto invariato. Fare una passeggiata ad Orvieto è sempre una bella sensazione. I negozi sono tutti aperti. La gente entra ed esce seguendo rigorosamente le regole dettate dalla normativa anti Covid. Fuori c’è sempre qualcuno che controlla che le persone indossino la mascherina e si lavino le mani. Si accede uno per volta, due alla volta laddove possibile. La stessa cosa vale per il duomo. Biglietto da 5 euro e ridotti quando si può.
Orvieto
“Il calo – spiega Marco, titolare di un negozio di prodotti tipici all’interno di una piccola via – rispetto al 2019 è stato consistente. Almeno un 40-50% in meno”. La moglie di Marco è viterbese. Dietro alle vetrine del bancone ci sono infatti diversi prodotti della Tuscia. Da Gradoli a Bolsena.
Orvieto – Il duomo
“Vedi – commenta infine Marco – vedi la porchetta dietro al bancone? L’anno scorso alle 13,30 era già finita. Siamo nel tardo pomeriggio ed è ancora più della metà. Però resistiamo e andiamo avanti. Domani, come si dice, è un altro giorno. Speriamo tutti migliore”.
Daniele Camilli
Fotogallery: Orvieto dopo il Covid
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