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“Gli interessi di partito messi prima del territorio”

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Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – “Credo sia stato perso di vista l’obiettivo principale: quello di amministrare il comune di Viterbo. Ci hanno votati per questo e non bisogna farsi distrarre da interessi di partito”. Giulio Marini parla a tutta la maggioranza di Palazzo dei Priori, come chi cerca di rimettere sui binari un treno che sta per deragliare. Per lui, le ultime mosse dei partiti, dall’uscita di Fratelli d’Italia prima di votare il rendiconto, alla Lega indisponibile a discutere oltre, sono “atti strumentali a non far lavorare l’amministrazione”. 

“L’ho detto apertamente in consiglio comunale – dice  Marini -. Ad Arena ho chiesto di rimuovere le difficoltà che sta incontrando. Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma nel rispetto degli altri. Se si decide qualcosa insieme, poi si è consequenziali, non ci si sveglia la mattina cambiando idea. Altrimenti non si va avanti”. 

Il riferimento è alla piscina?
“Alla piscina e non solo. Alla riunione dei capigruppo, di maggioranza e minoranza, tre punti erano stati fissati: rendiconto, piscina alla Fin per farne un centro federale e i derivati, richiesta quest’ultima della minoranza, che poi invece ha votato per lo scioglimento del consiglio. Ora non posso fargliene una colpa: la minoranza fa il suo lavoro. Però sono tutte posizioni strumentali che passano sopra agli accordi. Se la politica vuole mantenere un minimo di credibilità, la coerenza sarebbe richiesta”.

Anche gli ultimi comportamenti della maggioranza sono strumentali?
“Certo. Non il mio. Io ho fatto quello che ritenevo giusto. Se c’è un accordo per fare delle cose, a meno che non crolla il palazzo, si fanno quelle cose. Non resto dalla mattina alla sera in aula consiliare a perdere tempo. Ai consiglieri è dovuto rispetto umano e politico”.

In sintesi: ci siamo rotti. 
“Sì, ma io l’ho già detto. Quando la Lega ha cambiato opinione, volendo votare solo il rendiconto e stop, io l’ho detto che mi ero stancato. Un giorno uno, un giorno l’altro: io non sto in mezzo a fare il pupazzo. L’ho ribadito in riunione di maggioranza quando mi sono alzato e me ne sono andato. E con me altri due consiglieri. Non ci eravamo messi d’accordo: è una questione di dignità politica e umana. Io non sto più a questo gioco”.

Chiarissimo. Meno chiaro è perché dei partiti di maggioranza dovrebbero remare contro la maggioranza stessa.
“Per non far lavorare l’amministrazione. Il motivo, evidentemente, è il programma non condiviso. E questo inceppa la governance. Abbiamo alle spalle due anni di grosse difficoltà. È una specie di corto circuito. Non capiamo bene dov’è nell’impianto ma serve un elettricista che lo rimuova”.  

È evidente che una delle questioni divisive sia la piscina comunale. Lega e Fondazione, all’ultimo consiglio, non ne hanno voluto discutere. Ma ci sono anche altri precedenti.  
“Sì, ma chi non la condivide lo dica. Non è che prima si dice di sì in riunione capigruppo e poi diventa no. Da parte mia c’è tutta l’intenzione di far diventare la piscina comunale un centro federale Fin. Peraltro c’è anche l’altra possibilità di realizzare un’altra piscina a Santa Barbara. Il 30 marzo è uscito un bando per un project financing per creare un centro sportivo nel quartiere, con una piscina da 25 metri e c’è anche un finanziamento corposo dalla presidenza del consiglio. Avremmo da un lato un polo natatorio nazionale e dall’altro un’opportunità per i privati. Avremmo tutto. Perché dire no? Mi viene in mente un vecchio detto andreottiano: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…”.

A pensar male su chi?
“Sulla contrarietà all’affidamento alla Fin”.

L’opposizione ha spiegato la sua contrarietà. In maggioranza, invece, sembra quasi che questa sia un’esigenza di Arena e basta. C’è anche da considerare la consonanza politica con il presidente della Fin, che è un parlamentare di Forza Italia. 
“Ma Arena è dal 1995 che si impegna per fare della piscina comunale di Viterbo un polo di rilevanza nazionale. Nessuno mi può smentire su questo. E non perché – come ho dovuto ribadire nei giorni scorsi – sono amico di Giovanni Arena, ma perché io ero vicesindaco nel ’95. Io c’ero e me lo ricordo, a differenza di altri”.  

Fratelli d’Italia perché dovrebbe remare contro Arena? 
“Quella di far saltare l’approvazione del rendiconto è stata una loro scelta che non ho condiviso assolutamente. Secondo me è stato un errore politico. Hanno comunque manifestato un malessere, parlando di un mancato rispetto, da parte del sindaco, della dignità politica del loro gruppo. Dicono di essere stati ‘presi a calci’. Io non ho visto Arena prendere a calci nessuno, neanche metaforicamente. Semmai è stato troppo disponibile con gli alleati e poco con se stesso”. 

Che si aspetta dalla riunione di oggi? 
“Un’unione di intenti programmatica sulle esigenze della città per migliorarne la qualità della vita. Dobbiamo fare cose semplici e realizzabili nell’immediato: pulizia, strade, ricettività turistica da migliorare. Io, con la delega all’Ambiente, in un mese e mezzo, sono riuscito a fare delle cose. Stiamo andando avanti sul percorso dell’ecocentro a Viterbo, spero che nei prossimi giorni il sindaco abbia già il progetto. A me dire tutti i giorni che puniremo gli scriteriati che abbandonano i rifiuti costa, dal punto di vista elettorale, perché sembra che vuoi fare lo sceriffo. Ma devo avvertire che staremo addosso ai trasgressori, perché quello è l’obiettivo amministrativo”.

Si è perso di vista l’obiettivo?
“Decisamente. Forse io capisco meglio qual è l’obiettivo, dopo tanti anni in politica. Ad altri dovrà dirlo il sindaco, dando compiti chiari. L’obiettivo è amministrare il territorio. Quindi: programmazione, attuazione e controllo. Un amministratore locale è un martello che deve battere tutti i giorni. Le condizioni per lavorare ci sono ma non bisogna essere distratti. Se tutti i giorni pensi allo scopo principale del tuo partito, quello di avere credibilità partitica e non credibilità amministrativa, perdi di vista l’obiettivo”. 

Per chi è questo ammonimento?
“Per tutti. Tutti devono ragionare in un’unica direzione e suonare la stessa musica. Chi non suona dovrà spiegare perché. E se è indispettito da qualcosa andrà da qualche altra parte o farà quello che vuole”. 

Stefania Moretti


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