Viterbo – “Voglio bene al sindaco Arena come a un fratello ma non gli deve essere impedito di lavorare”. Giulio Marini (FI) risponde a Giacomo Barelli (Forza civica) che lo vede come il peggior nemico del primo cittadino, ma va anche oltre. Il rimpasto di giunta, i problemi anche nel suo partito per votare la delibera sulla piscina, i rapporti con gli altri partiti e col “suo” senatore Francesco Battistoni e non ultima, la sua scelta, originale, di autosospendersi dalla maggioranza che lo colloca in una posizione indefinita. Che prova a spiegare. Poi una certezza: non firmerà mai un’ipotetica mozione di sfiducia al sindaco.
Giulio Marini, lei è il peggior nemico del sindaco Arena?
“Ho letto l’inutile disquisizione del consigliere Barelli – dice Marini – non ha colto niente di quello che effettivamente è il messaggio che ho lanciato”.
Qual’è allora il messaggio lanciato autospendendosi dalla maggioranza e restituendo la delega all’Ambiente al sindaco?
“Contrarietà a quanto stava accadendo in quel momento e continuerò se non cambia la situazione. I capigruppo avevano stabilito di discutere tre argomenti in consiglio comunale, rendiconto e piscina chiesti dalla maggioranza e derivati dall’opposizione. Quest’ultimo era da trattare prima del bilancio di previsione. Di tre, nella seduta di consiglio, giovedì ne è stato fatto uno solo. Ho preso una posizione, anzi abbiamo preso una posizione. D’insoddisfazione politica verso chi manifesta a parole la volontà di fare ma non fa. Anche nell’opposizione. E non mi si venga a dire che era tardi. Io sto in consiglio, non su una sdraio in giardino, collegato da remoto. Se i temi sono importanti, l’ora non conta. La mia posizione è di stimolo e controllo per questa maggioranza. Dove sto se è opportuno, se si comprende che occorre cambiare passo, rispetto a un’insoddisfazione che c’è attualmente”.
Si sono formate due fazioni nel centrodestra, in quel consiglio: FdI con FI per continuare e approvare la delibera sulla piscina, Lega e Fondazione dall’altra per rinviare. Hanno vinto questi ultimi.
“Non c’entrano niente gli alleati. Forza Italia è in partito a se stante, ha un’impostazione diversa, seppure siamo da decenni in un contenitore creato da Berlusconi. Oggi in comune occorre dare sostegno a un’amministrazione che produce risultati. Questo è il punto”.
Però, torna la prima domanda: lei è il peggior nemico di Arena?
“Questa è una delle due affermazioni fastidiose da parte di Barelli. Io il peggior nemico di Arena? Barelli i valori, i rapporti umani non li conosce, non sa cosa significano. Il sindaco lo conosco da 50 anni. Gli voglio bene come a un fratello e nessuno potrà mai discutere sul rapporto umano tra me e Giovanni, che va oltre la politica. Però c’è un fatto. È sindaco e deve uscire da questa consigliatura con un risultato politico. Non gli deve essere impedito di lavorare, da parte di questo o di quello. Non può essere fermato, deve andare avanti per la città. Non metterò mai in difficoltà Giovanni, ma posso essere da stimolo in maggioranza, lavorando come fatto in questi due anni. È il mio dovere”.
L’altra affermazione fastidiosa, invece?
“Che ci siano due correnti dentro Forza Italia. Mai stato tranquillo come ora, il partito. Barelli le correnti se le è inventate. Nel passato c’erano Gigli e Marini, o Marini e Battistoni. Due come me e Francesco, c’eravamo sentiti calpestati nei rapporti umani. Ma siamo ripartiti da zero, con capacità di mettere alle spalle le difficoltà. La valutazione è inopportuna e rispecchia quella di Barelli, che da solo deve portare avanti interessi politici e sta lì per quello. Io, invece, sono per gli interessi della città”.
In consiglio comunale però, lei ha spinto in qualche modo anche il sindaco a proseguire e discutere della piscina anche se sapeva che i numeri non c’erano. La Lega a inizio seduta aveva già detto che avrebbe approvato il rendiconto e nient’altro. Da politico navigato qual è lei, a qualcuno è sembrato un’ingenuità un po’ sospetta. Non le pare?
