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Il giornale di mezzanotte - Cultura - Un'iniziativa di Tusciaweb, PromoTuscia e Comunità narranti - Sabato 5 settembre alle ore 21,30 con partenza da piazza San Faustino - FOTO E VIDEO

Torna a Viterbo il Vigile di Alberto Sordi…

di Daniele Camilli
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Viterbo – Sul set del “Vigile”, il film di Luigi Zampa. Alberto Sordi protagonista. 1960. Il film che consacrò definitivamente l’attore romano, che a Viterbo era già stato con i Vitelloni di Fellini, e la Tuscia. Come la terra che ha visto la prima grande prova della maschera creata da Sordi. La storia di un italiano. Per raccontare i vizi dell’italiano “brava gente”.
 
A ricordarlo, a 100 anni dalla nascita di Sordi, un’iniziativa di Tuscia Web in collaborazione con PromoTuscia e l’associazione Comunità narranti di Antonello Ricci. Una passeggiata racconto. “Alberto Sordi 100°, storia di un italiano”. Sui luoghi del set del film di Luigi Zampa, Il Vigile. Dove Alberto Sordi veste i panni di Otello Celletti.


Alberto Sordi ai tempi del Vigile

Viterbo – Piazzale Gramsci – Alberto Sordi nel film Il Vigile


Appuntamento per la passeggiata racconto, sabato 5 settembre alle ore 21,30 a piazza San Faustino, Viterbo. Davanti al civico 7. “Da questo portone uscirà Otello Celletti – racconta Antonello Ricci di Comunità narranti – per padre a comprare una bottiglia d’aceto. Incaricato dalla moglie. Andrà all’osteria in via San Lorenzo dove verrà accolto da un pernacchione. Come succedeva puntualmente. Un portone memorabile – racconta Antonello Ricci -. E’ da qui che Otello Celletti entra ed esce. Celletti ha poi un grande desiderio. Diventare  vigile urbano in motocicletta. Non ha alcun titolo, ma lo desidera infinitamente”.
 
La passeggiata, condotta da Ricci, si snoderà da piazza San Faustino a via San Lorenzo, passando per piazza del comune. I principali set del film di Zampa.



“Otello Celletti – spiega Ricci – è la prima grande prova della storia di un’italiano, cioè la maschera creata da Alberto Sordi per raccontare più i vizi che le nostre virtù di italiani”. Un paese, quello raccontato da Zampa, che dopo fascismo guerra, resistenza e liberazione, in pieno miracolo economico, si riscopre piccolo borghese, caratterizzato da dabbenaggine e pressappochismo. Il tutto condito con un pizzico d’arroganza. La stessa che il primo giorno di lavoro fa sì che Celletti crei un ingorgo stradale senza precedenti. Il set è quello di piazzale Gramsci e ad essere coinvolti sono anche numerosi passanti. “Tra questi – dice Ricci – pare vi fosse il futuro presidente della Repubblica Giovanni Leone”. Il primo presidente a procedere allo scioglimento anticipato delle camere. Nel 1972, con una seconda volta nel 1976. Eletto nel 1971, si dimise con sei mesi d’anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato. Secondo parte della stampa di allora sarebbe stato coinvolto nello scandalo Lockheed.


Viterbo - Antonello Ricci - Sul set del Vigile - Piazza San Faustino

Viterbo – Antonello Ricci – Sul set del Vigile – Piazza San Faustino


Un set che si intreccia con i luoghi storici della città, quelli che attraverserà la passeggiata racconto di sabato prossimo.
 
“La maschera creata da Sordi – commenta Viola Vagnoni di PromoTuscia – trova infatti riscontro nei luoghi storici della nostra città. Come il cortile di Palazzo dei Priori, piazza della Repubblica, piazzale Gramsci. La nascita di una vera e propria mitologia che prende corpo per la prima volta proprio a Viterbo”. 


