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Il giornale di mezzanotte - Cultura - L'opera è stata realizzata da uno degli architetti più importanti al mondo nel 1992 - E' dimenticata, abbandonata, invasa dall'erba e dal guano di piccione - FOTO E VIDEO

Civita Castellana, il cimitero morto e sepolto di Massimiliano Fuksas

di Daniele Camilli
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Civita Castellana – Morto e sepolto. E’ il cimitero di Massimiliano Fuksas a Civita Castellana. Uno dei primi lavori dell’architetto che ha firmato la Nuvola all’Eur di Roma e altre opere in tutto il mondo. Insomma, uno dei più importanti. Forse di sempre.

A Civita Castellana, invece, e ormai da anni, almeno una decina, il cimitero di Fuksas è stato smontato, abbandonato, dimenticato. Sotto gli occhi, impassibili, di tutti.

“Luogo della meditazione”. Questo il nome ufficiale di quello che avrebbe dovuto, o potuto essere, il cimitero nuovo nel cuore del polo della ceramica e di quella che un tempo veniva chiamata la Stalingrado dei Cimini. La Reggio Emilia del centro Italia. Per la massiccia e capillare presenza del partito comunista. In città e tra gli operai. Tanto che l’amministrazione civitonica di allora, che commissionò il tutto a Fuksas, pensò che la popolazione avrebbe digerito quanto si sarebbe trovata di fronte dopo un lavoro iniziato nel 1985 e terminato nel 1992.


Civita Castellana - Il cimitero di Massimiliano Fuksas

Civita Castellana – Il cimitero di Massimiliano Fuksas


Una geografia di edifici abitata da interruzioni e sospensioni. Così come è la morte, vista e vissuta, nella vita degli individui. Un’opera che fa dell’allegoria e soprattutto della metonimia del contenente per il contenuto i suoi pilastri fondamentali. A guardarlo bene il lavoro di Fuksas racconta il senso della vita per la morte. Un non senso. Ma soprattutto un luogo, dove i vivi che ci vanno, vedono in faccia l’ultima delle loro sorti. Il destino di ciascuno.



E probabilmente i civitonici l’hanno visto talmente tanto bene, il senso, da rimuoverlo appena un minuto dopo. Il cimitero di Fuksas è stato infatti, come già detto, smontato, sepolto vivo e poi dimenticato.

Nemmeno una targa che ricordi l’opera e il suo autore. Almeno così sembra. uno degli architetti dei più valenti al mondo, riconosciuto tale.


Civita Castellana - Il cimitero di Massimiliano Fuksas

Civita Castellana – Il cimitero di Massimiliano Fuksas


Gli edifici, stando al progetto iniziale, all’inizio erano cinque. Tre all’esterno e due all’interno. Il tutto circondato da mura. Al centro passavano dei binari, come per la vicina ferrovia pubblica. Sui binari avrebbe dovuto esserci una locomotiva. Quest’ultima avrebbe poi dovuto procedere simbolicamente verso una stazioncina esterna.


Massimiliano Fuksas

L’architetto Massimiliano Fuksas


Uno degli edifici non si vede più. Perché la parte di muro che dava verso l’esterno è stata chiusa. La locomotiva e le rotaie sono state rimosse. Le baracche su palafitte che restano sono invece invase dall’erba alta e da consistenti strati di merda di piccione che da queste parti si sono dati veramente un gran da fare. E civitonici stessi che ci vanno, in particolar modo gli anziani, se ne lamentano. Per l’erba, il caldo estivo e l’incuria. 


Civita Castellana - Il cimitero di Massimiliano Fuksas

Civita Castellana – Il cimitero di Massimiliano Fuksas


Un’opera, quella dell’architetto Massimiliano Fuksas, che avrebbe potuto essere un parco, come quello dei mostri a Bomarzo. Mutatis mutandis. Un mondo, quello circostante, che invece gli è stato avverso. Nella città che nel ’48 insorse, il giorno del 259esimo anniversario della rivoluzione francese, quando lo studente Pallante sparò dritto in petto al segretario del Pci Togliatti, che per poco non ci rimise la pelle precipitando tutto il Paese nella guerra civile. 


Civita Castellana - Il cimitero di Massimiliano Fuksas

Civita Castellana – Il cimitero di Massimiliano Fuksas


In cima a una palafitta si leggono inoltre dei nomi. I piccoli loculi sembrano contenere i resti di defunti morti all’inizio del secolo scorso. Nomi impressi sulla carta, strappata via anch’essa. 


Civita Castellana - Il cimitero di Massimiliano Fuksas

Civita Castellana – Il cimitero di Massimiliano Fuksas


Gli oggetti che si trovano dentro gli edifici sospesi sono oggetti in disordine, come in qualche modo si lasciano le cose quando si muore. Sono però quasi tutti marci, e presi di mira da piccioni che a terra hanno disegnato anche una scia che sembra quasi una strada asfaltata. E per aria, scolpito due mucchietti di merda sospesi nel vuoto.


Civita Castellana - Il cimitero di Massimiliano Fuksas

Civita Castellana – Il cimitero di Massimiliano Fuksas


Infine sul muro che avrebbe dovuto dare verso l’esterno, rigorosamente chiuso, una croce che sembra pure sanguinare, e una scritta: “Cristo è risorto”. Senza punto esclamativo. Il compagno Ercoli, non avrebbe approvato.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: Il cimitero di Fuksas – Video: L’abbandono del cimitero di Fuksas


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12 agosto, 2020

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