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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Il narratore di comunità Antonello Ricci ha guidato la passeggiata racconto alla scoperta delle location del film Il Vigile - Un'iniziativa promossa da Promo Tuscia in collaborazione con Tusciaweb - FOTO E VIDEO

“Alberto Sordi ha creato la maschera dell’italiano qui a Viterbo”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Una risata vi riconcilierà. Alberto Sordi 100, storia di un italiano e della maschera “di italiano” che Sordi elaborò proprio nella Tuscia. L’altra sera a Viterbo la passeggiata racconto promossa da Promo Tuscia e sostenuta da Tusciaweb dedicata all’attore Alberto Sordi, nato 100 anni fa.

“Alberto Sordi – ha spiegato il narratore di comunità Antonello Ricci – ha l’enorme merito di aver sviluppato un messaggio, una vera e propria maschera. La maschera dell’italiano. La grande e straordinaria capacità della risata che ci riconcilia con le nostre miserie. Questa è la grandezza di Alberto Sordi”. Una maschera che Sordi ha strutturato proprio qui, nella Tuscia. Durante gli anni ’50. Dai Vitelloni del 1953 al Vigile del 1960. Film che hanno per protagonista la città di Viterbo.


Viterbo - Antonello Ricci

Viterbo – Antonello Ricci di Comunità narranti


La passeggiata ha per protagonista Antonello Ricci, che qualche mese fa ha chiuso la lunga esperienza di Banda del racconto per passare ad una fase successiva della ricerca avviata con la figura e il lavoro attorno alla figura del narratore di comunità. Assieme a Ricci, c’è anche l’antropologo Marco D’Aureli e una nuova realtà associativa, un nuovo laboratorio d’idee: Comunità narranti.

L’altra sera sul campo a raccontare Sordi e nello specifico il film Il Vigile di Luigi Zampa, c’erano poi Maria Luigina Paoli di Promo Tuscia, Vincenzo Ceniti del Tourung club, l’assessore comunale alla cultura Marco De Carolis e Alessandro Tozzi che ha accompagnato Ricci nella lettura di alcuni brani tratti dal film. 



“Festeggiamo i nostri 25 anni di attività – ha detto Paoli – regalando alla città questa passeggiata intitolata a un mostro sacro del cinema italiano. In quesi anni Promo Tuscia ha promosso la città in molti modi. Abbiamo iniziato 25 anni fa partecipando alle fiere del turismo internazionale quando nessuno conosceva ancora Viterbo”.  

La passeggiata è partita dalla fontana di Piazza San Faustino. Lì accanto la porta da cui esce Otello Celletti. Il civico 7, da cui prende le mosse il film. Poi da San Faustino al cortile di palazzo dei Priori. Fino a via San Lorenzo con l’osteria della pernacchia. Alla ricerca delle location del film di Sordi e della città di 60 anni fa. Le riprese risalgono al 1959. Appena 15 anni prima una guerra devastante, il secondo conflitto mondiale, aveva attraversato il Paese mettendo fine al fascismo ma non ad un’antropologia fascista che durante il ventennio aveva dato voce alle corde più profonde degli italiani costruendoci attorno una nazione le cui strutture e costanti avrebbero caratterizzato anche la successiva storia democratica e repubblicana. Fino ai giorni nostri. 

“Una passeggiata importante – ha dichiarato De Carolis – perché va a scoprire luoghi che non conosciamo o di cui non ci siamo mai accorti”. 



“Un discorso – ha sottolineato Ricci – portato avanti con il Vigile ma iniziato con Fellini e il concorso dedicato a Pier Paolo Pasolini nella Tuscia. Passando per la mostra su Boccasile a Bassano in Teverina. Questo è il fil rouge degli eventi promossi nel 2020. Raccontare le trasformazioni culturali, storiche e di mentalità. Celebrare le grandi presenze nella Tuscia e i passaggi di grandi intellettuali, maestri e registi nel nostro paese. Personaggi che hanno illuminato di luce nuova non solo il nostro territorio ma tutto il Paese”.


Viterbo - La passeggiata racconto bAlberto Sordi 100

Viterbo – La passeggiata racconto Alberto Sordi 100


Un lavoro organico, un punto di vista sulla storia del Paese a partire dai fatti accaduti in Tuscia. Un lavoro di raccolta e restituzione che passa attraverso il racconto e il lavoro di ricerca portato avanti in questi anni in particolar modo dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti e dal narratore di comunità Antonello Ricci.


Viterbo - Maria Luigina Paoli di Promo Tuscia

Viterbo – Maria Luigina Paoli di Promo Tuscia


Con il Vigile l’attenzione è caduta sulla maschera dell’italiano e la sua funzione catartica rispetto a un paese complice del fascismo fino all’epilogo della guerra. Capace di risollevare la schiena con la Resistenza, ma coinvolto ancora in miserie e atteggiamenti piccolo borghesi che, in fondo in fondo, lo porteranno di nuovo a scegliere di stare dalla parte del potere, compiacendolo. Necessario quindi dar vita ad una maschera e a meccanismi catartici che, attraverso le nuove forme teatrali della modernità, tra cui il cinema e la televisione, fossero in grado purificare e ripulire coscienze che altrimenti non avrebbero sopportato il peso della propria miseria.

Una catarsi, dunque, diversa rispetto al teatro greco che mostrava per rassicurare e criticare. La catarsi della maschera di Sordi mostra invece per legittimare e accettare. Per permettere di metabolizzare. Siete come siete e andate bene così come siete. Con un tessuto sociale rimasto in gran parte fascista ben oltre il fascismo. Nei modi e negli atteggiamenti. Nell’immaginario e nel sistema di potere e di valori. Questo il messaggio. Pronti ad affrontare la storia che ne sarebbe seguita. Gli anni ’60, gli studenti, l’autunno caldo e il conflitto sociale dei ’70. La storia d’Italia, quella di un paese mancato.

Daniele Camilli


 Multimedia: Fotogallery: La passeggiata raccontoLa città del Vigile – Video: Alberto Sordi 100

Articoli: “Ricci, un cantore che con la sua freschezza ha restituito lo spirito del Vigile alla sua città” di Alessio Bernabucci – Torna a Viterbo il Vigile di Alberto Sordi…


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8 settembre, 2020

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