 
Non solo, ma è proprio la Tuscia che negli anni ’50 vede crescere per prima il personaggio di Alberto Sordi e la sua straordinaria maschera di italiano. “Ad esempio – ricorda Ricci – i film I Vitelloni di Federico Fellini oppure il Medico e lo stregone di Mario Monicelli, con Marcello Mastroianni e Vittorio De Sica”.

“Un film di crinali”, come Ricci stesso lo definisce. “Nel Vigile – prosegue poi – c’è ancora un’Italia antica, al culmine del miracolo economico. Accanto a questa, un’altra Italia. Proiettata invece verso la modernità”.


Viterbo - Viola Vagnoni - Sul set del Vigile - Piazza del comune

Viterbo – Viola Vagnoni – Sul set del Vigile – Piazza del comune


Due Italie, uscite entrambe dalla ricostruzione del secondo dopoguerra. Un paese spaccato in due, come lo è sempre stato. Il nord dei Savoia alla conquista del sud dei Borbone. I primi centri industriali e la questione meridionale. La repubblica di Salò, l’occupazione e la resistenza. Infine un paese che doveva diventare a forza industriale senza riuscirci. Cancellando però, nel frattempo e per sempre, le sue radici rurali e contadine.

“Il vigile – spiega Antonello Ricci – ci racconta due Italie, a due velocità diverse. Da una parte un paese ancora contadino. Urbano, ma che la sera si riunisce a veglia. La tv c’è, ma non è ancora alla portata di tutti. Stanno tutti sui gradini di casa e raccontano storie. Un’Italia che viaggia a ritmi più lenti. Poi c’è un’altra Italia, che va più veloce. Ed è quella che si riunisce nelle case, nei bar e nelle trattorie per vedere la televisione. E Sordi il primo giorno da vigile va in trattoria perché sa che tutti si riuniranno per vedere Lascia o raddoppia presentata dal leggendario Mario Riva. E sa anche che quella sera ci sarà Sylva Koscina”. Con moglie e figli a casa in un paese che dovrà aspettare altri 15 anni per la riforma del diritto di famiglia, dove esistevano ancora il delitto d’onore, la patria potestà e il reato d’adulterio, punito soprattutto per la donna. Mentre divorzio e interruzione volontaria di gravidanza erano ancora pura e semplice utopia. 


Viterbo - Sul set del Vigile - Via San Lorenzo

Viterbo – Sul set del Vigile – Via San Lorenzo


Due diverse antropologie. Nello stesso paese. Da un lato le culture subalterne, studiate in quegli anni da antropologi come Ernesto De Martino e Gianni Bosio, che resistevano, ma perdevano inesorabilmente terreno. Culture che facevano viaggiare ruoli e valori attraverso la parola. E che verranno prima schiacciate e poi sconfitte. D’altro lato, le culture dominanti che cambiavano pelle facendo della televisione una nuova forma di scrittura da imporre però a tutti. Per informare, cioè formare le persone ai nuovi rapporti di forza e di produzione che si andavano affermando in tutta la penisola. Passando attraverso un conflitto sociale senza precedenti. 

Un paese mancato, dove le due anime intrecciate nel film di Sordi si incontreranno realmente col boom economico, che invade e mischia senza unire. Per poi scontrarsi brutalmente per tutti gli anni settanta. In mezzo alle due Italie richiamate da Zampa, nuovi percorsi, rappresentati in parte dalla vivacità e dall’intelligenza di Remo, il figlio di Otello. Simile a quella di tanti ragazzi e ragazze che dieci anni più tardi saranno protagonisti del lungo ’68 italiano.

Sabato prossimo un assaggio. Per raccontare Alberto Sordi e il suo rapporto con Viterbo e la Tuscia. Il 5 settembre alle 21,30. Al civico 7 di piazza San Faustino.

Daniele Camilli


 Multimedia: Fotogallery: Sul set del Vigile – Video: La passeggiata racconto dedicata ad Alberto Sordi


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30 agosto, 2020

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