Viterbo – “L’unico che sta pagando”. Rudy Guede accende ancora gli animi. Quantomeno su Facebook dove, dopo la pubblicazione dell’articolo di Tusciaweb, sono stati tanti i commenti a sostegno del giovane condannato a 16 anni di carcere per concorso nell’omicidio di Meredith Kercher avvenuto a Perugia nel mese di novembre del 2007. Inizialmente coinvolti anche Amanda Knox e Raffaele Sollecito poi successivamente assolti con formula piena.
Guede sta scontando la pena nel carcere di Mammagialla a Viterbo.
“L’unico che sta pagando – scrive Tiziana Gatti – l’unico che forse, con questa storia, c’entra poco o niente”. “L’unico che ha pagato – aggiunge Romina Centofanti – perché povero e di colore”.
Viterbo – Rudy Guede
Guede adesso è in semilibertà, vive nel centro storico di Viterbo, ha un profilo Facebook e un account instagram dove di tanto in tanto pubblica anche qualche foto che lo ritrae fuori dall’istituto penitenziario di Mammagialla.
Viterbo – Rudy Guede durante uno dei primi permessi premio
Una vicenda complessa quella dell’omicidio Kercher, la ragazza uccisa giovanissima nel suo appartamento di Perugia la notte del 1° novembre a soli 21 anni. Un iter processuale travagliato. Meredith Kercher era una studentessa inglese in Italia nell’ambito del progetto Erasmus presso l’università di Perugia. Venne ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella propria camera da letto, all’interno della casa che condivideva con altri studenti.
Rudy Guede
“La legge è uguale per tutti – scrive a sua volta sulla pagina Facebook di Tusciaweb Errico Gazzieri – ma tutti non siamo uguali davanti alla legge”.
Rudy Guede – Il primo giorno di lavoro
In primo grado, come concorrenti nell’omicidio, furono condannati dalla Corte d’Assise di Perugia nel 2009 anche Amanda Knox, statunitense, e Raffaele Sollecito. Amanda Knox e Raffaele Sollecito furono successivamente assolti e scarcerati dalla Corte d’assise d’appello nel 2011 per non avere commesso il fatto.
“Non credo sia stato lui – si aggiunge ai commenti Mariana Cozma -. I poveri pagano caro”.
Rudy Guede
L’anno scorso Rudy Guede aveva fatto richiesta d’essere affidato ai servizi sociali. Richiesta respinta dal tribunale che gli ha tuttavia concesso concesso la semilibertà, per consentirgli di collaborare con una cooperativa locale. Nel 2016 aveva anche la revisione del processo respinta poi dalla Corte d’Assise di Firenze.
Rudy Guede
Nel frattempo Guede in carcere si è laureato in lettere mentre il suo comportamento in carcere, sempre impeccabile, gli ha permesso di beneficiare della possibilità di collaborare con una cooperativa locale in base all’articolo 21 del regolamento carcerario, sul lavoro esterno.
“Vuoi vedere – conclude infine Barbara Cozzolino – che l’unico che ha pagato è anche l’unico che non c’entra nulla con questa storia?”
Daniele Camilli
– Rudy Guede in semilibertà e con una casa nel centro storico della città





