Viterbo – (g.f.) – Salasso da 700mila euro l’anno per derivati sottoscritti dall’amministrazione comunale, nel 2014 Mauro Cipriani, che lavora per la Martingale Risk, società che si occupa del recupero perdite o costi addebitati in modo illegittimo dalle banche pure su contratti derivati, aveva contattato l’allora amministrazione Michelini.
C’era già a suo modo di vedere, una via d’uscita all’ingente somma di denaro che annualmente palazzo dei Priori brucia per gli interessi negativi dovuti.
“Ricordo l’incontro a Roma – spiega Cipriani – con il dirigente Quintarelli e l’assessora Ciambella che poco dopo se ne andò per un impegno in parlamento.
Mi portarono una perizia predisposta dalla giunta Marini. Definirla perizia è un complimento. Era stata redatta da una società che opera con le banche”. E una banca è il soggetto cui l’amministrazione dovrebbe andare contro. “Suggerii – si chiede Cipriani – di farsi fare una perizia da un’azienda seria, non coinvolta né sul fronte bancario e nemmeno su quello degli enti locali”.
Oggi c’è una sentenza della cassazione che può aiutare gli enti a uscire da un vincolo spesso gravoso, ma già all’epoca, Cipriani è convinto che si potesse fare qualcosa.
“Io li contattai – ricorda Cipriani – perché lessi un articolo di Ciambella in cui parlava del pesante debito da 900mila euro. Le scrissi segnalando che facciamo questo di mestiere. Mi convocò il giorno dopo e poi ne parlammo a Roma”. Poi il nulla.
“Oggi c’è la sentenza, ma già all’epoca la giurisprudenza per gli enti pubblici era granitica. Il privato può sottoscrivere questi strumenti, ma nel pubblico possono non essere compresi, non tutti hanno gli strumenti per comprenderli”. Vanno ben spiegate le possibili controindicazioni, oltre ai vantaggi.
“C’era una legge che ne obbligava l’utilizzo per coprire mutui, ma quando fu acclarato che come strumento non li coprivano, l’obbligo decadde”.
A Viterbo fu sottoscritto nel 2006, all’epoca di Gabbianelli sindaco, che però quella delibera non votò la delibera. “Fino al 2010, mi pare, produssero cedole a favore, seppure piccole, poi sono diventate negative e fino al 2026 sarà così”. Ovvero, 700mila euro da versare ogni anno.
“La perizia che ci presentarono – continua Cipriani – sconsigliava di agire, ci dissero che un derivato ha sede a Londra. Vero, ma Viterbo non è l’unico comune in questa situazione e la tendenza delle banche è a non andare in causa, ma a chiudere i contenzioni”.
Male che vada si azzererebbe la pesante uscita annuale da qui al 2026, nel migliore dei casi palazzo dei Priori potrebbe vedersi riconosciute somme già versate.
Ancora oggi non tutto è perso, anzi. “C’è una possibilità, chiedere una preanalisi, non costa nulla, Non dico a Martingale Risk, ma a chi vogliono e poi si procedere con la perizia. La prima analisi direbbe quello che io sostengo.
Questa è una decisione politica, fare o non fare”.
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