“La scorsa settimana, quando FdI è uscita senza votare il rendiconto mi sono incavolato. Siamo tornati in consiglio giovedì, alle 13,45 c’è stata una riunione in cui mi sono state rappresentate difficoltà a proseguire oltre il rendiconto. Ho fatto presente che non lo avrei accettato. Alle 15,15, altra riunione di maggioranza e ho ribadito la mia posizione. Sono uscito dall’incontro, seguito da due consiglieri di Forza Italia. In seduta non potevo fare altro a quel punto. Mostrare la mia contrarietà. Sapevo che sarei andato sotto, ma avevo ribadito due volte come mi sarei comportato. Nessun retropensiero. Non è possibile gestire l’aula consiliare secondo la volontà di alcuni o come uno si sveglia la mattina. Si alza in un modo e dice: non voto. Allora è bene stare a casa. Gli accordi presi vanno mantenuti”.
La Lega però aveva fatto presente che c’era prima una situazione politica da verificare. Poi si poteva discutere di tutto. Non ci ha creduto?
“Ma verificare. Cosa? I rapporti umorali tra uno e un altro? Cosa me ne importa? Ai cittadini cosa importa?”.
Una verifica sembra necessaria. O lei la pensa diversamente?
“Il sindaco è stato invitato, l’ho detto in premessa in consiglio comunale, a fare un pit stop e a rimuovere gli ostacoli che gli impediscono di andare avanti e avere una manovra più brillante. Ma questo non impediva la volta scorsa di proseguire i lavori”.
Ci sarà un rimpasto di giunta. Forza Italia a cosa punta?
“Si sono inventati che io voglio far fuori questo o quello. Non devo far fuori nessuno. Io, come giusto che sia, rappresento un partito e voglio che sia rispettato. Anche la mia dignità politica personale va rispettata. La situazione si risolve. C’è inesperienza, molto probabilmente da parte di tanti e questo produce incertezza amministrativa. Si fa un passetto avanti e poi, impauriti, uno leggermente indietro. Ma la maggioranza è maggioranza e deve prendersi le sue responsabilità. Poi i cittadini giudicheranno. Io nei miei cinque anni ho prodotto, ma ho perso. Adesso il tempo devo dire che mi sta dando ragione”.
A proposito di prendersi le proprie responsabilità, non è sfuggita l’assenza di Isabella Lotti, consigliera FI, alle sedute in cui si discuteva la piscina. Pure in quella interrotta per mancanza del numero legale.
“C’è stato un chiarimento. Anche per il Covid non è stata più partecipe all’azione amministrativa. Non ci sono problemi, c’è stato un chiarimento forte su questo. Quando fai il consigliere comunale, salvo impedimenti legislativi, se il sindaco prende una decisione, a meno che non sia un folle o uno sconsiderato, si segue. Si può non seguirlo, ma allora vanno prese decisioni diverse. Io ne ho presa una. Non sto li a scaldare il bando”.
La sua decisione è originale, diciamo. Si è autosospeso dalla maggioranza, cosa vuol dire e soprattutto dove sta ora, all’opposizione, al gruppo misto?
“Lo dichiarerò in consiglio comunale, è la sede opportuna. Vediamo intanto cosa produce l’analisi del sindaco, se gli permetteranno di farla e se la farà, come i partiti la prenderanno. Sennò si possono fare tante cose, appoggio esterno per simpatia, gruppo misto, dove si può fare quello che gli pare. Vediamo. Ci sono scelte da prendere, per rompere un comportamento ondivago della maggioranza. Lega, Fondazione, FdI sono liberi di fare ciò che credono. Io pure sono libero di farlo”.
Pare di capire che lei non firmerà un’ipotetica mozione di sfiducia dell’opposizione?
“Non accadrà mai. Per i valori che io rappresento, mi sono candidato in questa coalizione, voglio vedere risultati. Io mi guardo intorno e non che altri abbiano dimostrato tutte queste grandi capacità”.
Giuseppe Ferlicca
Articoli: Barelli (Forza civica): “Il peggior nemico Arena ce l’ha in casa ed è Marini…” – Ricci (Pd): “Marini, Muroni e Achilli firmino la sfiducia ad Arena

