Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Barelli (Forza Civica) e Ricci (Pd): "Gravano sulle tasche dei cittadini, l'amministrazione apra un contenzioso legale"

“Derivati, ogni anno il comune paga 700mila euro d’interessi passivi”

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:

Giacomo Barelli e Alvaro Ricci

Giacomo Barelli e Alvaro Ricci

Viterbo – “Derivati: ogni anno il comune paga 700mila euro d’interessi passivi che gravano sulle tasche dei viterbesi”. Conti a cura di Giacomo Barelli (Forza Civica) e Alvaro Ricci (Pd), andando a spulciare l’investimento effettuato nel lontano 2006 a palazzo dei Priori.

“L’allora maggioranza di centrodestra – ricordano i due consiglieri d’opposizione – in un consiglio comunale surreale decise d’investire più di 25 milioni di soldi pubblici in boc. Operazione di finanza speculativa, in voga in quel periodo, che in soldoni, per i non addetti ai lavori altro non era che una scommessa persa, fatta dal comune con soldi pubblici.

Un esito negativo pesantissimo, un investimento di 25 milioni di euro circa, risultato essere poi catastrofico, comportando interessi passivi di più di 700mila euro l’anno, che gravano sulle tasche dei cittadini”.

La ricostruzione è riportata in un ordine del giorno sottoscritto dai due esponenti d’opposizione, sul contratto dei derivati in scadenza a luglio del 2026. Barelli e Ricci sono tornati sull’argomento dopo una sentenza, datata 12 maggio 2020, da parte della corte di cassazione.

Riguarda il comune di Cattolica e prende in considerazione un caso specifico, tuttavia può essere d’aiuto anche a Viterbo per provare a bloccare l’uscita di cassa.

“Premesso il giudizio politico negativo sull’operazione dell’epoca – spiegano Ricci e Barelli – quello che interessa oggi è porre un freno, come già hanno fatto e stanno facendo altri enti, a questa emorragia di soldi pubblici, valutando attraverso legali ed esperti la legittimità di quelle operazioni e clausole, nel tentativo almeno di limitare i danni, alla luce della recentissima giurisprudenza in materia”.

La sentenza citata: “Individua diversi profili, in base ai quali può essere dichiarata la nullità dei contratti, ravvivando il fronte del contenzioso tra enti locali e banche”.

Il legislatore ha consentito l’uso di derivati. “Questo non li rende sempre idonei al perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente”.

Prima della stipula, chi li ha proposti avrebbe dovuto illustrare l’andamento dei titoli stessi, per capire la sostenibilità dell’operazione.

“In mancanza di adeguate e ragionate rappresentazioni probabilistiche – si legge ancora nell’ordine del giorno – il contratto derivato si presenta alla stregua di una scommessa, per quanto ricompreso nell’elenco delle operazioni formalmente consentite”.

Quindi: “La sentenza non lascia margini di ulteriore interpretazione: la preventiva rappresentazione degli scenari probabilistici è sempre dovuta, dalla banca all’ente locale”.

Si tratta di strumenti per contenere i costi di gestione del debito da parte degli enti locali e vanno valutati con questa finalità.

Quindi, gli scenari vanno rappresentati, altrimenti l’operazione può essere dichiarata nulla.

Con queste premesse, Alvaro Ricci e Giacomo Barelli chiedono di conferire subito un incarico professionale per aprire un contenzioso legale e se ci sono i margini, risparmiare quei soldi che ogni anno escono dalle casse comunali.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
15 luglio, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR